martedì 6 febbraio 2024
Dietrofront di Bruxelles in risposta alla protesta degli agricoltori. Allo studio anche l'Ipotesi di nuovi sussidi pubblici. Esulta la Coldiretti. Meloni: «Vittoria italiana»
La prima resa ai trattori: Von der Leyen ritira la proposta sui pesticidi

Ansa

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La marcia dei trattori produce i primi effetti sulle politiche agricole di Bruxelles e oggi è arrivato il dietrofront della Commissione sul regolamento per i pesticidi (Sur). Ad annunciarlo è stata la stessa presidente, Ursula Von der Leyen: «La Commissione ha proposto la legge sull'uso sostenibile dei pesticidi, con l'obiettivo degno di ridurre i rischi dei prodotti fitosanitari chimici. Ma la proposta è diventata un simbolo di polarizzazione. È stata respinta dal Parlamento europeo. Non ci sono più progressi neanche nel Consiglio. Ecco perchè proporrò al Collegio di ritirarla». La “resa” è arrivata durante la plenaria al Parlamento europeo anche se, ha aggiunto Von der Leyen, «naturalmente, l'argomento rimane e per andare avanti è necessario più dialogo e un approccio diverso. E su questa base, la Commissione farà una nuova proposta molto piu' matura con il coinvolgimento delle parti interessate».

Non solo sur però, perché la presidente della Commissione ha annunciato anche la possibilità di eventuali sussidi a sostegno degli imprenditori agricoli: «Gli agricoltori hanno bisogno di un'argomentazione commerciale valida per le misure di miglioramento della natura, e forse noi non l'abbiamo fatta in modo convincente. Di un vero e proprio incentivo che vada oltre la semplice perdita di resa. I sussidi pubblici possono fornire tali incentivi». Allo studio anche l'idea di «un'etichettatura premium, ad esempio in collaborazione con i rivenditori e i trasformatori».

Il passo indietro è stato salutato con favore dalla Coldiretti, nella convinzione che il «ritiro della proposta di regolamento sull' uso sostenibile dei fitofarmaci salva il 30% delle produzioni alla base della dieta mediterranea, dal vino al pomodoro, messe a rischio dall' irrealistico obiettivo di dimezzare l'uso di agrofarmaci», come affermato dal presidente dell'associazione, Ettore Prandini.

​Cos'è il regolamento Sur

Il Regolamento Sur (Sustainable use regulation) proposto dalla Commissione europea (ma bocciato dal Parlamento Ue e dal Consiglio) risale al 2022 e puntava alla riduzione del 50% (rispetto al triennio 2015-2017) dell'uso di pesticidi e fitofarmaci chimici entro il 2030. Ogni Stato avrebbe dovuto definire i propri obiettivi di riduzione sviluppando una strategia nazionale stabilita assieme all'Unione. Il testo disponeva inoltre la fine dei sussidi relativi nel bilancio della Pac (politica agricola comune) e l'obbligo per gli agricoltori di considerare tutti i metodi alternativi di controllo dei parassiti prima dell'utilizzo di pesticidi chimici (ammessi solo come extrema ratio). Tra i target anche quello di destinare il 25% della superficie agricola dell'Unione ad agricoltura biologica (sempre entro il 2030). Immediato, invece, il diviato dell’uso di tutti gli agrotossici nelle cosiddette aree sensibili, ovvero quelle distanti meno di 3 metri da parchi o giardini pubblici, campi da gioco, aree ricreative o sportive e sentieri pubblici.
Nel caso dell’Italia, la riduzione sarebbe dovuta essere del 62% per il consumo totale dei prodotti fitosanitari e del 54% per sostanze più pericolose.

​Le reazioni italiane

La decisione della Commissione Ue sul Sur è stata una manna dal cielo per Giorgia Meloni, che ha ora in mano un altro argomento da spendere per placare gli umori degli agricoltori in protesta. La premier ha subito rivendicato la marcia indietro come «una vittoria anche italiana», ricordando che il governo «fin dal suo insediamento, sta lavorando con grande concretezza e buon senso, per tracciare una strada diversa da quella percorsa finora e coniugare produzione agricola, rispetto del lavoro e sostenibilità ambientale. Proseguiremo in questa direzione». Anche il titolare dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, è intervenuto sul tema, parlando in modo ancor più esplicito di «proposte italiane recepite dalla Commissione» e salutando con favore il pericolo scampato di «un approccio ideologico che avrebbe avuto un effetto devastante sulle produzioni».

Scontata anche la reazione di Matteo Salvini, che ha cavalcato la rivolta dei trattori dall'inizio, lanciando strali contro l'Unione e le sue politiche agricole: «Evviva gli agricoltori - ha esultato il vicepremier leghista - i cui trattori stanno costringendo l’Europa a rimangiarsi le follie imposte dalle multinazionali e dalle sinistre». Di una decisione che «va nella direzione giusta», ha parlato invece la senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli, giudicando «condivisibile l'intenzione di dialogare con i rappresentanti delle categorie per trovare un terreno comune sulle politiche del settore», pur sostenendo che il dietrofront sarebbe dovuto arrivare «molto prima».

La soddisfazione per quanto stabilito da Von der Leyen è stata però bipartisan (o quasi) e anche le opposizioni hanno voluto esprimere il loro apprezzamento. Lo ha fatto il Pd, per esempio, con l'eurodeputato Paolo De Castro, ricordando che l'Eurocamera «chiede da due anni» il ritiro della proposta, anche perché, ha fatto notare, i target di riduzione stabiliti nel Sur, sarebbero stati improponibili «se non accompagnati da un pacchetto di proposte alternative concrete». Simile il giudizio del presidente M5s, Giuseppe Conte, che ha alzato persino l'asticella chiedendo all'esecutivo Ue di dedicare ora la propria attenzione a fermare «l'invasione di cibo dall'estero».

Fuori dal coro, invece, l'Alleanza Verdi-Si, che con uno dei due portavoce nazionali, Angelo Bonelli, ha definito quello di Von der Leyen «un passo indietro», che «non ha nulla a che vedere con la difesa del settore agricolo ma ha molto a che fare con la difesa delle lobby dell'industria chimica. Noi pretendiamo che la sicurezza alimentare, ovvero la protezione dei cittadini, sia sempre garantita - ha incalzato - permettendo loro di consumare meno chimica nei loro piatti e, di conseguenza, tutelare molto di più la loro salute. Tutto ciò non servirà ad aumentare il reddito agricolo».

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