L'Università Cattolica punta su ricerca, internazionalizzazione e una scuola d'integrazione dei saperi

Presentato dalla rettrice Elena Beccalli nella sede romana dell'ateneo il piano strategico 2026-2028, fondato su tre indirizzi e cinque pilastri. Monsignor Zani: rimarca l'identità dell'università e la collaca nell'orizzonte internazionale
April 20, 2026
L'Università Cattolica punta su ricerca, internazionalizzazione e una scuola d'integrazione dei saperi
Un momento della presentazione del piano strategico dell'ateneo. Foto Università Cattolica del Sacro Cuore
Integrazione tra i saperi per affrontare da più punti di vista le grandi questioni della contemporaneità. Internazionalizzazione, con la crescita da 2 a 3mila studenti in tre anni provenienti da altri Paesi e con un'attenzione particolare al continente africano con cui si vuole aumentare gli scambi per consentire agli studenti di fare esperienze di studi e volontariato. Ricerca, con un aumento del 24% dei dottorandi che svolgono un percorso all'estero e 3 milioni di euro destinati ai giovani ricercatori. Sono alcune delle basi su cui poggia il piano strategico 2026-2028 dell'università Cattolica del Sacro Cuore, che mira - tra le altre cose - a far entrare l'ateneo nei primi 100 secondo Qs Europe, presentato oggi anche nella sede romana dell’ateneo.
Un piano, ha sottolineato, che non è un documento ma un percorso iniziato 9 mesi fa fondato su un metodo partecipativo, sulla collaborazione di tutta la comunità universitaria, sulla co-progettazione e sull'ascolto dei principali interlocutori per scrivere insieme il futuro dell'ateneo per i prossimi tre anni. «La nostra università è come una orchestra, ogni componente va sempre in armonia con gli altri», ha spiegato la rettrice Elena Beccalli, aggiungendo che il cammino è iniziato a luglio dello scorso anno ed è il risultato di un processo caratterizzato da 34 workshop tematici, cui hanno aderito 665 membri della comunità, 1.711 rispondenti alla survey online e 54 proposte progettuali presentate attraverso la call for ideas.
Foto Università Cattolica del Sacro Cuore
Tre gli indirizzi che guidano la missione istituzionale dell'Università: valorizzare il profilo di ateneo cattolico non profit; favorire una piena integrazione tra la dimensione di comunità educante e quella di research university; costruire un luogo di esperienza del sapere e non solo di trasmissione del sapere. «Ciò significa, per esempio - ha proseguito la responsabile dell’ateneo - attivare proposte pedagogiche innovative come il service learning, fondato sul coinvolgimento della comunità studentesca in percorsi di cittadinanza attiva e partecipazione sociale, o come il peer mentorship, per un aiuto tra pari anche su contenuti, conoscenze e competenze».
Mentre sono cinque i pilastri, collegati tra loro, che formano il Piano Strategico 2026-2028. Il primo riguarda l'istituzione di una scuola di integrazione dei saperi per affrontare le grandi questioni del nostro tempo: dall'Ia al cambiamento climatico. Il secondo pilastro è rappresentato dalla valorizzazione della ricerca; il terzo poggia su un'offerta formativa di qualità che valorizzi l'esperienza del sapere negli spazi fisici e digitali, anche attraverso un rinnovamento dei contenuti e delle metodologie didattiche con particolare attenzione agli strumenti dell'Ia e lo sviluppo di percorsi in collaborazione con la piattaforma digitale internazionale FutureLearn. Il quarto pilastro riguarda l'internazionalizzazione con l’ampliamento della dimensione globale attra¬verso accreditamenti, attenzione ai ranking e a ulteriori dual degree in aggiunta ai 112 già attivi, insieme a un orientamento ispirato alla solidarietà, proseguendo nella realizzazione del Piano Africa; il quinto pilastro è dedicato alle attività di fundraising, rafforzando «le relazioni con gli alumni e gli interlocutori esterni per sostenere progettualità strategiche e garantire l'accesso ai nostri corsi a giovani meritevoli ma privi di mezzi».
Da sinistra monsignor Zani, la rettrice Beccalli, la giornalista Rai Isabella Di Chio
Foto Università Cattolica del Sacro Cuore
«L’iniziativa – ha detto monsignor Vincenzo Zani, archivista e bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa, nel suo intervento - ha il grande pregio di marcare l’identità, la progettualità nonché la missione dell’ateneo dei cattolici in Italia e di collocarlo nell’orizzonte internazionale», attraverso tre elementi fondamentali. Il primo è il contesto culturale e geo-politico che fa da sfondo al Piano strategico. «La scelta di traghettare l’ateneo verso il futuro dando corpo all’idea di migliore università per il mondo – ha proseguito - non può non rimandare alle radici stesse, al dna di questa istituzione. Il secondo fattore è il metodo seguito nella sua elaborazione che ricopre un grande valore umano, culturale e accademico, in uno straordinario laboratorio di dialogo e scambio». Un altro fattore riguarda i contenuti, in particolare la scuola di integrazione dei saperi e la valorizzazione della ricerca. La scuola di integrazione dei saperi, in particolare, ha concluso, dovrà avere «come obiettivo vitale quello di riformare il pensiero coordinando le culture e i saperi separati. La interdisciplinarità è insufficiente per rimediare alla superspecializzazione».

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