Nel Tigullio, il cammino dei colori tra mare e monti
Un percorso ad anello che offre scorci di bellezza eccezionale dal blu intenso dell'acqua al verde smeraldo dei boschi, passando per abbazie e santuari a testimonianza della devozione mariana del popolo ligure

Il blu intenso del mare, il verde smeraldo delle piante, il rosso e il giallo delle case. È un’immersione nei colori e nei profumi della natura il Cammino del Tigullio che si snoda tra mare, monti e borghi nella Liguria di levante. Un percorso ad anello di 65 chilometri nella sua interezza, percorribile in cinque tappe, ma che può essere anche “frazionato” scegliendo di toccare solo alcune delle località più suggestive o percorrere soltanto i sentieri maggiormente panoramici.
Il percorso suggerito dagli ideatori del Cammino – BioTigullio 5Terre e Tigullio Trekking – inizia da Chiavari, piccolo gioiello facilmente raggiungibile in treno da Genova e quindi da tutte le città italiane. Da qui si inizia a salire con destinazione il santuario di Nostra Signora di Montallegro, con una fermata intermedia a un altro Santuario di Nostra Signora, quello delle Grazie. È la tappa più impegnativa sul piano fisico, per gli oltre 600 metri di dislivello da coprire ma anche quella con due tra le chiese più interessanti da visitare e più significative sul piano spirituale. Il Santuario di Nostra Signora di Montallegro, particolarmente caro ai fedeli liguri, infatti sorge nel luogo in cui il 2 luglio 1557 la Madonna apparve al contadino Giovanni Chichizola, lasciando come “prova” una nuova sorgente d’acqua e un’icona bizantina della Dormitio Mariae. Tavola che, pur trasportata nella parrocchia di Rapallo, per due volte era riapparsa nel luogo in cui Maria aveva chiesto di “essere onorata dai rapallesi”. Notevoli anche gli affreschi di Nostra Signora delle Grazie eseguiti da Teramo Piaggio e il Giudizio universale di Luca Cambiaso del 1550. Toccante, infine, la raccolta di ex-voto delle grazie concesse per l’intercessione di Maria.

La seconda tappa è invece un percorso montano tra sentieri nel bosco e creuze da Montallegro a Sant’Andrea di Foggia, con qualche passaggio piuttosto impegnativo. Da lì, il terzo giorno si “oltrepassa” Rapallo per arrivare a San Lorenzo della Costa restando su strada asfaltata fino alla Ruta e ritrovando la terra battuta nella parte finale.
La quarta tappa è quella, a nostro parere, più spettacolare. Da San Lorenzo si sale fino a 400 metri sul livello del mare e si scende poi per raggiungere San Fruttuoso con la sua splendida abbazia (e spiaggetta, per chi apprezza) ora bene del FAI. Farsi abbagliare dal blu del mare che filtra attraverso le trifore dell’ex monastero benedettino dell’anno mille, molto ben restaurato dal FAI stesso, vale la “fatica” nelle gambe per salite, discese e scalette dell’intero cammino.


Così come arrivare nella scenografica piazzetta di Portofino dal sentiero che si inerpica nel bosco dalla torre di San Fruttuoso (in alternativa, si può andare in battello da San Fruttuoso a Portofino, così come si può raggiungere, sempre in nave, San Fruttuoso da Camogli). Il promontorio che “chiude” il porticciolo più famoso d’Italia, con il castello Brown, il faro e la passeggiata panoramica sono imperdibili. Così come gli scorci di uliveti e mare a perdita d’occhio che si possono gustare passando da Paraggi per arrivare a Santa Margherita Ligure.

A chiudere l’anello, la tappa da “Santa” (come la chiamano i milanesi) a Chiavari, godendo di altri panorami mozzafiato in alto a Sant’Ambrogio e, a livello mare, a Zoagli, conditi da qualche spunto culturale grazie alla “Crocifissione di Cristo” del pittore fiammingo Van Dyck e alla casa del poeta modernista Ezra Pound.

Degna conclusione del cammino Chiavari, con i suoi 5 chilometri di portici, il giardino botanico di Palazzo Rocca e la cattedrale di Nostra Signora dell’Orto, ennesima testimonianza della fede mariana del popolo ligure.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire 





