sabato 30 giugno 2018
L'ex ministro degli Esteri: Italia ancora lasciata sola, subito una scossa. Mettiamo il veto su bilancio pluriennale e sanzioni alla Russia, solo così ci ascolteranno
L'ex ministro degli Esteri Franco Frattini

L'ex ministro degli Esteri Franco Frattini

«È un fallimento annunciato. Un fallimento totale. Un fallimento che mina le fondamenta dell’Europa». Franco Frattini ripete tre volte quella parola, poi prova a spiegarla. «Vincono solo e sempre interessi ed egoismi. Non c’è nemmeno una lontana idea di integrazione». L’ex ministro degli Esteri conosce in ogni dettaglio le dinamiche dei vertici internazionali. Sa cosa succede e cosa prevale. «Non mi ero fatto nessuna illusione. Sapevo che l’Europa non ci sarebbe venuta incontro. Ogni Paese ha la sua opinione pubblica che preme, le sue campagne elettorali... Declinare parole come "solidarietà" non è facile».

E chi scommetteva su un asse Macron-Conte?
Non aveva capito nulla. De Gaulle diceva sempre «la Francia non ha amici, ha soltanto interessi». Macron è il nuovo interprete di quel messaggio.

Ha letto il documento finale?
Un guscio vuoto. Ne ho visti a decine di documenti così: costruiti per permettere a chiunque di raccontare la sua mezza finta vittoria. Ma la realtà per l’Italia è dura: le clausole negative sono subito operative. Quelle che potrebbero darci respiro assomigliano tanto a delle cambiali difficili da incassare. Sono solo impegni per il futuro.

Faccia una previsione...
Al prossimo Consiglio Europeo la situazione sarà quella di ora. Un’Europa egoista e un’Italia sola con un’unica carta da giocare: marcare un principio. Una nave sbarca in un porto italiano solo se c’è un accordo su come redistribuire i migranti. Non è possibile che si dica «chi arriva in Italia arriva in Europa» e poi ci sia un muro corale alla redistribuzione.

L’Italia ha perso davvero?
C’è una frase che fotografa il vertice. È di Giuseppe Conte. «Avrei scritto il documento in maniera diversa», dice il premier. In quelle parole c’è il senso vero della sconfitta: l’Italia non ha ottenuto nulla di quello che sperava di ottenere.

A Bruxelles aveva a disposizione l’arma del veto...
Marcare il dissenso davanti un accordo a 27 non avrebbe avuto nessun valore. E comunque non si poteva davvero pretendere che Conte al suo primo vertice da premier usasse quell’arma.

Quell’arma su altri dossier può diventare decisiva...
Esatto, ecco il punto. Dobbiamo essere capaci di usare il veto su quei dossier dove serve l’unanimità. Allora abbiamo in mano la bomba atomica.

Sta dando un consiglio a Conte?
Il Bilancio europeo o è votato da tutti e 28 o non va. Il mantenimento delle sanzioni alla Russia o è votato da tutti i 28 o decade. È qui che l’Italia deve fare la voce grossa. Sono pronto a scommettere che sarebbero in tanti a cercare Conte. E a trasformarsi da intransigenti in malleabili. Lo dico con tristezza ma sono gli interessi a muovere l’Europa. Non la solidarietà. E allora bloccare il bilancio Ue può essere il solo sistema per scuotere questa Ue senza più un’anima.

Siamo all’Italia first?
L’Italia è stanca di pagare e non ricevere. Ho visto troppi Consigli segnati da identiche dinamiche: belle parole, pacche sulle spalle e poi impegni traditi. Tra dieci giorni si apre la stagione della presidenza austriaca. Non saranno sei mesi facili.

L’altro tema è quello delle sanzioni alla Russia.
E anche qui emerge con prepotenza la totale irrilevanza dell’Europa. Potevamo avere un ruolo nell’avvicinamento Trump-Putin e invece abbiamo lasciato che quell’avvicinamento avvenga con noi fuori dai giochi.

Che vuole dire?
Che tra 15 giorni Trump e Putin si vedranno ad Helsinki e sarà il presidente americano a fare un passo deciso verso quello russo. L’Europa poteva dire "via le sanzioni" e essere il ponte tra Stati Uniti e Russia e invece ha perso un’altra occasione.

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