Una scuola a Roma ha chiuso oggi, lasciando a casa 115 bambini
Da lunedì saranno disoccupate anche 25 maestre ed educatrici di un plesso privato. La comunicazione è arrivata lunedì. C'entrano presunte irregolarità edilizie

È suonata oggi l’ultima campanella, in anticipo di oltre tre mesi sul calendario, nelle aule della scuola “Parco dei Bambini Montessori” di Roma, un istituto che ospita 115 bambini tra asilo nido e scuola dell’infanzia. Al telefono, la segreteria dell'istituto di via della Bufalotta ammette «che oggi non è proprio la giornata per parlare»: a partire da lunedì tutti gli alunni, dai sei mesi ai sei anni, si troveranno senza aula e dovranno essere ricollocati rinunciando alla scuola privata, convenzionata con il Municipio III. Insieme agli studenti si troveranno senza scuola – e senza un impiego – anche 25 educatrici e ausiliarie. A tutti la comunicazione è arrivata, via email, solo nella sera di lunedì scorso. Il motivo ufficiale della chiusura è la decadenza delle autorizzazioni al funzionamento dell’asilo nido privato, disposta lo scorso 2 febbraio dal Municipio III, ma la scelta della proprietà e della direzione dell’istituto avrebbe a che fare anche con presunte irregolarità di tipo amministrativo ed edilizio. La decisione ha lasciato genitori e dipendenti in difficoltà: «La chiusura della scuola è arrivata improvvisamente, dopo mesi di scarsa chiarezza e silenzio», commenta una delle maestre della scuola. «Oggi festeggiamo l’ultimo giorno con i nostri bambini – aggiunge un padre amareggiato – ma da domani molti resteranno a casa. Non abbiamo avuto tempo per trovare una soluzione».
Tutto – come spiega Fanpage.it, che per prima ha pubblicato la notizia della chiusura del plesso – è cominciato con una lettera anonima. A giugno dello scorso anno una denuncia, firmata da un «genitore di un bimbo frequentatore» nonché «dipendente della struttura», lamentava «pesanti irregolarità della struttura». Nell’esposto si legge di una presunta non conformità dell’altezza dei locali, delle strutture esterne e delle attrezzature, il parcheggio viene definito «non a norma» e il vitto «non conforme alle norme igienico-sanitarie». Dalla denuncia sono scaturiti numerosi sopralluoghi dell’Asl, che avrebbero portato alla chiusura della mensa e all’abbattimento di alcune strutture esterne. Secondo i genitori, però, «nessuno ha percepito che i bambini fossero in una situazione di pericolo». Asl e vigili del fuoco – spiegano le famiglie – hanno imposto alcune modifiche ma non avrebbero rilevato gravi rischi per la salute dei bambini, eccezion fatta per alcuni vetri ritenuti non a norma. La scuola, dal canto suo, avrebbe agito rapidamente per adeguarsi: «È stata sostituita la mensa con un catering, sono state chiuse alcune aule e, non potendo subito restaurare gli infissi, è stato posto un rimedio temporaneo con delle pellicole». Per questo, le famiglie avrebbero chiesto di attendere l’estate per la chiusura del plesso, «evitando di far cambiare scuola due volte in tre mesi».
La richiesta delle famiglie, non accolta dal Municipio III, era motivata anche dall’annosità dei problemi segnalati. La non conformità di alcune parti dell’istituto era nota almeno dal 1985, anno della prima domanda di condono per la “Parco dei Bambini Montessori”, archiviata solo nel 2024. Altre due, invece, datate al 1995 e al 2000, sarebbero ancora pendenti. Non solo: l’ultimo accordo per il rinnovo della convenzione della scuola è arrivato a fine settembre dello scorso anno, quando la denuncia anonima era già stata presentata. In altre parole, «le situazioni erano note da tempo ma si è deciso ugualmente di non arrivare a giugno», lamentano i genitori. La scuola ha reagito facendo ricorso al Tar, che ha fissato l’udienza per il prossimo 24 febbraio. Ma, a poco più di una settimana dall’audizione, la direzione avrebbe rinunciato chiudendo definitivamente i battenti. «Noi famiglie amiamo questa scuola – commenta un padre – e in molti saremmo stati disposti anche a pagare una retta più alta per arrivare a fine anno scolastico».
Per i genitori, il prezzo più grande lo pagheranno i bambini. «Pagheranno i nostri figli – commenta Federica, madre di due alunni – che oggi abbiamo guardato in faccia per dire che la scuola è finita. Non avranno più la loro stampella, i loro giochi, le loro maestre, amiche e amici». A una trentina di bambini il Municipio III ha trovato subito una nuova sistemazione ma, per molti, il rischio concreto è quello di restare in casa fino all’inizio del prossimo anno: «Si potrebbe interrompere bruscamente un processo che in tenera età è fondamentale e necessario – aggiunge Bera, madre di due bimbe –, ovvero quello della socializzazione». Alle famiglie fanno eco maestre ed educatrici, che da lunedì saranno alla ricerca di un impiego: «Se la Direzione e la società avessero davvero voluto – commenta una maestra – il "Parco dei Bambini" si sarebbe potuto salvare».
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