Mattarella e Meloni a Modena tra i feriti: «L’Italia è con voi»

Il presidente della Repubblica e la premier negli ospedali di Baggiovara e Bologna. Due donne lottano per la vita. L'abbraccio con chi ha fermato l'aggressore, il 31enne Salim El Koudri, che è accusato di strage. Esclusa, al momento, la pista della radicalizzazione
Google preferred source
May 17, 2026
Mattarella e Meloni in ospedale, tra i feriti della tentata strage di Modena
Mattarella e Meloni in ospedale, tra i feriti della tentata strage di Modena
Modena non è sola. Un intero Paese l'abbraccia. Gesti e messaggi di solidarietà giungono da tutta Italia. Presenti le più alte cariche dello Stato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni, in visita nell'ospedale civile di Baggiovara e poi all'Ospedale maggiore di Bologna. Erano lì per manifestare vicinanza alle vittime del tragico atto di violenza che si è verificato ieri pomeriggio, nella via Emilia, quando una Citroen C3 è piombata contro i passanti, lasciando un bilancio di otto feriti (due di loro gravi). «Il Paese è vicino a voi», hanno detto all'unico paziente visitabile. Del resto nessun commento alla stampa, né a inizio né a fine visita, ma un clima di raccoglimento. Che invita a riflettere. Mattarella e Meloni hanno ringraziato gli operatori sanitari per il loro impegno «in questa circostanza drammatica». Che si inserisce in una «lavoro quotidiano» già di per sé esigente. Parlando ad Avvenire, il direttore dell'Azienda ospedaliero universitaria Claudio Vagnini, per il quale la presenza delle più alte cariche dello Stato a Baggiovara ha presentato un «gesto prezioso», che fa «sentire la vicinanza del Paese, in un momento così drammatico. Avere il Paese vicino ci conforta». Vagnini ci confida la sua «commozione» dopo aver visto «le prime persone ferite» giunte a Baggiovara. «Poteva succedere a tutti. Mia moglie e mio figlio erano in centro (a Modena, ndr) a quell'ora». Il direttore ci racconta che, dopo l'accaduto, alcuni operatori si sono presentati di loro spontanea volontà nella struttura. «È l'idea del servizio, che non si riduce al ruolo ma è profondamente umana». Secondo il bollettino diffuso alle 10 una donna di 69 anni operata nelle scorse ore, è grave ma stabile, mentre una 53enne, sottoposta a «plurimi interventi chirurgici», affronta «condizioni gravi». È inoltre prognosi di 30 giorni per un italiani, 59enne, arrivato con trauma facciale. Dimessi anche i tre pazienti giunti ieri al Pronto soccorso del policlinico. Sono invece in rianimazione, in condizioni stabili, le due persone ricoverate all'Ospedale maggiore di Bologna. Proseguono anche gli accertamenti delle Forze dell'Ordine.
L'abitazione di Sami El Koudri è stata perquisita: nessun segno di radicalizzazione né legami con ambienti estremisti. Il 31enne, accusato di strage, e difeso d'ufficio dall'avvocato Francesco Cottafava, è stato interrogato ieri, avvalendosi dalla facoltà di non rispondere. E non sono mancate, in queste ore, le speculazioni Social, animate dall'opportunismo di alcuni settori. «Certamente, l'atto di aggressione che si è verificato ieri ci mette davanti a un rischio da non sottovalutare. Ma c'è un altro pericolo, ed è quello degli avvoltoi, cioè di una minoranza intenta a trasformare la paura in odio», ha detto il sindaco Massimo Mezzetti ad Avvenire. Il primo cittadino ha anche salutato positivamente la «maturità» e il «rispetto» mostrato dalla maggior parte degli attori politici, «all'altezza delle circostanze». Prevale infatti un clima di collaborazione, che si è confermato nel vertice di sabato in prefettura e nella riunione di giunta di qualche ora fa a Modena. La città della Ghirlandina ha inoltre attivato servizi di ascolto e supporto psicologico per le vittime e i loro familiari. Anche il presidente della regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, elogia la linea di «unità nazionale» ringraziando «cittadini e medici» per un «eroismo non scontato». A Baggiovara era presente anche Luca Signorelli, uno dei quattro uomini che ha contribuito a bloccare l'aggressore. «Era una scena tipo Beirut o Gaza. E qualcuno, per paura, si è voltato dall'altra parte». Ha rischiato la vita. Si commuove. È provato. «In quel momento non pensi, ma agisci», dice con semplicità ai media, che scandiscono ogni suo passo all'uscita della struttura. «Volevo dimostrare che l'umanità non è morta», spiega a chi gli chiede il «perché» del suo gesto. Per lui il vicepremier Antonio Tajani ipotizza la «Medaglia d'oro al valor civile». Una proposta avanzata al ministro dell'Interno, Luca Piantedosi, anche lui recatosi a Modena, dove ha incontrato il prefetto Fabrizia Triolo e altri rappresentanti delle istituzioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA