La storia del giovane immigrato accampato al freddo e salvato dai passanti
di Carlo Guerrini, Castrezzato (Brescia)
Il pachistano era rimasto senza casa e si era accampato sulla ciclabile a Castrezzato, nel Bresciano. Una catena di solidarietà lo ha sottratto all'assideramento

Salvato, grazie ad una “catena” di solidarietà, dal rischio assideramento - considerate le rigide temperature invernali che in questo periodo stringono nella morsa del gelo anche la provincia di Brescia - mentre cercava riparo, con il solo giaccone e una coperta lungo la via ciclabile a Castrezzato, nella Bassa bresciana. Protagonista della vicenda, fortunatamente a lieto fine, nei giorni iniziali del nuovo anno, è un giovane di origine pachistana: lavora in un’azienda della zona ma, per questioni anche legate ai canoni d’affitto, non ha ancora un alloggio dove ripararsi. In realtà il suo caso appare ancora più beffardo: era già ospite di un amico a Berlingo (un Comune poco distante) ma quando quest’ultimo ha dovuto accogliere la sua famiglia d’origine, il pachistano si è trovato senza un posto dove stare. In sella alla sua bicicletta si è quindi mosso alla ricerca di un riparo, ma ha trovato solo la ciclabile a Castrezzato e si è accampato come meglio ha potuto: al freddo pungente si sono poi aggiunti anche gli sberleffi di alcuni giovani del posto che si sono messi a deriderlo.
La situazione in cui si trovava è stata scoperta dal vicesindaco di Castrezzato, Ezio Casaletti e da un consigliere comunale, Silvano Casaletti, mentre transitavano nella zona di buon mattino: hanno allertato il 112 che è subito intervenuto in soccorso del giovane. Successivamente la vicenda è arrivata - tramite la segnalazione di un cittadino - anche all’attenzione della Protezione civile comunale. I volontari hanno portato coperte e viveri, si sono a loro volta sincerati delle condizioni dell’immigrato che, in un secondo momento, ha poi trovato una soluzione temporanea. «Oltre a ringraziarci ci ha tranquillizzati in merito all’alloggio – racconta il sindaco di Castrezzato, Luigi Cuneo –, considerata la disponibilità di un suo amico residente a Trenzano (un altro Comune della Bassa bresciana, ndr.) che è pronto ad accoglierlo per i prossimi giorni».
Una vicenda a lieto fine, dunque, grazie anche a uno sforzo condiviso, che tuttavia suscita non poche riflessioni. «Innanzitutto quanto accaduto ci insegna che non si tratta di un problema di sicurezza – sottolinea il sindaco –. Inoltre, ci fa capire che quando una questione viene affrontata con umanità e senza alcun pregiudizio si può risolvere facilmente e in tempi rapidi. Infine non va dimenticato che il giovane pachistano non ha scelto lui di dover vivere lungo la strada, e questo rimette al centro il tema della casa».
Una sfida, quella delle abitazioni, che il Comune bresciano ha deciso di affrontare avviando anche la rimessa a bando di alcuni alloggi popolari che erano fermi da diversi anni: è stata scelta la formula dell’affitto con riscatto e previsto il pagamento di un canone con valori considerati nel complesso «affrontabili da chiunque lavori». Ma l’obiettivo del Comune «è di fare di più e l’housing sociale resta un traguardo», conclude il sindaco Cuneo.
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