Dialogo interreligioso e laboratori d’arte: la xenofobia si disinnesca a scuola
Il progetto Focsiv con gli studenti di Piemonte, Lazio, Puglia e Sicilia per la XXII Settimana di azione contro il razzismo promossa dall’Unar.

Il virus del razzismo si combatte tra i giovani anche col dialogo tra le religioni. Perché la conoscenza e il rispetto reciproco sono i primi passi per contrastare pregiudizi, stereotipi, luoghi comuni. Il terreno ideale per far crescere l’intolleranza e la xenofobia. E allora portare nelle scuole le testimonianze di esponenti di diverse comunità religiose e delle associazioni della diaspora straniera - assieme a laboratori e percorsi artistici di educazione – è la strada scelta dalla Focsiv per contribuire a far sì che le scuole siano palestre di crescita serena, tra i giovani italiani e i coetanei con origini migratorie. È il progetto che la Federazione - che riunisce 99 organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana - sta portando avanti con 300 ragazzi di scuole medie e superiori di quattro regioni: Piemonte, Lazio, Puglia e Sicilia. Il progetto, avviato circa un mese fa, si concluderà in questi giorni, nella XXII Settimana di azione contro il razzismo dal 14 al 22 marzo, intitolata quest’anno “Guardiamo oltre il pregiudizio” e promossa dall’Unar. Ed è proprio l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, infatti, che sostiene il progetto che Focsiv sta portando avanti in queste settimane, assieme alle ong associate Cisv, Comi, Copi e Pce.
«In un’Italia attraversata da nuove tensioni sociali, dalla polarizzazione del dibattito e dal riemergere di fenomeni di razzismo , investire sul dialogo è fondamentale», sottolinea Focsiv: «La cooperazione non è soltanto trasferimento di competenze o risorse, ma incontro tra identità plurali: religioni e culture, quando messe in relazione, diventano strumenti per ricostruire legami, favorire la cultura del rispetto, generare comprensione reciproca e promuovere percorsi di cittadinanza inclusiva e di non discriminazione». Il progetto è strutturato in 16 laboratori creativi realizzati nelle scuole di 4 regioni Italiane. Momenti in cui i ragazzi sono stimolati a produrre contenuti artistici originali sui temi dell’iniziativa. «Attraverso la produzione di mini-videostorie, fumetti, canzoni e performance teatrali e musicali – spiegano gli organizzatori - ragazze e ragazzi lavoreranno alla decostruzione degli stereotipi, per smontare e disinnescare i pregiudizi». Coinvolti nelle attività studenti e insegnanti, assieme a operatori del terzo settore e giovani del Servizio civile universale.
Poi ci sono i quattro webinar, incontri pubblici online con rappresentanti di comunità religiose e testimonianze di integrazione da parte delle comunità straniere. Il tutto accompagnato da una campagna di comunicazione. Il progetto Focsiv si chiude con due eventi nazionali a Roma. Il primo è il seminario in presenza, venerdì prossimo 20 marzo, presso la sala Conferenze di Villa Altieri in viale Manzoni 47, grazie alla collaborazione e al supporto dell’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale. L’altro evento pubblico, sabato 22 marzo a Roma, Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, prevede una “Passeggiata decoloniale” di due ore circa nella zona di Piazza Vittorio, nel quartiere multietnico dell’Esquilino, in collaborazione con QuestaèRoma: previsti due momenti di spettacolo, sotto forma di flashmob e di arte di strada, sul superamento di ogni discriminazione attraverso l’arte e il dialogo interreligioso.
«Per Focsiv il dialogo interreligioso è un elemento costitutivo del proprio agire – spiega la presidente Ivana Borsotto - perché la cooperazione internazionale è possibile solo riconoscendo la pluralità delle identità e valorizzando la dimensione religiosa come parte integrante delle relazioni umane». Una convinzione che lo scorso ottobre 2025 si è tradotta nel Pellegrinaggio Interreligioso a Srebrenica, organizzato da Focsiv con l’ Ucoii, partner di supporto dell’attuale progetto contro il razzismo: «I partecipanti, di fedi e origini diverse, hanno scelto di compiere insieme un cammino di memoria e riconciliazione – ricorda la presidente Focsiv - rendendo omaggio alle vittime del genocidio di trent’anni fa. Il pellegrinaggio si è rivelato un’esperienza profondamente umana e trasformativa: un incontro tra differenze che ci ha dimostrato come il dialogo interreligioso non sia solo possibile, ma oggi più che mai necessario per superare pregiudizi, e discriminazioni. E promuovere una società più equa e coesa. È su questa strada quindi che continuiamo a lavorare per costruire comunità aperte, inclusive e solidali».
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