Niente più "minorati" solo "persone con disabilità"

Primo sì in Senato alla modifica dell'articolo 38 della Costituzione. Con un valore non solo simbolico ma sostanziale per l'uguaglianza e la tutela di tutti cittadini
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November 4, 2026
Attività sportive a favore di persone con disabilità al palazzo della Regione Lombardia a Milano / ANSA
Attività sportive a favore di persone con disabilità al palazzo della Regione Lombardia a Milano / ANSA
Nessuno è «minorato», ci sono sempre e solo persone. Alcune con una disabilità. È arrivato al primo via libera, infatti, il disegno di legge costituzionale sui diritti delle persone con disabilità: l'aula del Senato l'ha approvato all'unanimità – ed è un altro segnale positivo - con 135 voti. Ora passerà alla Camera e saranno necessari altri tre passaggi parlamentari per approvare definitivamente la modifica costituzionale.
Il provvedimento, infatti, modifica l'articolo 38 della Costituzione, sul diritto all'assistenza sociale, e lo aggiorna a livello semantico e di diritti. Sparisce dunque la parola «minorati» sostituita dall'espressione «persone con disabilità» (per cui il terzo comma reciterà così: «Gli inabili e le persone con disabilità hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale») e si aggiunge un passaggio specifico sulla tutela: «La Repubblica garantisce il diritto delle persone con disabilità all'autonomia e all'effettiva partecipazione all'organizzazione politica, economica e sociale, rimuovendo gli ostacoli che ne impediscono l'esercizio».

Il dibattito se modificare anche l'articolo 3 della Costituzione

«La parola minorati non ha più lo stesso significato che poteva avere quando i Padri costituenti l'hanno inserita all'articolo 38 – ha spiegato in aula al Senato il relatore e presidente della commissione Affari costituzionali di palazzo Madama, Andrea De Priamo -. Oggi ha un'accezione decisamente negativa, superata, e che nessuno immagina di mantenere nella nostra Costituzione». Sulla riforma si era aperto un ampio dibattito prima sull’opportunità o meno di ritoccare anche l’articolo 3 della Carta. Già nei mesi scorsi, infatti, per una parte delle associazioni di persone con disabilità l’esplicito inserimento della «disabilità» nell'articolo 3 avrebbe permesso al legislatore di attuare una «discriminazione positiva»; per altre, invece, visto che l'articolo 3 già vieta discriminazioni basate su «condizioni personali e sociali» inserire la disabilità avrebbe ulteriormente ghettizzato le persone con disabilità facendone una sorta di categoria umana a parte. Accantonato questo tema, settimana scorsa, però, il provvedimento licenziato dalla commissione prima dell’estate era tornato in discussione per un ulteriore correzione del testo, chiesta soprattutto dalle opposizioni. In particolare, si è modificata ulteriormente la formulazione dell’articolo 38 aggiungendo la parte sulla tutela specifica.

La soddisfazione della ministra Locatelli

La ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli / foto Ministero
La ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli / foto Ministero
«Il voto di oggi all’unanimità sul Ddl costituzionale che apporta modifiche all’art.38 della Costituzione in materia di diritti delle persone con disabilità, eliminando la parola minorati, è un segnale importante di cambiamento», commenta soddisfatta la ministra per le disabilità Alessandra Locatelli. Dopo aver abrogato da tutte le leggi ordinarie la parola «handicappato» e «portatore di handicap», spiega ancora, «finalmente completiamo il percorso iniziato anche con la riforma della disabilità aggiornando la nostra Carta costituzionale. Voglio quindi ringraziare tutti i gruppi parlamentari, il relatore e presidente De Priamo, in particolare il senatore Guidi, primo firmatario, e tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato: il mondo delle associazioni a partire da Fand e Fish e tutte le altre realtà che negli anni si sono sempre battute per un forte cambio culturale». Unanimi, infine, gli apprezzamenti di tutte le forze politiche presenti in Parlamento.

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