giovedì 11 luglio 2019
Nessun reperto umano all'interno delle sepolture esaminate. In corso verifiche sui registro del Cimitero. Il portavoce vaticano: «La Santa Sede sempre vicina alla sofferenza della famiglia»
La foto fornita da Vatican Media mostra l'apertura delle tome nel Cimitero Teutonico

La foto fornita da Vatican Media mostra l'apertura delle tome nel Cimitero Teutonico

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«Le due tombe aperte oggi sono vuote. Non c'è nessun cadavere dentro». Così Laura Sgrò, legale di Pietro Orlandi, dopo l'operazione di apertura delle due tombe nel Cimitero Teutonico all'interno della Città del Vaticano. La conferma arriva dallo stesso fratello della 15enne scomparsa nel 1983: «Le tombe teutoniche aperte questa mattina sono risultate vuote». «Mi aspettavo di tutto ma non di vedere le tombe vuote - ha continuato Sgrò -. Serve fare degli approfondimenti per capire come mai».

Il Vaticano conferma che le tombe all'interno del cimitero teutonico sono vuote. Il direttore ad interim della Sala stampa della Santa Sede Alessandro Gisotti ha riferito che si sono concluse alle ore 11.15 le operazioni al Campo Santo Teutonico. «Le ricerche hanno dato esito negativo: non è stato trovato alcun reperto umano né urne funerarie», ha detto Gisotti. «Per un ulteriore approfondimento - ha aggiunto - sono in corso verifiche documentali riguardanti gli interventi strutturali avvenuti nell’area del Campo Santo Teutonico, in una prima fase alla fine dell’Ottocento, e in una seconda più recente fase tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. Al termine delle operazioni, teniamo a ribadire che la Santa Sede ha sempre mostrato attenzione e vicinanza alla sofferenza della Famiglia Orlandi e in particolare alla mamma di Emanuela. Attenzione dimostrata anche in questa occasione nell’accogliere la richiesta specifica della famiglia di fare verifiche nel Campo Santo Teutonico».

La foto fornita da Vatican Media mostra l'apertura delle tome nel Cimitero Teutonico

La foto fornita da Vatican Media mostra l'apertura delle tome nel Cimitero Teutonico

Il comunicato della Sala Stampa

«Si sono concluse alle ore 11.15 le operazioni al Campo Santo Teutonico nell’ambito delle incombenze istruttorie del caso Orlandi. Le ricerche hanno dato esito negativo: non è stato trovato alcun reperto umano né urne funerarie. L’accurata ispezione sulla tomba della Principessa Sophie von Hohenlohe ha riportato alla luce un ampio vano sotterraneo di circa 4 metri per 3,70, completamente vuoto. Successivamente si sono svolte le operazioni di apertura della seconda tomba-sarcofago, quella della Principessa Carlotta Federica di Mecklemburgo. Al suo interno non sono stati rinvenuti resti umani. I familiari delle due Principesse sono stati informati dell’esito delle ricerche.

Agli accertamenti hanno collaborato il personale della Fabbrica di San Pietro, il professor Giovanni Arcudi, coadiuvato dal suo staff, alla presenza di un perito di fiducia nominato dal legale della famiglia di Emanuela Orlandi. Erano presenti l’avvocato della famiglia Orlandi, Laura Sgrò, e il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi. Hanno seguito tutte le fasi dell’operazione il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Gian Piero Milano, e il suo Aggiunto Alessandro Diddi, insieme il Comandante del Corpo della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani.

Per un ulteriore approfondimento, sono in corso verifiche documentali riguardanti gli interventi strutturali avvenuti nell’area del Campo Santo Teutonico, in una prima fase alla fine dell’Ottocento, e in una seconda più recente fase tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso".

L'ipotesi è che i resti delle principesse, morte entrambe nella prima metà dell'Ottocento, siano state spostate nel corso di alcuni lavori effettuati in passato: per capire dove si stanno esaminando i registri del Cimitero. Le due tombe monumentali sono state sottoposte a una serie di lavori di ristrutturazione diverse volte, l'ultima una cinquantina di anni fa.

Il Cimitero Teutonico dentro le mura vaticano (Ap)

Il Cimitero Teutonico dentro le mura vaticano (Ap)




Operazioni iniziate questa mattina
Alle ore 8.15 di stamani, dopo una preghiera davanti ai due sepolcri guidata dal Rettore del Collegio Teutonico, sono iniziate regolarmente le operazioni al Campo Santo Teutonico nell'ambito delle incombenze istruttorie del caso di Emanuela Orlandi, la 15enne scomparsa nel 1983. Lo riferisce il direttore della sala stampa vaticana Alessandro Gisotti precisando che "non è possibile prevedere, al momento, i tempi di durata per concludere tali operazioni, che vedono impiegate una quindicina di persone".

In particolare, nel Cimitero Teutonico sta operando il personale della Fabbrica di San Pietro per l'apertura e chiusura dei sepolcri, mentre all'acquisizione dei reperti provvede il prof. Giovanni Arcudi, coadiuvato dal suo staff, alla presenza di un perito di fiducia nominato dal legale della famiglia Orlandi. Sono presenti anche il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Gian Piero Milano, e il suo Aggiunto Alessandro Diddi, e il Comandante del Corpo della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani.

Le operazioni riguardano la "Tomba dell'Angelo" della Principessa Sophie von Hohenlohe e la tomba attigua della Principessa Carlotta Federica di Mecklemburgo. Sebbene la tomba indicata dal legale della Famiglia Orlandi sia, infatti, quella con l'Angelo che tiene tra le mani un libro aperto con la scritta 'Requiescat in pace', "il Promotore di Giustizia, trattandosi di due tombe vicine ed entrambe con una edicola similare, al fine di evitare possibili fraintendimenti su quale potesse essere la tomba indicata, ha disposto l'apertura di entrambe», spiega il portavoce vaticano Alessandro Gisotti.

Per ragioni processuali ed in ossequio al segreto istruttorio, non verrà resa nota l'identità dei familiari delle due principesse sepolte; ovviamente si tratta di discendenti che sono stati informati delle operazioni e che, per amore della verità, hanno garantito la loro completa disponibilità e collaborazione con la Santa Sede ed in particolare con l'Ufficio del Promotore di Giustizia», conclude Gisotti.

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