Locri. Scritte contro don Ciotti, la veglia di preghiera dei giovani scout


Giovanni Lucà lunedì 20 marzo 2017
La reazione della diocesi: non sia la ‘ndrangheta a regolare la vita sociale. E il Comune stampa dei manifesti con la scritta "Orgogliosamente sbirri per il cambiamento"
Scritte contro don Ciotti, la veglia di preghiera dei giovani scout

"Don Ciotti sbirro. Più lavoro meno sbirri". La scritta con una bomboletta spray è apparsa stamattina sul muro dell'episcopio di Locri. Ad accorgersi un sacerdote che ha avvisato il vescovo Francesco Oliva. Informate le forze dell'ordine, è intervenuta la Digos e, dopo i rilievi, gli operai del Comune con il sindaco Giovanni Calabrese hanno provveduto ad eliminarla. Questo attacco al fondatore di Libera arriva dopo la visita a Locri del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il giorno prima della Giornata della Memoria e dell'Impegno, che si celebra martedì 21 marzo.


Un'altra scritta simile è stata tracciata sul muro di una scuola cittadina.

La solidarietà del vescovo a don Ciotti

La comunità diocesana attraverso il vescovo, monsignor Francesco Oliva, esprime «piena e convinta solidarietà a don Luigi» e «apprezza e sostiene l’impegno e la scelta fatta da Libera di tenere a Locri la manifestazione principale della Giornata della Memoria e dell’Impegno del 2017». Locri, prosegue il comunicato della curia, «si trova al centro di un territorio in cui troppo a lungo la mafia ha spadroneggiato, creando sudditanze psicologiche, morte e illegalità di ogni genere. In quest’area, tra gli altri, esistono due grossi problemi: il primo tocca l’ordine pubblico e la tutela della legalità. Le forze dell’ordine sono costantemente impegnate in un’azione di controllo e di contrasto al fenomeno della ‘ndrangheta molto pervasivo e presente nel territorio; il secondo è legato al bisogno di lavoro che qui è più il privilegio di alcuni e non un diritto riconosciuto a tutti. A ognuno spetta un lavoro onesto e dignitoso e nessuno deve ricorrere al caporale o al boss di turno per veder soddisfatto un tale diritto. Non accettiamo che sia la ‘ndrangheta a regolare la vita sociale e a dare occupazione a chi vuole. La presenza del Capo dello Stato a Locri ha dato tanta fiducia e le sue parole contro la ‘ndrangheta sono state precise ed accolte con piena soddisfazione dai cittadini presenti, di Locri, della Locride e dell’intera Calabria».

«La Chiesa di Locri-Gerace, sulla scia del Magistero, delle indicazioni del Santo Padre e delle determinazioni dell’Episcopato calabro continuerà senza indugi a perseguire la strada indicata dal Vangelo, che non ammette nessuna forma di violenza e di prevaricazione, ribadendo che chiunque aderisce ad associazioni criminali si pone fuori dalla comunità cristiana. Rinnoviamo l’invito a non lasciarci intimorire da alcuna forma di minacce e a partecipare con entusiasmo alla Giornata della Memoria e dell’Impegno che si terrà domani, con la marcia che partirà dal Lungomare di Locri».


Il contro-cartellone del sindaco

Alle scritte intimidatorie il sindaco, Giovanni Calabrese, ha risposto con una conferenza stampa, cui hanno partecipato maggioranza e minoranza consiliare, oltre che di alcuni studenti della Città, nel corso della quale è stato esposto un cartello con la scritta "Orgogliosamente sbirri per il cambiamento". Il cartello sarà esposto in ogni punto in cui sono comparse dove le varie scritte contro don Ciotti ed il sindaco. "Ancora una volta - sostiene in una nota il Comune di Locri - i vigliacchi della Città hanno tentato di inquinare un territorio che ha voglia di riscatto, con frasi offensive comparse nella notte sui muri di alcune strutture cittadine, compreso l'Episcopio, centro nevralgico degli eventi legati alla grande manifestazione del 21 marzo. Un vile atto intimidatorio nei confronti del Presidente dell'Associazione Libera, Don Luigi Ciotti, a cui va la nostra solidarietà, per fermare l'ondata di sentimenti positivi che stanno trascinando negli ultimi giorni i tanti cittadini onesti della Locride, grazie alla presenza di Libera sul territorio".



La telefonata di Mattarella a don Ciotti e a Oliva

E a don Ciotti in serata è arrivata la telefonata di solidarietà del presidente Sergio Mattarella, che domenica ha partecipato alla manifestazione definendo i mafiosi persone «senza onore». Il capo dello Stato ha telefonato anche al vescovo Oliva. Questa sera alle 21 inoltre gli scout dell'Agesci hanno organizzato in Cattedrale una veglia sul tema «La bellezza salverà il mondo». La bellezza, non le scritte ingiuriose sui muri.

L'omaggio di Bagnasco

Il presidente della Cei nella sua Prolusione in apertura del Consiglio episcopale permanente ha sottolineato come la Chiesa italiana viva e operi nella «condivisione della voglia di riscatto e di cambiamento, più grande di ogni intimidazione, che anima la società».

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