Videogiochi e corsi di programmazione per reinserire i detenuti nella società

Il Fondo Repubblica digitale stanzia 10 milioni per la formazione tecnologica negli istituti penitenziari. Il progetto in collaborazione con il Cnel e il Dap
April 10, 2026
Videogiochi e corsi di programmazione per reinserire i detenuti nella società
Favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso percorsi di formazione digitale: è questo il progetto "Fuoriclasse", promosso e sostenuto dal Fondo Repubblica digitale, in collaborazione con il Cnel e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia. Nel 2026 oltre 3.600 persone potranno beneficiare gratuitamente di 26 iniziative selezionate dal Fondo con l'obiettivo di ridurre il rischio di recidiva tra i carcerati.
In Italia, dove la popolazione degli istituti penitenziari ha superato le 63mila unità nel 2025, soltanto il 30% dei detenuti è coinvolto in percorsi formativi, mentre la formazione professionale interessa una quota ancora più limitata, intorno al 7%, per non parlare poi dell’offerta legata alle competenze digitali. È in questo scenario che si inserisce il bando "Fuoriclasse", che vede il coinvolgimento di 202 enti e 92 strutture penitenziarie su tutto il territorio nazionale. Il numero di candidature pervenute è stato talmente alto che il plafond del bando - originariamente di 5 milioni di euro - è stato portato a 10 milioni. «L'eccezionale risposta dei territori al bando dimostra l'urgenza di portare l'alfabetizzazione digitale all'interno delle carceri, offrendo ai detenuti gli strumenti oggi più richiesti dal mercato del lavoro», spiega il presidente del Cnel, Renato Brunetta.
Si va da progetti come lo “Smart Restart” della Comunità di Sant’Egidio, che combina alfabetizzazione digitale e accompagnamento al lavoro con laboratori di progettazione di app e arte digitale, a iniziative come “Step-up: Il digitale oltre le mura”, della Fondazione S. Carlo onlus, che punta su un modello innovativo di apprendimento train the trainer, in cui detenuti già formati diventano a loro volta formatori in ambiti come cybersecurity, videomaking e assistenza tecnica. Poi c'è il progetto “Digitag”, promosso dalla Fondazione Casa di carità arti e mestieri onlus, che introduce un approccio esperienziale alla formazione attraverso l’utilizzo dei videogiochi; oppure l'iniziativa “Ctrl+alt: riavvia il sistema!” di Formazione e comunione, che  integra alfabetizzazione digitale e programmazione includendo moduli su linguaggi come Python. O ancora il progetto “Wind of Change”, promosso da Mestieri Campania, che sfrutta la realtà virtuale e aumentata, trasformando la formazione in un’esperienza coinvolgente attraverso simulazioni di contesti reali.  
 «Oggi le competenze digitali rappresentano una leva fondamentale per il reinserimento sociale e lavorativo, ma risultano ancora poco diffuse nei percorsi disponibili - spiega Martina Lascialfari, direttrice generale del Fondo -. Con i progetti selezionati vogliamo contribuire al mandato rieducativo costituzionale ampliando in modo concreto le opportunità di accesso alla formazione e a percorsi di riabilitazione, sostenendo iniziative capaci di generare impatto reale dentro e fuori gli istituti penitenziari». 

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