Un Giro d’Italia tra piste e montagne: tutte le tappe

Presentato il Giro d’Italia 110: partenza da Trieste, arrivo a Roma, passaggi negli autodromi di Misano, Mugello e Monza, con le grandi salite di Gavia, Mortirolo e Zoncolan. Attesa anche per il Giro Women
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November 3, 2026
Un Giro d’Italia tra piste e montagne: tutte le tappe
Il trofeo "Senza Fine" del giro d'Italia / Ansa / Fabio Cimaglia
È un Giro duro ma non durissimo, veloce per tre quarti, con un finale tosto che potrebbe solleticare i palati fini di Paul Seixas e Isaac Del Toro, ma anche di Remco Evenepoel. È un Giro moderno, che rincorre la storia. È un Giro che corre in pista e che potrebbe far sorridere persino uno come Kimi Antonelli, il neo iridato della F.1, visto che in questa edizione la corsa rosa attraverserà sia l’Autodromo Marco Simoncelli di Misano sia quello del Mugello, per arrivare perfino a quello di Monza. Tre circuiti per un Giro che si deciderà però, come sempre, in montagna, e che montagne, visto che ci sarà una doppia scalata del Mortirolo, il Gavia (cima Coppi, 2.618 metri), e lo Zoncolan.
Come sempre il Giro è bello, questo in particolare, perché sorride a tanti per due settimane, che si spera di battaglia, e lascia che si decida nella terza e ultima, con salite che parlano da sole: Gavia, Mortirolo, Zoncolan. Basta la parola. Le parole, però, stanno a zero se al via non si presentano i corridori, quelli buoni. Non dico nulla di nuovo, è un adagio vecchio quanto il ciclismo e il Giro d’Italia: le corse le fanno i corridori. La corsa rosa non ha nulla da invidiare ai cugini d’Oltralpe, il cast di partecipazione sì.
Il percorso del Giro d'Italia maschile 2027
Il percorso del Giro d'Italia maschile 2027
Si spera che venga Isaac Del Toro, che la corsa rosa l’ha sfiorata nel 2025. Così come si spera in Paul Seixas, la speranza di Francia che sulle nostre strade ha appena vinto il Lombardia. Al lavoro c’è da qualche mese (dal 1° settembre, ndr) il nuovo direttore del Giro, Luca Guercilena, che ha lasciato scrivania e ammiraglia della Lidl-Trek per salire a bordo di RCS Sports & Events. Il Giro numero 110, svelato ieri a Roma via social e streaming, ha piazzato un giorno in Slovenia per stuzzicare Pogacar (che ha già annunciato che farà Tour e Vuelta). Ci saranno 57 chilometri contro il tempo per invogliare Evenepoel, e il Giro ha concentrato in tre tapponi la maggior parte del suo dislivello per solleticare l’ultimo vincitore, Vingegaard.
Si reciterà dall’8 al 30 maggio: da Trieste a Roma, scendendo lungo il litorale adriatico, toccando Napoli come punto più a sud, prima di risalire dal versante opposto e concentrarsi al Nord, entrando e uscendo, come già detto, da tre autodromi (Misano, Mugello e Monza). Due crono, una di oltre 19 chilometri per scalatori in Abruzzo e l’altra di quasi 38 da Monza a Milano, e sette giornate di montagna con arrivi all’insù: un paio in Appennino per agitare la classifica (Sassotetto il quinto giorno, l’inedito Zum Zeri, fra Liguria, Toscana ed Emilia, il dodicesimo), una tosta (Pian di Bobbio) e tre da far girare la testa sulle Alpi per definirla: l’Aprica, dopo aver scalato il Gavia e due volte il Mortirolo; Madonna di Campiglio, dopo quattro passi; e lo Zoncolan. Cartine alla mano, il dislivello (50.250 metri) è nettamente inferiore a quello del Tour, anche se la nostra settimana conclusiva è molto nobile e, speriamo, godibile tanto quanto quella dei nostri cugini.
Detto dei corridori che potrebbero animarla, passiamo a chi potrebbe condizionarla, e qui ci siamo noi. Noi italiani, con Davide Piganzoli, 8° un anno fa dopo aver aiutato capitan Vingegaard ad arrivare in rosa a Roma. Assieme al valtellinese, che quest’anno potrebbe tornare con i galloni del capitano, potrebbero esserci Giulio Pellizzari e Giulio Ciccone, entrambi già protagonisti sulle strade rosa. Per il 23enne marchigiano potrebbe trattarsi della quarta partecipazione consecutiva: si era messo in evidenza al debutto nel 2024, quando solo un super Pogacar gli tolse la gioia di un successo di tappa, e nel 2025 fu ottimo 6° nonostante fosse al servizio del capitano Roglic, poi costretto al ritiro.
Il percorso del Giro d'Italia femminile 2027
Il percorso del Giro d'Italia femminile 2027
Giulio Ciccone, che non è più un ragazzino, molto probabilmente correrà con maggiore leggerezza, visto che ha deciso di cambiare aria anzitempo: dalla Lidl-Trek alla Pinarello-Q36.5. Il prossimo anno farà coppia con il britannico Tom Pidcock, anche se al Giro potrebbe tornarci come capitano unico. A 32 anni non può chiaramente essere considerato un ragazzo di primo pelo, ma le sue ambizioni restano intatte, tanto è vero che è ostinatamente convinto di essere adatto anche a competere per la classifica generale (in carriera non ha mai ottenuto una top ten, ndr), nonostante i migliori risultati quest’anno li abbia sempre ottenuti nelle corse di un giorno, come al Mondiale (9°), all’Europeo (2°) e al Lombardia (3°).
Se Ciccone torna a pensare alla classifica generale, anche Jonathan Milan potrebbe tornare al Giro, mentre è presto per sbilanciarsi sul suo nuovo compagno di squadra Filippo Ganna, passato da Netcompany-Ineos proprio alla Lidl-Trek. Per questo Giro c’è anche una suggestione, forse fin troppo ardita, legata al nome di Lorenzo Finn, 20 anni da compiere il 19 dicembre, sbarcato nel WorldTour con la Red Bull di Pellizzari ed Evenepoel dopo essere stato iridato nel 2024 (juniores, a Zurigo) e nel 2025 (Under 23, a Kigali, in Ruanda). Nel 2026 ha vinto sia il Giro Next Gen sia il Tour de l’Avenir, una doppietta che non si vedeva dal 1973. Chissà se lo vedremo al Giro…
 

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