Il grido della Chiesa: «L'usura uccide» (e col gioco legale lo Stato la aiuta)

Due milioni di persone sono a rischio, spesso intrappolate in debiti insostenibili, con poche denunce e scarsità di strumenti di prevenzione. Il legame tra credito negato, gioco d’azzardo e criminalità
January 20, 2026
Un negozio chiuso per usura
Un negozio chiuso per usura
«L’usura è qualcosa di infame perché usa i bisogni degli altri per arricchirsi. È quasi imputabile come un omicidio». Sono le parole molto forti del segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Baturi, al convegno nazionale «Alleanza per la speranza. Le Fondazioni con lo Stato e le Banche per prevenire l’usura», organizzato a Bari in occasione del Trentennale della Consulta Nazionale Antiusura «Giovanni Paolo II». Non solo un reato economico, come ha sottolineato l’arcivescovo di Bari, monsignor Giuseppe Satriano, ma «una ferita antropologica e spirituale. È la negazione della fiducia, la rottura dei legami, la solitudine che diventa ricatto. Dietro ogni debito insostenibile c’è una storia che chiede ascolto prima ancora che soluzioni». Un dramma raccontato dal sociologo Maurizio Fiasco: due milioni di persone in condizione di rischio finanziario, famiglie che perdono la casa all’asta senza ottenere la liberazione dal debito, rimanendo intrappolate in una spirale che può aprire la strada all’usura. Un fenomeno «molto sottovalutato - denuncia Luciano Gualzetti, presidente della Consulta. Facciamo fatica a intercettare queste situazioni. Non tutte le vittime di usura poi denunciano. Anzi le denunce diminuiscono». Un allarme confermato dal procuratore di Bari, Sandro Rossi. «Di denunce per usura ne avrò viste 2-3. Quando arrivano da noi il guaio è fatto. E poi la vittima si allea in modo perverso col carnefice, e per questo le indagini si devono basare su altri elementi, come le intercettazioni».
Ma il procuratore va oltre. «C’è un problema di gestione del credito. La vera prevenzione dell’usura è evitare che si esca dal sistema legale del credito. Invece viene dato credito ai criminali o a chi fa operazioni finanziarie spregiudicate e non a chi ne ha bisogno. E ricordiamo che tra i diritti delle persone da tutelare c’è l’accesso al credito». E lancia anche un preciso allarme: «Il luogo del riciclaggio delle mafie è il gioco legale». Gioco d’azzardo che, denuncia Baturi, «è l’altra faccia dello sfruttamento». Per questo, accusa Satriano, «lo Stato deve smettere di fare il biscazziere». Da entrambi la denuncia della recente introduzione nella manovra economica di una nuova lotteria. Ma il tema poi si allarga. «La Chiesa - avverte Baturi - fa appello alle persone, anche a banchieri e finanzieri. Il denaro serve per rispondere ai bisogni e per creare sviluppo. Una finanza fine a se stessa la pagano i poveri». «La vita dell’uomo - sottolinea anche Satriano - non può mai essere ridotta a merce, il denaro non può diventare padrone, il povero non può essere lasciato solo».
Per questo è fondamentale il ruolo delle fondazioni antisura, coma ha riconosciuto Antonella Sciarrone Alibrandi, Giudice della Corte Costituzionale, definendo le loro attività un modello esemplare dal punto di vista delle alleanze, sempre più necessarie nel campo della prevenzione. Lo ha confermato Silvio D’Amico, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ricordando come ancora oggi il 2,8% delle famiglie non possiede un conto bancario o postale, una percentuale che sale al 6,2% nel Sud e nelle Isole. «Un indicatore che mostra quanto sia urgente rafforzare gli strumenti di inclusione finanziaria per evitare che le persone più fragili scivolino verso circuiti informali e rischiosi». E anche Gianfranco Torriero, Vice Direttore Generale Vicario dell’ABI, ha ammesso che troppo spesso il credito viene concesso a chi non avrebbe diritto e negato invece a chi ne avrebbe reale necessità. E «un credito dato o negato nel momento sbagliato può cambiare il destino di una famiglia». 

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