In mare tornano le barche delle Ong. E in poche ore 81 migranti vengono soccorsi e salvati

Sia Mediterranea che Emergency hanno operato venerdì mattina due operazioni di salvataggio: la prima era partita questa mattina da Lampedusa, la seconda due giorni fa da Taranto. Hanno trovato gommoni alla deriva e carichi di persone: fra loro anche donne incinte e minori non accompagnati. Entrambi i barchini provenivano dalla Libia
March 13, 2026
In mare tornano le barche delle Ong. E in poche ore 81 migranti vengono soccorsi e salvati
Il gommone stracarico di migranti soccorso dalla nave Ong LIfe Support di Emergency / Emergency
«Il mare è pieno di migranti»: sono questi i racconti delle prime ore di navigazione della Safira, la barca a vela della Ong Mediterranea Saving Humans, partita venerdì mattina da Lampedusa. Racconti che non lasciano dubbi: una volta ripresa la via del mare, i mezzi delle Ong hanno incontrato barchini carichi di persone alla deriva.
Così, a poche ore dalla partenza della 24esima missione di soccorso, l'imbarcazione della Ong è intervenuta a circa 60 miglia sud ovest di Lampedusa, grazie alla segnalazione dell’aereo Seabird 1 di Sea-Watch, per mettere in sicurezza 40 persone a bordo di un gommone partito dalla Libia. Tutti i naufraghi sono stati perciò imbarcati a bordo della barca del soccorso civile. «Il gommone risultava alla deriva, sovraccarico e con i tubolari già sgonfi, a rischio di naufragio imminente» raccontano i soccorritori. «Le autorità italiane sono state informate e si attende l'intervento di assistenza, mentre la barca Safira sta facendo rotta verso Lampedusa per sbarcare tutti i naufraghi in sicurezza».
Primo soccorso in mare anche per la nave Ong Life Support di Emergency, partita solo due giorni fa da Taranto. Venerdì a metà mattinata si è concluso il soccorso a 41 migranti nelle acque internazionali della zona Sar libica. Il gommone alla deriva, è stato individuato direttamente dal ponte di comando della Life Support. «Stamattina abbiamo avvistato dal ponte di comando un gommone sovraffollato e in difficoltà - dichiara Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support –. Abbiamo quindi messo in acqua i nostri gommoni di soccorso che si sono avvicinati al caso della barca in pericolo, a bordo della quale tutte le persone erano senza salvagenti. I nostri soccorritori hanno quindi distribuito i giubbotti di salvataggio a tutti, hanno trasferito i naufraghi sui nostri rhib (i gommoni di soccorso, ndr) e quindi al sicuro a bordo della Life Support. Il nostro staff di sanitari e mediatori culturali si sta prendendo cura delle 41 persone soccorse, mentre con la nave restiamo attivi e disponibili per eventuali ulteriori interventi».
Le persone soccorse, tutti uomini a eccezione di una donna incinta e nove minori non accompagnati, provengono da Sudan, Somalia e Sud Sudan. Paesi devastati da guerra, instabilità, povertà estrema e crisi climatica. «Della cruenta guerra in Sudan, che sta per entrare nel suo quarto anno, Emergency stessa è suo malgrado testimone, essendo tuttora presente nel Paese con il Centro Salam di cardiochirurgia di Khartoum, con i suoi Centri di assistenza pediatrica a Khartoum, Nyala, Port Sudan, nonché con le sue postazioni per le visite cardiologiche nelle cliniche di Atbara, Kassala e Geddaref». 
Il gommone stracarico soccorso da Mediterranea
Il gommone stracarico soccorso da Mediterranea
I naufraghi hanno detto di essere partiti alle 4 di venerdì mattina dalle coste libiche, «sono molto provati e alcuni stanno soffrendo il mal di mare».

Trovati sugli scogli di Alicudi 19 migranti

Sono stati imbarcati su due motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza, invece, i 19 migranti iraniani e iracheni, molti dei quali giovanissimi, sbarcati nella notte a Ponente dell'isola eoliana di Alicudi e, poi, trasferiti al porto da un barchino di un pescatore isolano. Con le due unità raggiungeranno Milazzo da dove saranno trasferiti in un Centro d'accoglienza a Messina. A notare la loro presenza, venerdì mattina all'alba, in uno scoglio nei pressi del porto, sono stati alcuni pescatori che hanno dato l'allarme. Sugli scogli, secondo una prima ipotesi, potrebbero essere stati lasciati da un'imbarcazione che poi é andata via. Sono tutti giovani uomini di nazionalità irachena e iraniana, ma la certezza si avrà dopo essere stati sottoposti alle procedure di identificazione. Una volta nell'isola sono stati accolti dagli abitanti che li hanno rifocillati con cibo e acqua. 

Tra i 200 sbarcati a Lampedusa anche un ragazzo senza vita

«Nel Mediterraneo si infiammano nuovi scenari di guerra e in mare si continua a morire nell’indifferenza» scrive la Ong Sea Watch sui social. «Stanotte a Lampedusa insieme a 200 sopravvissuti è arrivato il corpo di un 21enne pachistano morto tra le braccia di un altro giovane. Lo riporta la società civile al porto».
 

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