Dialogo interreligioso e laboratori d’arte: la xenofobia si disinnesca a scuola

Il progetto Focsiv con gli studenti di Piemonte, Lazio, Puglia e Sicilia per la XXII Settimana di azione contro il razzismo promossa dall’Unar.
March 16, 2026
Una manifestazione studentesca contro il razzismo
Una manifestazione studentesca contro il razzismo
Il virus del razzismo si combatte tra i giovani anche col dialogo tra le religioni. Perché la conoscenza e il rispetto reciproco sono i primi passi per contrastare pregiudizi, stereotipi, luoghi comuni. Il terreno ideale per far crescere l’intolleranza e la xenofobia. E allora portare nelle scuole le testimonianze di esponenti di diverse comunità religiose e delle associazioni della diaspora straniera - assieme a laboratori e percorsi artistici di educazione – è la strada scelta dalla Focsiv per contribuire a far sì che le scuole siano palestre di crescita serena, tra i giovani italiani e i coetanei con origini migratorie. È il progetto che la Federazione - che riunisce 99 organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana - sta portando avanti con 300 ragazzi di scuole medie e superiori di quattro regioni: Piemonte, Lazio, Puglia e Sicilia. Il progetto, avviato circa un mese fa, si concluderà in questi giorni, nella XXII Settimana di azione contro il razzismo dal 14 al 22 marzo, intitolata quest’anno “Guardiamo oltre il pregiudizio” e promossa dall’Unar. Ed è proprio l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, infatti, che sostiene il progetto che Focsiv sta portando avanti in queste settimane, assieme alle ong associate Cisv, Comi, Copi e Pce.
 «In un’Italia attraversata da nuove tensioni sociali, dalla polarizzazione del dibattito e dal riemergere di fenomeni di razzismo , investire sul dialogo è fondamentale», sottolinea Focsiv: «La cooperazione non è soltanto trasferimento di competenze o risorse, ma incontro tra identità plurali: religioni e culture, quando messe in relazione, diventano strumenti per ricostruire legami, favorire la cultura del rispetto, generare comprensione reciproca e promuovere percorsi di cittadinanza inclusiva e di non discriminazione». Il progetto è strutturato in 16 laboratori creativi realizzati nelle scuole di 4 regioni Italiane. Momenti in cui i ragazzi sono stimolati a produrre contenuti artistici originali sui temi dell’iniziativa. «Attraverso la produzione di mini-videostorie, fumetti, canzoni e performance teatrali e musicali – spiegano gli organizzatori - ragazze e ragazzi lavoreranno alla decostruzione degli stereotipi, per smontare e disinnescare i pregiudizi». Coinvolti nelle attività studenti e insegnanti, assieme a operatori del terzo settore e giovani del Servizio civile universale.
Poi ci sono i quattro webinar, incontri pubblici online con rappresentanti di comunità religiose e testimonianze di integrazione da parte delle comunità straniere. Il tutto accompagnato da una campagna di comunicazione. Il progetto Focsiv si chiude con due eventi nazionali a Roma. Il primo è il seminario in presenza, venerdì prossimo 20 marzo, presso la sala Conferenze di Villa Altieri in viale Manzoni 47, grazie alla collaborazione e al supporto dell’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale. L’altro evento pubblico, sabato 22 marzo a Roma, Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, prevede una “Passeggiata decoloniale” di due ore circa nella zona di Piazza Vittorio, nel quartiere multietnico dell’Esquilino, in collaborazione con QuestaèRoma: previsti due momenti di spettacolo, sotto forma di flashmob e di arte di strada, sul superamento di ogni discriminazione attraverso l’arte e il dialogo interreligioso. 
«Per Focsiv il dialogo interreligioso è un elemento costitutivo del proprio agire – spiega la presidente Ivana Borsotto - perché la cooperazione internazionale è possibile solo riconoscendo la pluralità delle identità e valorizzando la dimensione religiosa come parte integrante delle relazioni umane». Una convinzione che lo scorso ottobre 2025 si è tradotta nel Pellegrinaggio Interreligioso a Srebrenica, organizzato da Focsiv con l’ Ucoii, partner di supporto dell’attuale progetto contro il razzismo: «I partecipanti, di fedi e origini diverse, hanno scelto di compiere insieme un cammino di memoria e riconciliazione – ricorda la presidente Focsiv - rendendo omaggio alle vittime del genocidio di trent’anni fa. Il pellegrinaggio si è rivelato un’esperienza profondamente umana e trasformativa: un incontro tra differenze che ci ha dimostrato come il dialogo interreligioso non sia solo possibile, ma oggi più che mai necessario per superare pregiudizi, e discriminazioni. E promuovere una società più equa e coesa. È su questa strada quindi che continuiamo a lavorare per costruire comunità aperte, inclusive e solidali».

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