sabato 24 marzo 2018
La nuova presidente del Senato, prima donna nella storia della Repubblica.
Chi è Elisabetta Alberti Casellati: impegno per famiglia e sicurezza

Elisabetta Alberti Casellati è la prima donna nella storia della Repubblica ad essere eletta alla presidenza del Senato. «Il nostro è diventato uno Stato oppressivo e soffocante che ha pensato più a difendere le banche che a tutelare le famiglie e il tessuto produttivo. Per questo ho deciso di rimettermi in gioco, al servizio del mio Paese, sospendendomi dal Csm».

Così, solo un mese fa, Maria Elisabetta Alberti Casellati motivava il suo ritorno nella politica attiva, lasciando l’incarico al Consiglio superiore della magistratura. Nata a Rovigo il 12 agosto 1946, Elisabetta Casellati, laureata in giurisprudenza e in diritto canonico nella Pontificia Università Lateranense. avvocato matrimonialista, ha una lunga esperienza politica. Ha aderito a Forza Italia sin dalla sua fondazione. E’ stata ricercatrice universitaria in "Diritto canonico e ecclesiastico" al Bo di Padova.

Eletta senatrice per la prima volta nel 1994, a Palazzo Madama è ritornata per altri 5 mandati. Più volte sottosegretario nei governi Berlusconi, si è occupata di giustizia. E in questa veste aveva detto, a suo tempo, di essere favorevole, come avviene in altri Paesi, alla possibilità che i carcerati possano incontrare periodicamente mogli o compagne, anche per evitare – aveva spiegato - che ci siano contatti innaturali tra loro dietro le sbarre. Più recentemente si è esposta condividendo anche parte del programma della Lega sulla sicurezza. «Vogliamo che siano perseguiti realmente i reati che provocano allarme sociale e che le pene siano certe e scontate fino in fondo: nessuno pensi che il nostro sia il Paese dell’impunità. E poi voglio dire una cosa con forza: la legittima difesa è sempre legittima. Chi viola una proprietà privata deve sapere che rischia una reazione. La legge attuale è insufficiente, va cambiata. Sarà il primo disegno di legge che presenterò».

Significative le sue battaglie a sostegno della famiglia, in particolare contro "la Cirinnà". «Il legislatore sostiene che l'unione fra persone dello stesso sesso va inserita fra le formazioni sociali, con riferimento agli articoli 2 e 3 della Costituzione. Perfetto, ma poi – aveva obiettato - vediamo che tutti i rimandi, martellanti, sono all'articolo 29 e alla disciplina della famiglia. Si è fatto un giro tortuoso per giungere, senza dirlo, al matrimonio, ma questo pone seri profili di costituzionalità perché va contro l'articolo 29 della nostra Carta».

Nel settembre 2014 era stata eletta dal parlamento come componente del Consiglio superiore della Magistratura e per questo motivo si era dimessa da Palazzo Madama. Adesso ci ritorna, candidata alla massima carica, convinta, fra l’altro, che il suo Veneto «è una regione straordinaria che è stata locomotiva del Paese» e che tale deve ritornare ad essere.

Nel 2005 quando la Casellati ricoprì la carica di sottosegretario al Ministero della Salute, guidato all'epoca da Girolamo Sirchia, fu al centro di una vivace polemica per aver assunto come capo della segreteria del ministero la figlia Ludovica.

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