giovedì 19 giugno 2014
Milano, l'Expo, la disabilità e «una di quelle occasioni che capitano una sola volta». La sfida è partita: rendere Milano una città accessibile a tutti, cittadini e stranieri, «nessuno escluso». E non solo per Expo. La logica è fare qualcosa «che resti per la città». Non si tratta del già decantato Peba (Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche), ma di qualcosa che può diventare un metodo, e «fare scuola».Con queste premesse le associazioni dei disabili e il mondo della ricerca, insieme alle istituzioni locali (Provincia e Comune) presentano strumenti e soluzioni per permettere alle persone con disabilità sensoriale non solo di fruire di piccoli e grandi eventi dell'Expo, ma anche di muoversi in città e accostarsi autonomamente al suo patrimonio di attrazioni.A cominciare dallo shopping. Quello in corso Buenos Aires (con i suoi 1.300 metri di vetrine la strada di negozi più lunga d'Europa) è uno dei percorsi di ricettività allo studio. Percorsi tattili (un esempio sono i Lve - Loges vet evolution, cioè l'inserimento nella pavimentazione dei marciapiedi o degli edifici di speciali piastrelle «parlanti» in grado di guidare i non vedenti), segnali acustici ai semafori, negozi a misura di carrozzella. E poi percorsi di ricettività (alberghi, trasporti), di connessione con i punti strategici dell'Esposizione universale, di sicurezza ed emergenza, di accesso a web e app dedicate. Una macchina complessa, ma «non impossibile da realizzare», per i promotori (in prima fila la Ledha e Fondazione Triulza). Tra le soluzioni presentate in questi giorni alla Frabbrica del Vapore di Milano banchi-mercato dove tutto è a portata di mano e dove riferimenti acustici permettono a chiuque di fare la spesa in autonomia o pannelli elettronici in linguaggio dei segni per le stazioni. È già iniziata, infine, la mappatura delle barriere architettoniche in tutta la città. L'obiettivo lo riassume  Franco Bomprezzi, presidente di Ledha: «Migliorare il "sistema Milano", altrimenti avremo fallito e perso l'occasione unica che ci si presenta».Nell'ambito dell'iniziativa organizzata da Consorzio Sociale Light e Fondazione Triulza «Per un'Expo 2015 aperta, inclusiva e accessibile», oggi è stato presentato il primo taxi ecologico e completamente attrezzato per il trasporto di persone con disabilità. Si tratta del primo di 20 mezzi che saranno messi su strada nei prossimi mesi, a basso impatto ambientale e con tutte le caratteristiche per il trasporto di persone con disabilità (finora in città ne circolavano solo due).
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