Paura in Molise, si risveglia la frana.
Chiuse autostrada e linea ferroviaria

Caos e lunghe code sulla A14 a causa di uno smottamento, uno dei più grandi d’Europa. Evacuate 50 persone, Ciciliano (Protezione civile): «La situazione è molto complessa»
April 8, 2026
Paura in Molise, si risveglia la frana.
Chiuse autostrada e linea ferroviaria
Una spaccatura sull'asfalto in un tratto dell'A14 a causa del riattivarsi della frana di Petacciato, in Molise / Ansa
Caos, traffico, lunghe code e stazioni prese d’assalto. Ci vorranno settimane o mesi per ripristinare l’autostrada, la A14, e la ferrovia. Lo dice senza mezzi termini Fabio Ciciliano, capo dipartimento della Protezione Civile, dopo la riunione del Comitato operativo convocata ieri a seguito del riattivarsi della frana nei pressi di Petacciato, in Molise. «La situazione è molto complessa e porterà via qualche settimana se non addirittura qualche mese» ha detto Ciciliano. «Se ci aspettiamo un ripristino in 5-7 giorni» dell’autostrada A14 e della linea ferroviaria «siamo fuori strada. Parliamo di un fronte di frana lungo 4 chilometri e la linea ferroviaria ci passa dentro. È ovvio quindi che finché non si ferma non sarà possibile fare nessun tipo di ripristino infrastrutturale. I tempi saranno molto lunghi».
La riattivazione della storica frana scaturisce dall’ondata di maltempo abbattutasi sul litorale molisano e che ha portato al crollo del ponte sul Trigno sulla statale 87. Ieri mattina la strada che collega Petacciato alla marina ha iniziato a cedere, spaccandosi in più punti sotto la spinta del terreno. La frana di Petacciato è uno dei fenomeni di dissesto idrogeologico più estesi e complessi d’Europa, documentato fin dai primi anni del Novecento.
L’ultimo episodio recente di riattivazione della frane risale al 2015, e anche in questo caso dopo un periodo di piogge intense prolungato. Il movimento franoso interessa un’area di diversi chilometri quadrati e coinvoge l’intero versante fino alla costa. Un corpo enorme che scivola verso il mare, alimentato dall’accumulo di acqua nei terreni argillosi, che ne riduce progressivamente la stabilita’.
Dopo la riattivazione del 2015 furono abbattute alcune abitazioni del borgo vecchio per alleggerire il versante, mentre edifici pubblici subirono danni significativi. Oggi, dopo le piogge eccezionali dei giorni scorsi e con lo scioglimento della neve in quota, quel sistema si é rimesso in moto.
La circolazione ferroviaria tra Pescara e Foggia è stata sospesa dalle 12.30 tra Montenero e Termoli. In arrivo anche i geologi per monitorare lo stato della frana. In corso la riprogrammazione di parte dell’offerta commerciale con deviazione di percorso via Roma-Caserta-Foggia. Anche l’autostrada A14 resta chiusa in entrambe le direzioni tra Poggio Imperiale e Vasto sud, in direzione nord, e tra Vasto sud e Termoli in direzione sud. Gli accertamenti finalizzati a monitorare il fronte franoso vanno avanti, anche attraverso il sistema di sensoristica presente nell’area, sia sull’infrastruttura sia sul terreno.
A pochi giorni dall’ondata di maltempo che aveva già messo in ginocchio il Molise, con il crollo del ponte sul Trigno e una persona ancora dispersa nel fiume, la regione si trova ad affrontare l’ennesima calamità naturale. L’allarme è scattato intorno all’ora di pranzo, quando i sistemi di monitoraggio dell’A14 hanno fatto scattare l’immediata chiusura dell’arteria, nel tratto compreso tra Vasto Sud e Termoli, tra Abruzzo e Molise. Poche ore dopo arriva la decisione di estendere lo stop anche al tratto al confine con la Puglia, tra Poggio Imperiale e Vasto Sud in direzione nord. Chilometri di coda e distributori di benzina presi d’assalto. La zona di Termoli è ormai praticamente irraggiungibile, a tal punto che la Protezione Civile sta pensando all’imbarco dei tir sulle navi. L’estrema ratio per una regione dove - ha detto Ciciliano - «non c’è una viabilità alternativa e quindi bisogna entrare molto nell’entroterra, con una viabilità che non è capace di sopportare il carico del traffico pesante».
Problemi anche sulla linea ferroviaria, con treni cancellati o riprogrammati verso l’interno, con ritardi che, in alcuni casi, hanno superato anche un’ora. In migliaia hanno affollato le stazioni, da Termoli a Vasto passando per Foggia, per poi proseguire il viaggio sui bus sostitutivi. La linea è tutt’ora interrotta tra Vasto-San Salvo e Termoli e - cosa più allarmante - è che Trenitalia non riesce a “prevedere i tempi di ripristino della linea” anche se i tecnici sono al lavoro già dalle prime fasi dell’emergenza.
Al momento sono circa 50 le persone evacuate dal comune di Petacciato. «La situazione ci preoccupa molto perché la frana in questo momento non è ferma, si sta muovendo», ha detto Ciciliano che oggi invierà in Molise un esperto per l’ennesimo sopralluogo in una Regione che si mostra ogni giorno sempre più fragile. Anche Palazzo Chigi ha confermato che la premier Giorgia Meloni, «è in costante contatto con i ministri competenti, Matteo Salvini e Nello Musumeci, con il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e segue gli aggiornamenti in tempo reale».

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