lunedì 18 febbraio 2019
Accoglienza in strutture pubbliche e private per le famiglie e i singoli che abitavano da 15 anni nell'edificio di proprietà di Bankitalia. Campidoglio e I Municipio parlano di «percorso concordato»
L'edificio sgomberato di via Carlo Felice 69 a San Giovanni

L'edificio sgomberato di via Carlo Felice 69 a San Giovanni

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Sgombero "indolore" dello stabile occupato di via Carlo Felice 69, a pochi passi da piazza San Giovanni in Laterano. La sala operativa sociale di Roma Capitale e gli agenti della Polizia municipale questa mattina hanno sgomberato gli appartamenti dell'edificio ottocentesco di proprietà della Banca d'Italia, in cui vivevano da una quindicina d'anni 62 persone singoli e famiglie, che hanno avuto sistemazioni alternative. Soddisfazione per l'esito dell'operazione viene espressa dall'assessore alla Persona, scuola e comunità solidale, Laura Baldassarre, e dalla presidente del I Municipio Roma Centro, Sabrina Alfonsi. Un «modello virtuoso», spiegano gli amministratori pubblici, frutto di un percorso di collaborazione che potrebbe essere riproposto in futuro.

Roma Capitale riferisce infatti di una «fuoriuscita volontaria e assistita dall'immobile occupato» avviata la scorsa settimana e che si dovrebbe concludere dopodomani, mercoledì 20. Si tratta complessivamente di 62 persone, tra cui 8 singoli, 4 coppie e 46 componenti di diverse famiglie, di cui 19 minori. Le persone in condizione di fragilità, dichiara il Campidoglio, «verranno accolte e supportate con percorsi di inclusione». Per tutti gli occupanti è stata stilata una graduatoria in base al reddito e alla presenza di disabili o minori. I singoli e le coppie saranno accolti gratuitamente in strutture comunali; gli altri in appartamenti dell'Ater, l'azienda territoriale per l'edilizia residenziale pubblica gestita dalla Regione Lazio, con canoni calmierati sull'Isee; i rimanenti, infine, andranno in strutture messe a disposizione dalla Sidief, la società proprietaria dell'immobile di via Carlo Felice, in comodato gratuito ad eccezione delle utenze.

«Tutti gli interessati hanno già sottoscritto un progetto di inclusione sociale», si legge in una nota del Campidoglio. Si tratta di un percorso della durata di due anni che servirà ad aiutare le persone a raggiungere l'autonomia, attraverso la collocazione temporanea in strutture residenziali. Dovrebbe liberare senza problemi i locali al pianterreno anche il centro sociale Sans Papier, che nell'immobile aveva gli studi di Radiosonar.net, un'emittente web.

Le strutture in cui si trasferiranno le persone garantiranno ai minorenni la continuità scolastica - assicura lo stesso Dipartimento - e a tutti la continuità con il proprio ciclo di vita. Il percorso è stato pianificato al termine dei colloqui effettuati presso il I Municipio e grazie al coordinamento del Dipartimento politiche sociali del Comune. Un lavoro che si è sviluppato sulla base del censimento e di un'analisi caso per caso delle persone e dei nuclei. Regione Lazio e Roma Capitale avevano infatti promosso, nei mesi scorsi, un apposito tavolo di lavoro con il I Municipio e la proprietà dell'immobile, per ricercare una soluzione condivisa ed efficace al fine di garantire la legalità e il rispetto dei diritti delle persone.

«Siamo soddisfatti dell'esito positivo dell'operazione», dichiara la presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi, che parla di «esito non scontato, frutto di mesi e mesi di lavoro portato avanti con l'obiettivo di evitare in ogni modo che sul nostro territorio si potessero ripetere i momenti drammatici vissuti due estati fa, in occasione dello sgombero senza preavviso di Via Curtatone, con le persone in strada e gli idranti in azione». In quell'occasione l'edificio era occupato da diverse centinaia di rifugiati e richiedenti asilo eritrei e somali.

La presidente Alfonsi e l'assessore alle Politiche sociali del I Municipio Roma Centro, Emiliano Monteverde, spiegano inoltre che «da novembre 2017, dopo l'emanazione del Decreto Minniti, è iniziato questo lungo percorso di confronto e collaborazione che ci ha visti protagonisti, con Prefettura, Regione Lazio e Dipartimento politiche sociali di Roma Capitale, per l'individuazione di un accordo che consentisse il superamento dell'occupazione dell'immobile». Tutto questo è stato possibile, dice la presidente del I Municipio, «solo grazie alla straordinaria disponibilità mostrata dalla proprietà dell'immobile, alla quale vanno i nostri ringraziamenti». Entro mercoledì prossimo dovranno essere liberati i locali, mentre ci sarà ancora qualche giorno per portare via effetti personali e arredi. L'immobile sarà vigilato nei prossimi giorni per evitare ulteriori occupazioni.


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