Caro Alberto, ho visto il tuo imbarazzo alle domande sul sesso. E dico: ti fa onore

Il giovane Ravagnani sottoposto a un "interrogatorio" sulle sue preferenze sessuali da parte di Ernesto Diaco. «Ora sei libero, devi dare conto solo alla tua coscienza»
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November 4, 2026
Caro Alberto, ho visto il tuo imbarazzo alle domande sul sesso. E dico: ti fa onore
Un frame dell'intervista di Diaco a Alberto Ravagnani
Caro Alberto, ho visto il tuo imbarazzo e ne sono rimasto addolorato. Nessuno ha il diritto di umiliare il prossimo. Le domande di Pierluigi Diaco erano state preparate per soddisfare il prurito degli ascoltatori. Nella giungla delle trasmissioni televisive e dei social vige la legge del più forte. Il debole è destinato a soccombere o a inventarsi mille escamotage. Quando, giovane prete, fosti capace di parlare a migliaia di giovani, la mia ammirazione per te fu sempre accompagnata da una grande preoccupazione. Per sostenere il successo mediatico occorre avere una forza da leone. Gli applausi e i primi posti sono pericolosi per tutti e in tutti gli ambienti, soprattutto per i più giovani. Tu eri un prete. Tanta gente ti seguiva perché eri prete. La Chiesa ha sul groppone due millenni di storia. Porta con sé le fatiche, le gioie, il peccato, i tradimenti, la santità di miliardi di persone. Chi desidera infangarla riuscirà facilmente nell’ impresa. Chi brama nutrirsi alla sua fonte troverà acqua fresca che zampilla per la vita eterna. Senza essere profeta, quando lasciasti il sacerdozio non ne fui meravigliato. «Ha trovato la sua strada», mi dissi. E pregai per te. Sei giovane, hai il diritto di vivere seguendo le tue inclinazioni. Adesso sei libero, devi dare conto solo alla tua coscienza. Sono stato contento della risposta che hai dato a chi ti intervistava quando, con fare spocchioso ti ha chiesto se ti piacessero le donne o i maschi. Il tuo imbarazzo ti fa onore. Non gli hai permesso di scendere nel santuario del tuo cuore. Speriamo che abbia imparato la lezione. C’è un limite a tutto.
Bravo, Alberto (Ravagnani, ndr). Tieniti stretta la tua dignità. C’è bisogno, anche in televisione e sui social, di giovani che conservino un pizzico di pudore. Purtroppo, anche da certi adulti, uomini e donne famosi, non sempre arrivano buoni esempi. Sovente, li vediamo rivangare, davanti a milioni di spettatori, momenti della loro vita intima - o veri e propri tradimenti in barba ai legittimi consorti - con persone, magari defunte, con una leggerezza che spaventa. Benedetta confessione sacramentale dove chiunque può permettersi di aprire il sottosuolo del proprio animo nella segretezza più assoluta. Solo gli ingenui potranno credere che la strada da te intrapresa sia più agevole da percorrere di quella del sacerdozio. La vita è sempre un intreccio di gioie e dolori, fatiche e speranze. Unicuique suum. La vocazione è sentirsi chiamati per nome.
Può accadere – è accaduto tante volte – dopo qualche anno, di rendersi conto di essersi confuso. Senti il desiderio di credere e di servire ancora il prossimo, ma in un altro modo. Vai in crisi. Ti senti come sperduto. Occorre discernimento, umiltà, preghiera, riflessione, coraggio. Si vive una volta sola, la rivincita non sarà data a nessuno. Non possiamo permetterci il lusso di sbagliare strada, sarebbe un dramma per noi, per la Chiesa, per gli altri. Avresti potuto tirare a campare, non lo hai fatto e noi te ne siamo riconoscenti. Fai tesoro, però, degli anni che ti hanno visto seminarista e prete. Non sei un traditore, non sei un avventuriero, non sei un opportunista né un furbacchione. Sei un giovane tra i giovani, con la tua esperienza, i tuoi errori, le tue conquiste, la tua voglia di vivere, le tue ambizioni, la tua fede.  La tua unica vita. Auguri, Alberto. 

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