martedì 26 dicembre 2017
Le attività di soccorso, coordinate dalla Guardia costiera, non si sono mai fermate
Migranti soccorsi (Kontrolab)

Migranti soccorsi (Kontrolab)

Natale in mare per centinaia di migranti che hanno ripreso in questi giorni a partire dalle coste africane verso l'Italia. Nella notte ci sono stati tre interventi di soccorso nel Mediterraneo centrale ed un altro è avvenuto nel pomeriggio, tutti coordinati dalla Guardia
Costiera: complessivamente 370 persone sono state tratte in salvo - molti minori - mentre peggiorano le condizioni del mare.

A realizzare i salvataggi - a favore di due barchini e due gommoni alla deriva - sono stati un mezzo dell'operazione europea Eunavformed ed una nave della ong spagnola Proactiva Open arms. Difficili nel pomeriggio le condizioni in cui è avvenuto il trasferimento dei migranti soccorsi da Proactiva a bordo della nave Acquarius, di un'altra ong, Sos Mediterranee. Il mare, infatti, fanno sapere gli operatori spagnoli, era in tempesta e le onde alte fino a 5 metri.

E si rinfocola la polemica politica. "Grazie anche a Minniti e agli accordi illegali del governo italiano con la Libia - nota Andrea Maestri (Liberi e Uguali) - imbarcarsi è diventato più pericoloso e, grazie al codice Minniti che ha allontanato molte Ong dall'attività di ricerca e soccorso, più difficile trovare una scialuppa di salvataggio in mezzo al Mediterraneo".

Nonostante gli arrivi odierni, i dati degli sbarchi del 2017 indicano una flessione del 34% rispetto al 2016, l'anno record con 180mila persone giunte via mare in Italia. Quando mancano pochi giorni alla fine dell'anno, i dati del Viminale indicano in 119mila i migranti sbarcati complessivamente dall'1 gennaio.

La riduzione delle partenze è iniziata lo scorso luglio: determinanti gli accordi presi con le autorità libiche, che hanno ricevuto fondi, mezzi e l'addestramento degli ufficiali di Marina e Guardia Costiera. Nel frattempo si è aperta la via dei corridoi umanitari: 160 profughi prelevati dai centri di detenzione libici sono arrivati lo scorso 22 dicembre legalmente in Italia. Ed ha preso a marciare, dopo una partenza molto lenta, la relocation: 11mila richiedenti asilo sono stati trasferiti in altri Paesi europei.

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