martedì 3 luglio 2018
La proposta prevede la creazione dell’”assegno unico universale” di un valore massimo di 240 euro al mese per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza e sino ai 18 anni
Il Pd presenta il pacchetto a sostegno di natalità e famiglia

Intorno al pacchetto-Lepri di misure per la famiglia il Pd riesce a superare le divisioni correntizie. Alla Camera, per presentare la proposta di legge per il sostegno universale dei figli a carico, ci sono il reggente Maurizio Martina, i capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci, il deputato ispiratore del provvedimento, Stefano Lepri, e la mente economica dell’agenda Renzi, il senatore Tommaso Nannicini. Non poteva passare inosservata la presenza nella platea di Monica Cirinnà, la senatrice che nella scorsa legislatura ha dato il nome alle legge sulle unioni civili tra le persone omosessuali.

La proposta - spiega Lepri riprendendo un disegno di legge più volte in predicato di essere discusso nella scorsa legislatura, e poi rinviato dai vari governi di centrosinistra per dare spazio ad altri temi - prevede la creazione dell’”assegno unico universale” di un valore massimo di 240 euro al mese per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza e sino ai 18 anni, che diventa di massimo 80 euro tra 18 e i 26 (con maggiorazioni per i ragazzi con disabilità). A completare la misura, la “dote unica dei servizi”, un assegno da 400 euro mensili per i primi tre anni di vita del bambino da spendere per il nido, la babysitter e altri servizi per l’infanzia.

Il Pd finanzierebbe la misura assorbendo tutte gli incentivi ora esistenti, dall’assegno familiare alle detrazioni per i figli a carico sino ai vari bonus degli ultimi anni. In più andrebbero però trovati altri 10 miliardi.

E’ il primo tassello dell’”agenda sociale” (così la definiscono Martina, Delrio e Marcucci) con cui il Pd vuole fare opposizione. L’altro tassello è il raddoppio del Reddito d’inclusione. Dalle parole dei vertici del Partito democratico, traspare anche l’ammissione di un errore compiuto nella scorsa legislatura, quello di non aver puntato con decisione sulle famiglie, preferendo a ogni legge di bilancio altre priorità.

Ma il problema con cui si è scontrato il Pd negli scorsi anni potrebbe ora riguardare il governo gialloverde, che anche ha presentato in campagna elettorale una ricca agenda di politiche familiari che però ora deve fare i conti con le ristrettezze dei conti pubblici. La proposta-Lepri, insomma, è sia il grimaldello per smascherare il “surplus di promesse” (così si esprime Nannicini) di M5s e Lega sia una sorta di terreno di dialogo con i pentastellati quantomeno sugli interventi sociali.

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