mercoledì 9 maggio 2018
Profonda emozione nel Paese per la tragedia del bimbo caduto in un pozzo. Ibm lancia il primo personal computer e Avvenire passa alla fotocomposizione
Il presidente della Repubblica Sandro Pertini accanto al pozzo in cui era caduto il piccolo Alfredo Rampi il 10 giugno del 1981. Il piccolo morì 3 giorni dopo

Il presidente della Repubblica Sandro Pertini accanto al pozzo in cui era caduto il piccolo Alfredo Rampi il 10 giugno del 1981. Il piccolo morì 3 giorni dopo

È il 12 agosto, gli italiani sono al mare e nel torpore dell’estate solo pochi specialisti colgono al volo la portata di una notizia che rimbalza da oltre oceano: a New York la Ibm ha presentato l’ultima trovata in fatto di computer, il modello 5150, che verrà commercializzato a partire dal 1° settembre al prezzo di 1.500 dollari, per noi una bella cifra se si pensa che il dollaro viaggia attorno alle 2.000 lire dopo che la nostra moneta è appena stata svalutata del 6 per cento, e non sarà l’ultima volta. Ma non importa, partirà presto la corsa all’acquisto per un fatto molto semplice: l’Ibm 5150 è il primo computer che si guadagna l’appellativo di "personal", studiato per l’uso domestico, privato, più che per gli impieghi industriali come tutte le macchine che lo hanno preceduto. Farà epoca, interessa a tutti i giornali non escluso il nostro, che in questo 1981 sta completando il passaggio epocale dal piombo alle fotocomposizione. Infatti Avvenire è un quotidiano che cambia.

Cambia anche a livello di organigramma redazionale: il 7 gennaio abbiamo un nuovo direttore, Pier Giorgio Liverani, che subentra al dimissionario Angelo Paoluzi. Piloterà il giornale nelle acque tempestose della campagna per il referendum del 17 maggio, quando i cittadini dovranno scegliere se mantenere o no la normativa sull’interruzione della gravidanza. La legge 194 che ha aperto la strada all’aborto viene confermata dal 68 per cento dei votanti. Liverani si è impegnato in prima persona, il giornale ha combattuto la buona battaglia, il 30 aprile ha diffuso in un milione e mezzo di copie un inserto tabloid di quattro pagine per sensibilizzare l’opinione pubblica alle tematiche della difesa della vita, ma nell’Italia di quegli anni prevalgono purtroppo altre logiche, contro l’uomo, contro la vita, perfino contro la vita del Papa. È del 13 maggio l’attentato a Giovanni Paolo II, un crimine che sgomenta il mondo.

Tanto al vecchio pianeta Terra quanto alla nostra Italia le cronache presentano anche nel 1981 una lunga lista di eventi clamorosi nei quali delinquenza comune, delinquenza brigatista, malaffare politico si coagulano a formare una miscela esplosiva che rischia di far saltare gli assetti democratici. Il 27 aprile è rapito dalle Br a Napoli l’assessore regionale democristiano Ciro Cirillo. È la prima volta che i brigatisti agiscono al Sud. Cirillo sarà liberato il 25 luglio; si dice che la Dc – a differenza di quanto avvenuto con Moro – abbia pagato un riscatto e che nella liberazione sia coinvolto il capo della Nuova camorra organizzata Raffaele Cutolo. Polemiche al calor bianco.

Il 20 maggio viene arrestato il banchiere Roberto Calvi per esportazione illecita di capitali, e il mondo della finanza trema. Il 10 giugno nei pressi di Frascati, a Vermicino, un bambino precipita in un pozzo artesiano, le telecamere delle tv seguiranno i disperati tentativi di riportarlo alla superficie, sul posto accorrerà anche il presidente della Repubblica Sandro Pertini, ma per il piccolo Alfredino Rampi non ci sarà nulla da fare.

E la politica intanto che fa? Annaspa. Sul Paese si allunga l’ombra minacciosa della loggia massonica P2, il cui gran maestro Licio Gelli è fuggito in Argentina dei golpisti il 22 maggio per sottrarsi alla cattura; il governo Forlani è costretto alle dimissioni. Il 10 giugno riceve l’incarico di dare vita a un nuovo esecutivo il repubblicano Giovanni Spadolini, primo presidente del Consiglio non democristiano dalla nascita della Repubblica. Il 7 agosto il governo dà il via libera all’installazione dei missili Cruise a Comiso. Siamo in piena guerra fredda. Il mondo della cultura piange il 12 settembre Eugenio Montale, che si è spento a 86 anni.

E il Papa? Ripresosi dalle conseguenze dell’attentato, perdonato Ali Agca («il fratello che mi ha colpito»), Giovanni Paolo II pubblica il 14 settembre l’enciclica Laborem exercens e il 22 novembre l’esortazione apostolica Familiaris consortio e intanto deve occuparsi dei Gesuiti, il cui generale Pedro Arrupe dopo l’ictus del 7 agosto lascia di fatto il governo della Compagnia.

Quanto agli eventi di carattere internazionale va segnalato in primo luogo l’insediamento di Ronald Reagan alla Casa Bianca il 20 gennaio. Il 9 febbraio il generale Jaruzelski diventa primo ministro a Varsavia. Il 10 maggio gli elettori francesi mandano all’Eliseo un nuovo presidente, Valery Giscard d’Estaing. Il 5 maggio nel carcere di Maze, Irlanda del nord, era morto Bobby Sands, leader degli irredentisti dell’Ira. Aveva cominciato lo sciopero della fame il precedente 1° marzo, ma la lady di ferro Margareth Thatcher non si era mai impietosita.

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