Il calcio aggira il decreto Dignità: l'azzardo è il primo sponsor in serie A

La Lazio ha siglato un accordo con Polymarket, piattaforma dove si punta anche sugli attacchi missilistici Prima ancora le intese milionarie di Roma e Inter con i big del betting. L’esempio virtuoso della Cremonese
April 22, 2026
Il calcio aggira il decreto Dignità: l'azzardo è il primo sponsor in serie A
L'azzardo è il primo sponsor della serie A: dalla Roma alla Lazio all'Inter tante le squadre che siglano accordi milionari/ ANSA
Scommettiamo 1 euro che la Lazio vince al Maradona contro il Napoli? Scommessa piazzata e vinta, immediatamente, sulla piattaforma di Polymarket, rinomato “prediction” che non ha la concessione per l’Italia e quindi non sarebbe autorizzato. Ma ci si può scommettere lo stesso, grazie a un sistema di aggiramento chiamato Vpn (Virtual private network) . Scommesse per tutti i gusti su Polymarket, dai risultati delle gare sportive, calcio in primis ovviamente, fino al prossimo attacco missilistico all’Iran, ordito dal Capo di stato americano Donald Trump. E da trumpiano, forse, ma di sicuro da “moralizzatore” di ferro del calcio quale si autoproclama dal 2004, il patron della Lazio, il senatore del centro destra Claudio Lotito, ha scelto come sponsor per le maglie dei biancocelesti questa eminenza grigissima del betting. Il divo Claudio alla fine ha ceduto alla sponsorizzazione, cedendo anche il primato, quasi onorevole nell’era del calcio showbiz, dell’unica società di Serie A ad aver disputato 33 partite del campionato in corso, più le gare di Coppa Italia, senza mostrare nessuno sponsor sulla maglia ufficiale. Pertanto, a Napoli, al debutto della sponsorizzazione del suo club, Lotito ha sentenziato con la proverbiale sicumera: «Polymarket è un partner che interpreta il futuro. Questo accordo rafforza il percorso di sviluppo internazionale della Lazio, aperta e competitiva nei nuovi scenari dello sport globale». Accordo da 22 milioni di dollari, fino al 2029.
Più o meno quello che entrerà nelle casse dei cugini della Roma da Eurobet. Live che, sempre fino al 2029, hanno firmato un contratto con i giallorossi da 13 milioni di euro annui, più 8 milioni di bonus. Anche lo scudetto delle sponsorizzazioni da betting se lo aggiudica l’Inter capolista della Serie A: la società de presidente Beppe Marotta ha siglato un quinquennale con Betsson.sport da 27 milioni a stagione. «Trattasi di “siti di informazione” sulle scommesse», si difendono i legali delle società della Serie A che non utilizzano il betting main sponsor, e questo in base al “Decreto Dignità” del 12 luglio 2018 che ne vieta l’esposizione sulla maglia di gioco. Ma quel decreto, visto il sensibile aumento delle scommesse (anche illegali) e delle ludopatie (specie quelle giovanili), dal governo precedente quanto quelle attuale è ritenuto inefficace e quindi in fase di lunga e sofferta revisione.
Il calcio italiano da buona industria del Paese qual è, chiede maggiori garanzie di introiti futuri e non si batte certo con coscienza per una riforma che sia etica e contrasti efficacemente la dipendenza da gioco d’azzardo. Fa eccezione la Cremonese che si è schierata in prima linea. La società del presidente Giovanni Arvedi ha sposato la campagna di sensibilizzazione promossa dall’Ats Val Padana per contrastare il “GAP” – Gioco d’Azzardo Patologico - . Lo spot “Gioca la partita giusta”, vede come testimonial l’ex calciatore grigiorosso e attuale coordinatore delle squadre Primavera e Under 18 della Cremonese Daniel Ciofani e l’impatto tra i giovani tesserati e non, finora è stato molto importante quanto il segnale dato dal club lombardo. Ci vorrebbero altre 20 Cremonese per iniziare un vero rinnovamento del calcio italiano, anche se con il decreto Dignità eravamo arrivati prima della Spagna in cui il divieto di main sponsor per società di scommesse era entrato in vigore dalla stagione 2020-21. Ma a cominciare dal Real Madrid, e almeno altre sei società della Liga, quello del betting risulta essere una delle entrate principali nei bilanci societari dei club iberici. La Ligue1 fedele al tradizionale sciovinismo consente la sponsorizzazione solo se l’agenzia di scommesse è francese, come la Parions, “premium partner” del Paris Saint Germain. La Premier inglese, patria storica di allibratori, è stata la prima a lanciare il trend con una mezza dozzina di club che vengono ampiamente foraggiati dal mercato delle scommesse, ma prima che il governo britannico scendesse in campo per fissare dei paletti finanziari ha subito tolto di mezzo le compagnie di betting che operavano da main sponsor: cancellate a partire dalla stagione 2026-27. Ma il niente betting siamo inglesi, vale solo sulla carta, in Premier i loghi verranno stampati sulla manica della casacca del calciatore o lampeggeranno sui led a bordo campo. Siamo alle solite, fatta la legge trovato l’inganno, perciò togliere di mezzo il betting nel calcio è la vera scommessa. Al momento assolutamente persa.
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