Il mondo al contrario: ora gli svizzeri vengono in Italia per il pieno al distributore

Oltreconfine le accise non sono state tagliate come da noi. Almeno fino al prossimo 2 maggio
April 11, 2026
Il mondo al contrario: ora gli svizzeri vengono in Italia per il pieno al distributore
Distributore di benzina / ANSA
Un tempo erano gli automobilisti italiani a varcare il confine per fare rifornimento in Svizzera, attratti da prezzi più convenienti. Oggi, almeno in questo periodo, il flusso si è invertito: sono sempre più frequenti le targhe elvetiche nei distributori delle province di confine. «Nella fascia di Como, dove si contano circa 250 distributori, si vedono chiaramente auto elvetiche che fanno rifornimento alle nostre stazioni di servizio, soprattutto nelle zone più a ridosso della frontiera», racconta Daniela Maroni, vicepresidente nazionale e presidente provinciale di Como della Figisc Confcommercio (Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti). In Svizzera, spiega, «non è stato applicato il taglio di 25 centesimi sulle accise. E questo ha creato una convenienza che oggi gioca a favore del nostro Paese».
Si tratta di un pendolarismo limitato alle aree di confine, senza spostamenti su lunga distanza, ma sufficiente a segnare un’inversione di tendenza rispetto al passato. «Per anni abbiamo visto il contrario – sottolinea Maroni – con risorse economiche che uscivano dall’Italia senza generare gettito Iva o accise sul nostro territorio». Non a caso, proprio per contrastare questo fenomeno, era nata la cosiddetta “carta sconto benzina”, un progetto ideato dalla stessa Maroni e rivolto ai residenti delle province di Como, Varese e Sondrio. Un sistema pensato per ridurre lo svantaggio competitivo dei distributori italiani nelle aree di frontiera. Oggi, invece, la situazione si presenta a parti inverse. Il fenomeno, tuttavia, potrebbe avere vita breve. «Quando le accise torneranno a regime pieno, il 2 maggio, i prezzi tra Italia e Svizzera tenderanno nuovamente ad allinearsi», osserva Maroni. Appena oltre confine, in Canton Ticino, i gestori lamentano la significativa diminuzione della clientela.
E pensare che nella Svizzera tedesca, invece, c’è il “pendolarismo del pieno” dalla Germania. Nei distributori elvetici si risparmiamo fino a 30 centesimi al litro. Risultato: nei Cantoni settentrionali il numero di clienti tedeschi è raddoppiato, se non addirittura triplicato, dall’inizio della guerra. Situazioni al limite del paradosso, dunque, che riflettono l’incertezza del periodo. «Il conflitto in Medio Oriente, la mancata riapertura dello Stretto di Hormuz rendono tutto estremamente volatile e quello che era certo ieri diventa incerto oggi», riflette ancora Maroni. E non si tratta solo di carburanti. «C’è una grande preoccupazione generale – aggiunge – perché queste crisi toccano la vita quotidiana: dalle materie prime all’economia, fino alla sicurezza. Se il sistema si blocca, le conseguenze sono per tutti». Le forniture sono a rischio? «Le scorte ci sono e le consegne avvengono regolarmente», rassicura Maroni. Tuttavia «il mercato è diventato una giungla: ogni compagnia petrolifera segue una propria politica di prezzo».
A complicare ulteriormente il quadro, la presenza di operatori con prezzi particolarmente bassi, tanto che nei giorni scorsi, complici i flussi turistici e la sosta pasquale, avevano addirittura esaurito il carburante. Tutto questo genera forti squilibri competitivi. «Si crea una concorrenza difficile da sostenere per gli altri gestori, che non hanno le stesse possibilità di compensare i minori introiti».

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