mercoledì 7 febbraio 2018
Il 24 febbraio manifestazione unisce Roma, Aleppo e Mosul. Monteduro (Acs): sconfiggere l’indifferenza. Le Saranno presenti i familiari di Asia Bibi e Rebecca, nigeriana a lungo ostaggio di Boko Haram

Il 24 febbraio il Colosseo si "tingerà" di rosso. Ad illuminare il più celebre monumento di Roma sarà la fondazione pontificia "Aiuto alla Chiesa che soffre" per puntare i fari sulla questione della libertà di fede. In contemporanea, e in video-collegamento con Roma, ci saranno analoghe iniziative ad Aleppo, in Siria, e a Mosul, in Iraq.

Acs in passato ha già illuminato di rosso diversi monumenti nel mondo, dalla Fontana di Trevi, sempre a Roma, al Palazzo di Westminster a Londra, dal Cristo Redentore a Rio de Janeiro alla Basilica del Sacro Cuore a Parigi, per citarne alcuni. «Il nostro intento è sconfiggere l’indifferenza, innanzitutto della comunità internazionale, e far sì che dal 24 febbraio nessuno possa più ignorare la persecuzione dei cristiani». Così Alessandro Monteduro, direttore di Acs-Italia riferendo che il pomeriggio del 24 febbraio, mentre si illuminerà di rosso il Colosseo (il colore del sangue dei martiri), analogo evento interesserà la cattedrale maronita di Sant’Elia ad Aleppo e la chiesa di San Paolo a Mosul in Iraq.

Un momento della presentazione, oggi a Roma, dell'iniziativa di Acs

Un momento della presentazione, oggi a Roma, dell'iniziativa di Acs

«Nel mondo tante comunità patiscono la fame, la miseria e le violenze a causa della loro fede – ha affermato Alfredo Mantovano, presidente di Acs-Italia –. Noi abbiamo più volte illuminato di rosso i monumenti più importanti del mondo per denunciare il martirio subìto dai nostri fratelli e stavolta è nostra intenzione coinvolgerli direttamente attraverso due comunità come quella siriana e quella irachena, tra quelle che maggiormente hanno sofferto negli ultimi anni».

Accendere le luci su Mosul, ha detto Louis Raphael I Sako, Patriarca della Chiesa caldea - «significa portare la speranza ai cristiani iracheni che tanto hanno sofferto». È poi intervenuto in collegamento telefonico da Aleppo padre Firas Lutfi, francescano della Custodia di Terra Santa: «Il rosso è il simbolo della sofferenza e del martirio di tanti innocenti. Tutta la città di Aleppo sarà riunita e collegata con Roma a dimostrazione che la Chiesa è un unico corpo mistico nella sofferenza e nella gioia».

La serata vedrà la partecipazione di rappresentanti della Chiesa quali il cardinale Mauro Piacenza, presidente internazionale Acs, e il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Nunzio Galantino, accanto a figure istituzionali come il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, che interverrà a Roma. L’evento vedrà anche delle testimonianze dirette delle comunità cristiane oggi sotto attacco. A Roma ci saranno infatti anche Ashiq Masih e Eisham Ashiq, il marito e una delle figlie di Asia Bibi, la donna cattolica pachistana condannata a morte e in carcere dal 2009 per blasfemia. A raccontare la sua storia anche Rebecca Bitrus, nigeriana per due anni ostaggio degli islamisti di Boko Haram.

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