Premio Ausonia 2026, inclusione e dialogo tra le fedi
di Antonio Fera
Costruire ponti tra persone, culture e religioni diverse: è il messaggio della manifestazione che dal 9 all'11 luglio animerà la città di Cariati (Cosenza)

Da Roma alla costa ionica calabrese. Il viaggio del Premio Ausonia è cominciato dalla sede dell’Europe Experience “David Sassoli”, dove è stata presentata la nuova edizione della manifestazione che dal 9 all’11 luglio porterà a Cariati (Cosenza) tre giorni di incontri, cultura, spettacolo e riflessione civile. Un appuntamento che negli anni ha progressivamente ampliato il proprio orizzonte e che oggi prova a tenere insieme identità territoriali, valorizzazione delle eccellenze e attenzione ai temi dell’inclusione. Ma soprattutto, in un tempo attraversato da guerre, tensioni e divisioni, sceglie di mettere al centro il dialogo tra le diverse tradizioni religiose.
Attorno a questo filo conduttore si è sviluppata la conferenza stampa moderata dal direttore di Eurocomunicazione Giovanni de Negri, alla presenza di amministratori, rappresentanti istituzionali e protagonisti del mondo associativo e culturale. «È un percorso che abbiamo fortemente voluto perché ne condividiamo i valori», ha spiegato il sindaco di Cariati, Cataldo Minò. «L’inclusione, l’ospitalità e la cultura sono temi che appartengono anche all’azione della nostra amministrazione e che vogliamo continuare a sviluppare». Parole che raccontano il legame ormai consolidato tra la manifestazione e la città che la ospita, una realtà che guarda alla cultura come leva di crescita e promozione del territorio.
Ripercorrendo la storia del premio, il direttore artistico Antonio Maria D’Amico ha ricordato la scommessa lanciata dodici anni fa: «Ausonia è di tutti, Ausonia è Italia. Siamo partiti con l’idea di valorizzare la storia e le tradizioni del nostro territorio e di dare spazio al mondo dello spettacolo e della cultura. Oggi il progetto è cresciuto e si è aperto ancora di più al tema dell’inclusione, per testimoniare che ciascuno può trovare il proprio spazio ed emergere». Una visione che accompagna l’evoluzione della manifestazione e che punta a costruire occasioni di incontro tra persone, esperienze e sensibilità differenti.
Tra gli appuntamenti più attesi, quello del 9 luglio a Rossano, dedicato al confronto interreligioso. Una giornata pensata come spazio di ascolto e conoscenza reciproca, nella convinzione che il dialogo rappresenti uno degli strumenti più efficaci per contrastare diffidenze e pregiudizi. In questa prospettiva si inserisce il videomessaggio dell’imam Ataul Wasih Tariq della Comunità Ahmadiyya, che ha richiamato il valore della costruzione di ponti tra culture e confessioni diverse. Lo stesso tema è stato rilanciato dal contributo della presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, Livia Ottolenghi, che ha sottolineato l’importanza del rispetto delle differenze e della tutela del pluralismo religioso. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che assume un significato particolare in una fase storica segnata da nuovi conflitti e crescenti polarizzazioni.
La presentazione è stata arricchita anche dai saluti dell’eurodeputata Giusi Princi (FI) e dell’assessore alla Cultura della Regione Lazio Simona Renata Baldassarre (Lega), oltre che dall’intervento della figlia di Pietro Garinei, tra i protagonisti della stagione d’oro del teatro musicale italiano, che ha voluto testimoniare il proprio sostegno all’iniziativa. Uno sguardo è stato rivolto anche al futuro. La presidente del Consiglio comunale di Cariati, Alda Montesanto, ha infatti anticipato il tema dell’edizione 2026, “Ponti di Luce”, nato da un percorso che ha coinvolto le scuole del territorio. Proprio gli studenti sono stati protagonisti della scelta della mascotte, il delfino Pylos, destinato ad accompagnare il Premio nei prossimi due anni.
Investire sui giovani, promuovere l’inclusione e favorire l’incontro tra culture e religioni diverse sono gli obiettivi che emergono dal percorso intrapreso dal Premio Ausonia. Con la presentazione di Roma si apre così il cammino verso l’appuntamento di luglio. Per tre giorni Cariati diventerà un luogo di confronto tra esperienze differenti, con l’ambizione di mettere in relazione mondi che troppo spesso si osservano da lontano. Perché costruire ponti, oggi, resta una delle sfide più difficili e più necessarie.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire Temi






