lunedì 25 aprile 2022
Mattarella ha deposto una corona all'Altare della Patria. Draghi: "I valori della Resistenza vivi, forti, attuali". A Roma striscioni contro Putin e la Nato. A Milano contestato il Pd.
Mattarella: "Resistenza è opporsi a un'invasione"

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"La decisione della popolazione di Napoli, della Campania e di tante altre città del Sud, di insorgere contro l'ex alleato, trasformatosi in barbaro occupante, fu una reazione coraggiosa e umana, contro la negazione stessa dei principi dell'umanità.

E oggi c'è tra gli storici concordia nell'assegnare il titolo di resistente a tutti coloro che, con le armi o senza, mettendo in gioco la propria vita, si oppongono a una invasione straniera, frutto dell'arbitrio e contraria al diritto, oltre che al senso stesso della dignità".

Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella parlando ad Acerra in occasione del 25 aprile.

"Nelle prime ore del 24 febbraio siamo stati tutti raggiunti dalla notizia che le Forze armate russe avevano invaso l'Ucraina, entrando nel suo territorio. Come tutti, quel giorno, ho avvertito un pesante senso di allarme, di tristezza, di indignazione. A questi sentimenti si è subito affiancato il pensiero agli ucraini svegliati dalle bombe. E, pensando a loro, mi sono venute in mente queste parole: "Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato l'invasor". Sappiamo tutti da dove sono tratte queste parole. Sono le prime di Bella ciao", ha affermato il capo dello Stato.

Questa mattina Mattarella accompagnato dai rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose, aveva reso omaggio all'Altare della Patria in occasione delle celebrazioni per l'anniversario della Liberazione, con la deposizione di una corona d'alloro.

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Il messaggio del premier Mario Draghi: «Il 25 aprile è il giorno della gratitudine verso chi ha lottato per la pace e per la libertà dell'Italia dalla dittatura del nazifascismo. La generosità, il coraggio, il patriottismo dei partigiani e di tutta la Resistenza sono valori vivi, forti, attuali. Oggi celebriamo la memoria della lotta e degli ideali della Resistenza su cui la nostra pace è stata costruita. A tutti gli italiani, buona festa della Liberazione».

Il presidente del Senato Elisabetta Casellati a Sant'Anna di Stazzema: «Quest'anno il 25 aprile ha un significato particolare perchè dopo 77 anni di pace in Italia ed Europa pensavamo che la libertà e la democrazia fossero concetti scontati, ci troviamo invece una guerra scoppiata nel cuore dell'Europa. Quindi quello che noi oggi possiamo auspicare è soltanto che si trovi una soluzione diplomatica a questo conflitto e questo 25 aprile rappresenti per così dire una liberazione da tutte le guerre».

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Il presidente della Camera Roberto Fico a Marzabotto: «Siamo sconvolti da ciò che accade in Europa e per questo dobbiamo rinnovare con forza la volontà di essere una comunità che vuole costruire la pace.Credo che l'Italia con gli aiuti militari abbia fatto una scelta importante e coraggiosa, perché il 24 febbraio è cambiato il mondo e la risposta dell'Europa poteva essere divisa, invece è stata unita e questo è l'importante».

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Le manifestazioni in Italia

A Roma in 3500 hanno partecipato alla manifestazione partita da Largo Bompiani a Roma e terminata a Piazzale dei Partigiani. Bandiere dell'Anpi, della Cgil, della Fiom, di Rifondazione comunista, dei Verdi, di Sinistra Italiana, ma anche di Emergency e degli studenti, hanno aperto il corteo organizzato dall'Anpi nella Capitale dove inevitabilmente il pensiero è andato all'Ucraina. Come alcuni striscioni dove c'è scritto «basta guerre. Contro Putin e contro la Nato» esposto da Rifondazione comunista, insieme ad un altro in cui è rappresenta la morte con la falce ed un mantello con la bandiera americana. «Non condivido queste bandiere, sono inopportune, ce ne occuperemo. Siamo grati agli Alleati ed alle migliaia di giovani statunitensi morti per la Liberazione dell'Italia», commenta il presidente di Anpi Roma e Lazio, Fabrizio De Sanctis.

Una parte del corteo Anpi prima della partenza a Milano

Una parte del corteo Anpi prima della partenza a Milano - Fotogramma

A Milano nel pomeriggio è partito, da corso Venezia, il corteo nazionale organizzato a Milano dall'Anpi a cui hanno partecipato 70 mila persone secondo l'Anpi, 25-30 mila secondo la questura. In testa alla manifestazione una delegazione di cittadini ucraini con le bandiere nazionali, in sottofondo la melodia di "Bella Ciao" intervallata dai cori dell'inno ucraino cantato dalla delegazione di cittadini di quel Paese presenti. La manifestazione milanese è stata scandita dalla contestazione da parte di alcuni esponenti dei centri sociali al passaggio della Brigata ebraica. «Fuori l'Italia dalla Nato» hanno urlato a più riprese ai lati del corteo tra la folla e poi all'incrocio con la Circonvallazione. Sempre lo stesso gruppo ha contestato anche il Pd definito «partito guerrafondaio» favorevole alle spese militari. «Niente soldi alle armi - urlano i manifestanti - niente tagli a scuola e sanità». Parole a cui il segretario del Pd Enrico Letta ha replicato in questo modo all'arrivo alla manifestazione: «Questa è la democrazia. Rispetto quello che dicono ma siamo convinti che stiamo facendo le cose giuste» e il presidente Mattarella questa mattina ha «chiarito che in Ucraina c'è resistenza contro l'invasione russo». Ma anche il presidente nazionale Anpi Gianfranco Pagliarulo ha definito «un grave errore perché queste cose il 25 aprile non servono mai. Anche quando ci sono posizioni diverse bisogna evitare che su singoli fatti si perda la bussola di una posizione unitaria». Poi dal palco della manifestazione milanese il presidente ha spiegato anche il senso della festa della Liberazione di quest'anno: «Lasciamo perdere le armi, i missili, la diplomazia e pensiamo agli ucraini, alle famiglie, ai ragazzi, alla loro vita spezzata, la vita di coloro che vogliono vivere in modo giusto. Su questo non ci devono essere schieramenti o incertezze, c'è la vita contro la guerra, la speranza contro la disperazione. Facciamo di oggi 25 aprile 2022 il giorno della speranza, su questo dobbiamo essere uniti».

A Reggio Emilia una delegazione di +Europa e Italia Viva è stata prima pesantemente insultata da altri partecipanti al corteo del 25 aprile a Reggio Emilia e poi invitata dalle forze dell'ordine ad allontanarsi. A denunciarlo i due partiti, secondo cui, è stata fatta oggetto di insulti anche una bambina di otto anni «rea di sventolare oltre alla bandiera italiana quella Usa».

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