Per gli atti sacrileghi a Frosinone è stata denunciata una donna

La 50enne, disoccupata come il marito, oltre che per danneggiamento, è indagata anche per furto. Il vescovo Marcianò: chiedo a tutti responsabilità ed equilibrio
April 21, 2026
Per gli atti sacrileghi a Frosinone è stata denunciata una donna
Una delle statue decapitate, con i carabinieri sul posto
Svolta nelle indagini sui ripetuti atti sacrileghi compiuti nelle ultime tre settimane a Frosinone e dintorni in alcune chiese ed edicole sacre. Carabinieri e polizia, in un’operazione congiunta coordinata dalla Procura del capoluogo ciociaro, hanno denunciato una 59enne di Frosinone, indagata per furto e danneggiamento. Alla donna, disoccupata così come il marito, vengono contestati per ora quattro degli episodi più gravi, ovvero: il danneggiamento della statua di San Pio, con la testa staccata dal busto, nella chiesa di San Benedetto, a Frosinone; un episodio simile contro una statua della Madonna di Lourdes, a Frosinone scalo; il danneggiamento di suppellettili e il furto dell’impianto di amplificazione nel santuario della Madonna della Neve; il furto di un crocifisso, della corona e dei monili che cingevano la statua della Madonna nella chiesa di Santo Stefano, ad Alatri. La casa della donna è stata perquisita e sono stati sequestrati capi di abbigliamento che corrisponderebbero a quelli usati dalla figura femminile che compare in alcuni dei video, sia delle chiese che di privati, esaminati dagli investigatori per le indagini.
L’inchiesta però prosegue, anche perché c’è da far luce su altri episodi simili, che però potrebbero essere il frutto di casi di singole emulazioni, dopo il clamore mediatico scaturito dalla vicenda. Sulla svolta nelle indagini è intervenuto monsignor Santo Marcianò, vescovo di Frosinone e Anagni-Alatri che, dopo aver ringraziato inquirenti e investigatori, sottolinea come «questi atti vandalici hanno ferito profondamente il cuore dei nostri fedeli, che chiedono di poter vivere ed esprimere liberamente la propria fede; sapere che lo Stato vigila con fermezza sulla libertà di culto e sulla tutela dei simboli sacri, è motivo di grande conforto. Allo stesso tempo, non possiamo ignorare il turbamento e lo smarrimento che tali vicende hanno suscitato nelle comunità. La sofferenza provocata è reale, ma essa si accompagna alla consapevolezza della fragilità umana che, in questo caso, chiede anche uno sguardo di comprensione e di carità. Proprio per questo, mentre si riafferma con chiarezza il rispetto dovuto ai luoghi e ai simboli sacri, invito tutti a non cedere a giudizi sommari, ma a custodire uno spirito di responsabilità e di equilibrio - rimarca Marcianò, stigmatizzando determinate reazioni, soprattutto sui social -. Rinnovando la mia stima e la mia preghiera per tutti coloro che operano quotidianamente per la sicurezza e la legalità, confido che questo percorso di giustizia possa contribuire a riportare serenità, rispetto e fiducia nelle nostre comunità».

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