Meno plastica in ateneo, accordo Campus bio-medico e Plastic free

L'università di Roma e la onlus che si occupa di sostenibilità insieme per promuovere pratiche di buon riciclo e minore produzione i imballi
January 28, 2026
Da sinistra Lorenzo Paris, referente Lazio Plastic Free - Margherita Maiani, segretaria gen Plastic Free - Andrea Rossi, Ad e Dg UCBM - Antonio Bottini, dir. Operations UCBM. Foto Campus bio-medico
Da sinistra Lorenzo Paris, referente Lazio Plastic Free - Margherita Maiani, segretaria gen Plastic Free - Andrea Rossi, Ad e Dg UCBM - Antonio Bottini, dir. Operations UCBM. Foto Campus bio-medico
Continuare ad avere meno plastica in ateneo, dopo la scelta di dotare ogni studente di una borraccia riutilizzabile per l'acqua e predisporre distributori di acqua microfiltrata nelle varie facoltà. Incentivare ancora di più la raccolta differenziata e il riciclo anche attraverso nuovi percorsi di educazione e sensibilizzazione sui comportamenti green virtuosi. Ruota intorno a questi cardini l’accordo siglato tra università Campus bio-medico di Roma (UCBM) e Plastic Free onlus, uno dei maggiori soggetti del volontariato nazionale e internazionale attivo nella lotta all’inquinamento da plastica. Grazie a questo accordo, l'università entra nella “Rete delle Università per l'Ambiente Plastic Free”, network nazionale dedicato allo scambio di buone pratiche per la riduzione dell'uso della plastica, e potrà così promuovere nuove iniziative o aderire a quelle promosse da Plastic Free Onlus accrescendo così in tutta la comunità universitaria la consapevolezza su questi temi.
La collaborazione tra l’università Campus bio-medico di Roma (UCBM) e Plastic Free onlus si inserisce in un percorso avviato da diversi anni dall’ateneo sul fronte della sostenibilità ambientale. In questo contesto, l'università ha istituito il dipartimento di Scienze e Bio-Tecnologie, valorizzando linee di ricerca collegate alle grandi sfide globali delineate dagli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite. Inoltre nell’ambito della campagna “That’s Life”, ha donato a tutti gli studenti borracce riutilizzabili e sono stati installati all’interno dell’ateneo distributori di acqua microfiltrata, con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo della plastica monouso. Più di recente è stato poi adottato il Sistema di Gestione Ambientale con Certificazione ISO 14001 ed è inoltre l'ateneo è membro della “Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile” (Rus), promossa dalla CRUI.
«Grazie a questo accordo avviamo un’azione concreta per ridurre l’uso della plastica monouso nei nostri spazi – sottolinea l’ad e dg di Ucbm Andrea Rossi - Il nostro campus vive a contatto con un’area naturale protetta come la riserva di Decima Malafede, qui la sostenibilità non è un tema astratto, è responsabilità quotidiana. Coerentemente con l’approccio One Health, vogliamo tradurre il legame tra ambiente e salute in scelte reali, capaci di incidere sul modo in cui viviamo l’Università ogni giorno. Questo percorso ha anche un valore educativo, perché il cambiamento passa da comportamenti semplici, ripetuti e condivisi».
Con l’ingresso dell’università Campus Bio-Medico di Roma nella Rete delle Università per l’Ambiente - ha ricordato Margherita Maiani, segretario generale di Plastic Free Onlus - si consolida «un’alleanza preziosa tra impegno ambientale e formazione scientifica centrata sulla persona. L’inquinamento da plastica non è più solo un’emergenza ecologica: è una minaccia concreta per la salute pubblica, che richiede competenze trasversali, ricerca rigorosa e una visione integrata dell’essere umano e dell’ambiente che lo circonda. Per questo è così importante poter contare su un ateneo come il Campus bio-medico, che unisce scienza, cura e responsabilità sociale: insieme possiamo costruire un cambiamento culturale profondo, che metta al centro la salute delle persone e del pianeta».

© RIPRODUZIONE RISERVATA