domenica 19 novembre 2017
Dalle ex-discariche di Giugliano parte il riscatto del territorio ferito
Un bosco di pioppi nella Terra dei fuochi

Là dove c’erano tanti rifiuti ora c’è un boschetto. La parafrasi della famosa canzone di Celentano ben rappresenta quanto realizzato a Giugliano in Campania, cittadina di più di 120mila abitanti, simbolo del disastro ambientale di queste terre. Luogo di discariche, legali e non, roghi e affari di camorra, imprenditori e politici collusi. Dove per decenni sono stati scaricati rifiuti industriali provenienti dal Nord. Ora, invece, grazie a un Nord diverso, arrivano 500 pioppi, capaci di crescere anche su terreni degradati e anzi di contribuire a depurarli. Sono stati piantati in dieci cerchi concentrici su un terreno di 10mila metri quadrati.

È “Il Bosco delle Caldaie”, progetto nato dalla sinergia tra il Comune di Giugliano e il Comitato Parchi per Kyoto, onlus costituita da Federparchi-Europarc Italia, Kyoto Club e Legambiente, e con il contributo di Afi.Ge e Afi.Pi, Associazioni Formazione Idraulici di Genova e Pisa. E con la collaborazione del Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale (Asi) della provincia di Napoli e del Consorzio Imprenditori Giugliano. Siamo in località Ponte Riccio, all’ingresso dell’Asi, non lontano da alcune delle discariche più tristemente note come Resit e Masseria del Pozzo. La strada per arrivare è costellata da microdiscariche di rifiuti, ma anche dai “rifiutati” come i Rom o dagli sfruttati come le giovani prostitute africane e dei Paesi dell’Est, già sulla strada alle 10 di mattina.

Ma oggi Giugliano manda un messaggio di speranza, come sottolinea il sindaco Antonio Poziello, «oggi – dice – cominciamo a non essere più “terra dei fuochi”», e annuncia che «questo è il primo atto tangibile del progetto che rientra in una serie di interventi di rinaturalizzazione che abbiamo in programma sul territorio». E questa volta il Nord aiuta. Le associazioni di formazione tecnica degli Idraulici di Pisa e di Genova, alle quali aderiscono oltre 300 imprese locali, si sono, infatti, impegnate a piantare almeno un albero per ciascun cliente che ha deciso di sostituire la vecchia caldaia con una caldaia a migliore efficienza energetica, versando il contributo di 30 euro ad albero.

E hanno scelto di farlo a Giuliano dove gli alberi permetteranno di compensare 350mila chili di anidride carbonica, 700 per ogni albero. Ma è solo un primo passo. Infatti sia il sindaco che i responsabili dell’Asi hanno annunciato di avere già altri terreni da mettere a disposizione per iniziative analoghe.

Un modo, dicono tutti, «per ridare dignità a questi territori». Ma anche una sorta di “risarcimento” per chi ha subito l’inquinamento di altri. Lo sottolineano Biagio Leone e Nicola Monti, rappresentanti delle due associazioni di idraulici, dicendosi «molto orgogliosi di questo progetto che è frutto di una forte collaborazione con tutti i nostri clienti, con cui condividiamo un fondamentale valore: il rispetto per l’ambiente». E la scienza, quella dell’Università Federico II di Napoli, ha dato una mano. Per la realizzazione del bosco è stato scelto il pioppo clone Ballottino, un ibrido originatosi spontaneamente tra l’autoctono pioppo nero e il pioppo canadese e noto per la sua adattabi- lità.

Ha già dato ottimi risultati nel risanamento, sempre a Giugliano in località San Giuseppiello, di una discarica illegale di rifiuti pericolosi dell’imprenditore camorrista Gaetano Vassallo, oggi importante collaboratore di giustizia. Dunque un’iniziativa preziosa, il modo migliore, come sottolineano Michele Buonuomo e Antonio Ferro, presidenti di Legambiente Campania e del Comitato Parchi per Kyoto, per celebrare in modo concreto la Giornata nazionale degli alberi del 21 novembre.

«Come ripetutamente ricordato anche in questi giorni alla Cop 23 di Bonn – ricorda Sergio Andreis, direttore di Kyoto Club – la piantumazione di nuovi alberi è un contributo cruciale contro gli effetti dei cambiamenti climatici». Farlo a Giugliano acquista un valore ancora maggiore. Il valore di un aria doppiamente pulita e carica di speranza.

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