martedì 19 novembre 2019
Nel 2018 sono state 142 le donne uccise. Quasi 5mila le vittime di violenza sessuale (il 25% sono minorenni). Boom di denunce per stalking e maltrattamenti in famiglia
Femminicidi e violenze, sempre più vittime in Italia
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Un calvario senza fine. È quello che vivono le donne, nel nostro Paese, e di cui si continua a parlare senza che nulla di concreto avvenga per invertire la rotta: fondi al palo, Centri antiviolenza mortificati nella progettualità quotidiana, famiglie abbandonate, orfani dimenticati. Non solo la cronaca, che ogni giorno conta su nuovi orrori. I numeri appena snocciolati dall'Eures scattano la fotografia di un'Italia dove la differenza di genere segna un abisso in cui diritti e sicurezza si sbriciolano inesorabilmente a ogni giorno che passa. Soprattutto in famiglia.

Tutti i reati in aumento

Il dato più eclatante è quello che riguarda i femminicidi, ancora in crescita nel 2018: sono state 142 le donne uccise (+0,7%), 119 in famiglia (+6,3%). Nel rapporto si sottolinea che non si è mai registrata una percentuale così alta di vittime femminili (40,3%). Gelosia e possesso - sembra di tornare indietro di secoli - sono ancora il movente principale (32,8%). Ma in aumento ci sono anche le denunce per violenza sessuale, stalking e maltrattamenti in famiglia.

Una manifestazione contro la violenza sulle donne a Roma

Una manifestazione contro la violenza sulle donne a Roma

In particolare per le violenze a sfondo sessuale, nel 2018 hanno raggiunto le 4.886 vittime, con una crescita del 5,4% sul 2017 e del 14,8% sul 2014. Di queste ben 1.132, pari al 25,9% del totale, risultano minorenni. Sono donne il 92% del totale di chi ha subito abusi, in crescita rispetto all'89,9% dell'anno precedente. In crescita anche la componente straniera delle vittime femminili, che raggiunge nel 2018 il 26,9% (era del 26,4% nell'anno precedente). Sono le regioni del Nord a registrare la crescita maggiore dei reati denunciati (+8,3% nell'ultimo anno e +22,5% tra il 2014 e il 2018), insieme a quelle del Centro (rispettivamente +8,5% sul 2017 e +15,6% sul 2014), mentre al Sud il fenomeno si presenta sostanzialmente stabile tra il 2014 e il 2018 (+0,3%) ed in leggera flessione nell'ultimo anno (-2,7%). Il Nord concentra inoltre il 53,5% delle denunce registrate in Italia nel 2018 (contro il 21,9% al Centro e il 24,6% al Sud), e l'indice di rischio più elevato (9,4 reati ogni 100.000 abitanti) superando la media nazionale (8,1) e i valori del Centro (8,9) e del Sud (5,8).

Stalking e maltrattamenti, ecco il calvario

In crescita costante anche il reato di stalking, che ha raggiunto nel 2018 le 14.871 denunce, il valore più alto dal 2014, con una crescita del 4,4% tra il 2017 e il 2018 e del 19,5% rispetto al 2014. Secondo gli ultimi dati disponibili, le vittime femminili di stalking rappresentano il 76,2% del totale (83% in Trentino Alto Adige), in crescita rispetto al 73,9% del 2017, mentre le vittime straniere si attestano sull'11,6%, sostanzialmente in linea con la loro incidenza sulla popolazione residente (tale valore sale al 19,7% in Trentino Alto Adige e al 19,3% in Emilia Romagna). A differenza di quanto rilevato per le violenze sessuali e per i maltrattamenti in famiglia, piuttosto contenuta risulta invece la componente dei minori, pari al 3,8% del totale.

Ancora, tra i reati ascrivibili alla violenza di genere sono i maltrattamenti in famiglia a registrare il maggiore incremento nel 2018, attestandosi nel 2018 a 17.453 delitti denunciati, il valore più alto dell'ultimo quinquennio, in crescita dell'11,7% nel 2018 (+31,6% sul 2014). Anche per questo reato la componente femminile delle vittime risulta particolarmente elevata, rappresentando nel 2018 l'81,6% del totale (in crescita rispetto all'80% del 2017); a livello regionale l'incidenza della componente femminile assume valori compresi tra l'83,9% del Piemonte e il 74,5% della Calabria.

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