Atti sacrileghi contro chiese e simboli religiosi: la Ciociaria è un caso
di Igor Traboni
I casi ripetuti di atti vandalici nelle chiese e contro edicole votive sono avvenuti da Frosinone ad Anagni. L'arcivescovo Marcianò: «Profondo turbamento, siamo chiamati alla custodia della nostra fede»

Chiese e simboli religiosi di Frosinone e altri centri della provincia sono stati fatti oggetto in questi giorni di ripetuti atti vandalici e sacrileghi, i più gravi dei quali si sono verificati proprio nel capoluogo ciociaro, mercoledì scorso: prima nella chiesa di San Benedetto, a pochi metri dalla Cattedrale di Santa Maria, dove ad una statua in gesso di padre Pio la testa è stata troncata di netto e gettata in terra; pochi giorni dopo, presso una cona dedicata alla Madonna di Lourdes nella zona della stazione ferroviaria, è stata presa di mira la statua della Vergine, anche in questo caso con la testa decapitata. In questi giorni, due nuovi, gravi gesti, in altrettante edicole sacre in campagna: a Ceccano, dove è stata colpita un’altra statua della Madonna di Lourdes, sempre con la testa mozzata, e a Pofi, dove è stata seriamente danneggiata una statua della Madonna del Carmine. Altri episodi simili si erano verificati due settimane fa ad Anagni, nella chiesa di San Giovanni De Duce, in pieno centro, dove è stata distrutta una statua di San Giuseppe; quindi ad Alatri, nella chiesa di Santo Stefano – anche qui con sprezzo del pericolo, perché il raid è stato compiuto sempre in pieno giorno e in centro – ai danni della statua della Madonna di Fatima, in questo caso (unico associabile a un furto) spogliata anche dei preziosi che la cingevano.
Mentre sono in corso le indagini dei carabinieri, che in particolare sulla vicenda di Anagni stanno analizzando dei video che ritraggono una donna allontanarsi in tutta fretta, l’arcivescovo Santo Marcianò, presule in persona episcopi delle diocesi di Frosinone e Anagni-Alatri, ha indirizzato una lettera ai sacerdoti e ai fedeli «in un momento di particolare prova per le nostre diocesi – scrive il vescovo – accomunate dal dolore per i recenti atti di profanazione, vedere i nostri luoghi sacri violati e le immagini della nostra devozione infrante provoca in tutti noi un profondo turbamento. In questo tempo di attesa, mentre le forze dell’ordine, a cui va il nostro ringraziamento per l’impegno profuso, svolgono le indagini per fare luce su quanto accaduto, desidero rivolgervi un accorato appello alla prudenza e alla vigilanza. Senza cedere a facili allarmismi o a giudizi affrettati su responsabilità che non spetta a noi accertare, vi esorto a elevare la soglia di attenzione nella custodia quotidiana degli edifici sacri; curare con amorevole premura i tabernacoli e gli arredi, affinché la nostra presenza sia il primo baluardo contro l’incuria o l’offesa; collaborare attivamente, segnalando con discrezione ogni situazione insolita alle autorità competenti».
Monsignor Marcianò ricorda altresì che «la distruzione di una statua o il disordine in una chiesa, per quanto dolorosi, ci ricordano che la nostra missione va oltre le mura di pietra. Siamo chiamati, oggi più che mai, alla custodia della nostra Fede. Se le mani possono scalfire il gesso o il legno, non devono poter intaccare la solidità della nostra speranza. Questi episodi siano per noi un richiamo a: rinsaldare la preghiera comune, riparando con l’Adorazione le offese subite; testimoniare la mitezza, evitando sentimenti di rabbia e restando saldi nel Vangelo; riscoprirci “pietre vive”, ricordando che il tempio più prezioso da proteggere è quello del nostro cuore e della nostra comunione fraterna». Si susseguono anche gli atti di riparazione nelle varie comunità prese di mira e martedì 21, in particolare, i fedeli si riuniranno presso la cona della Madonna di Lourdes, convocati da don Pietro Jura, parroco a Frosinone scalo.
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