"Stavolta non ci casco", progetto antitruffa di Roma Capitale e Acli

di Redazione romana
Coinvolti 1.200 anziani, che hanno partecipato in presenza a 27 appuntamenti tra luglio e ottobre
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November 4, 2026
"Stavolta non ci casco", progetto antitruffa di Roma Capitale e Acli
Ultimo appuntamento sul Tevere per il progetto "Stavolta non ci casco"
Sono 1.200 gli anziani che hanno partecipato in presenza a 27 appuntamenti, tenutisi tra luglio e ottobre, nell'ambito del progetto Stavolta non ci casco – Le truffe non vanno in vacanza, promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale e dalle acli di Roma e provincia in collaborazione con la Polizia di Stato. Oggi si è tenuto uno speciale ultimo appuntamento, in attesa della prossima edizione, a bordo del battello in navigazione sul Tevere con partenza da il Molo Sant’Angelo.
Decine di anziani hanno ricevuto da esperti e operatori consigli utili e strumenti concreti per difendersi dalle truffe e poi hanno potuto partecipare a una gita sul Tevere, con i contributi culturali dello storico dell’arte Vittorio Maria de Bonis e del presidente della Società Romana di Nuoto Dante Mortet. Il tutto allietato anche da momenti di musica e intrattenimento, con il compositore e musicista Sandro Scapicchio e i presentatori Riccardo Zianna e Carlotta Ferrante, con tanto di aperitivo a bordo.
Il progetto ha visto in questi mesi 20 incontri che si sono tenuti presso le farmacie del circuito Farmacap, 4 presso i Punti Blu estate con i Csaq municipali (Case Sociali delle Persone Anziane e del Quartiere), due presso le parrocchie e uno presso una struttura di cohousing. I corsi di formazione sono stati tenuti dal personale della Polizia di Stato e tutti gli anziani hanno ricevuto materiale informativo e divulgativo, tra cui il “vademecum antitruffa” realizzato appositamente per fornire consigli pratici da tenere con sé ogni giorno. Tra le informazioni fornite ci sono stati i tipi di truffa più frequenti: quella del finto poliziotto o del finto parente che chiede soldi; alcune regole da seguire in caso di sospetto tentativo di truffa come le procedure da tenere a mente quando si riceve una richiesta improvvisa di denaro via telefono: riagganciare, stabilire una parola d’ordine con le persone più vicine, chiamare il 112, non fornire mai informazioni personali o soldi contanti.
«Le truffe – spiega Lidia Borzì, vicepresidente delegata delle Acli di Roma e provincia – sono uno dei maggiori pericoli che si corrono ogni giorno, sia perché i tentativi sono purtroppo sempre più numerosi e fantasiosi, sia perché minano la sicurezza psicologica e relazionale, soprattutto nelle persone più anziane. Per questo, con questo progetto che ormai portiamo avanti da tempo grazie all’Assessorato e alla preziosa collaborazione della Polizia e il sostegno della Prefettura, abbiamo voluto non solo parlare alle persone, ma anche e soprattutto ascoltarle, perché dietro la maggiore vulnerabilità di tanti anziani c'è spesso una condizione di solitudine che, purtroppo, chi vuole approfittarsi delle persone sa riconoscere molto bene. Ecco perché credo che il valore più grande di questo progetto sia stato proprio l'incontro tra le persone, tra i cittadini e le istituzioni, e tra generazioni diverse, che crea fiducia, che rompe la solitudine e che ci fa sentire parte di una comunità, creando quel senso di protezione sociale nella quale crediamo molto come Acli di Roma: non soltanto intervenire quando emerge un problema, ma costruire ogni giorno quelle relazioni che possono aiutare a prevenirlo».
«Concludiamo questa prima fase di incontri estivi - dichiara l'assessora alle Politiche Sociali e alla Salute Barbara Funari - ma il nostro impegno contro le truffe agli anziani non si ferma qui. La prevenzione deve essere un lavoro continuo, capace di raggiungere le persone nei luoghi in cui vivono e di fornire loro strumenti concreti per riconoscere i raggiri e sapere a chi rivolgersi. C'è un aspetto importante da sottolineare: chi truffa spesso approfitta della fiducia, della fragilità o della solitudine delle persone. Per questo, accanto all'informazione, è fondamentale rafforzare le relazioni, la vicinanza e la presenza delle istituzioni. Nessuno deve sentirsi solo o indifeso di fronte a questi fenomeni. Stavolta non ci casco prosegue proprio con questo obiettivo: mantenere alta l'attenzione, diffondere consapevolezza e costruire una rete di protezione intorno alle persone anziane, valorizzando il coinvolgimento di tutti i soggetti che possono contribuire a contrastare questo fenomeno».
 

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