L'ora della sostenibilità: il Festival Asvis accende il dibattito

Da Milano a Roma, maggio sarà un mese di incontri su clima, innovazione e diritti. L’urgenza è trasformare l’attenzione diffusa in politiche efficaci prima della scadenza del 2030
April 21, 2026
L'ora della sostenibilità: il Festival Asvis accende il dibattito
Quattro anni alla scadenza dell'Agenda 2030, meno del 20% dei suoi obiettivi raggiungibili con le traiettorie attuali, e un'Italia che su sei Goal su diciassette è peggiorata rispetto a quindici anni fa. È in questo scenario che si apre la decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, la manifestazione promossa dall'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis), in programma per tutto il mese di maggio con centinaia di eventi in Italia e nel mondo. Il paradosso è tutto nei numeri di una ricerca Ipsos Doxa commissionata dall'Asvis su un campione di 1.200 italiani: il 73% degli intervistati ha sentito parlare dell'Agenda 2030, trentuno punti percentuali in più rispetto al 2022, e il 90% la considera un obiettivo importante. Il 71% si dice disposto a rivedere il proprio stile di vita in nome della sostenibilità. Eppure, la distanza tra consapevolezza e risultati concreti non è mai stata così evidente. "Le scelte di oggi condizioneranno profondamente il presente di tutti noi e il futuro delle giovani generazioni", sottolinea Enrico Giovannini, direttore scientifico dell'Asvis, citando come esempio emblematico il ritardo nello sviluppo delle energie rinnovabili, le cui conseguenze ricadono, inevitabilmente, sulle fasce più vulnerabili della popolazione.
Il Festival si inaugura il 6 maggio a Milano, alla Borsa Italiana, con un focus su "Investimenti e politiche sostenibili in un mondo instabile" e la presentazione del Rapporto di Primavera Asvis 2026, elaborato in collaborazione con il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc): un documento che traccerà scenari per l'Italia fino al 2030 e al 2050, con un messaggio già anticipato dai presidenti Marcella Mallen e Pierluigi Stefanini: "Il Festival 2026 rinnova il proprio impegno a mettere al servizio del Paese competenze, analisi e proposte, affinché la sostenibilità diventi sempre più il criterio guida delle scelte pubbliche e private". Il programma si sposta poi a Bruxelles l'8 maggio, con una riflessione sul ruolo dell'Unione Europea come attore globale della sostenibilità, in collaborazione con il Comitato Economico e Sociale Europeo (Cese). L'11 maggio tocca a Bologna, con un evento dedicato alla parità di genere a ottant'anni dal primo voto femminile in Italia, seguito da due appuntamenti sull'intelligenza artificiale: opportunità, rischi, sfide per un utilizzo orientato alla sostenibilità.
Il 13 maggio Parma ospita "Futuro in corso, giovani idee per l'Italia", con la prima "Piazza sul futuro": una giornata di confronto per produrre proposte concrete su lavoro, clima, casa e occupazione, pensata in vista dell'Assemblea Nazionale sul Futuro del 2027, quando Parma sarà capitale europea dei giovani. A Torino, il 14 e il 15 maggio, il Festival entra al Salone Internazionale del Libro con quattro appuntamenti che mescolano comunicazione, innovazione e visioni di lungo periodo, tra cui un "processo all'intelligenza artificiale" e la presentazione della "Guida ai Comuni sostenibili".
Il 18 maggio il Festival approda al Politecnico di Bari per un focus su innovazione tecnologica e sociale. Qui sarà presentato "Best - Buone Esperienze per la Sostenibilità dei Territori", un database interattivo con oltre trecento pratiche virtuose da tutta Italia, consultabile per area geografica e per obiettivo di sviluppo sostenibile. Due giorni dopo, il 20 maggio, l'Acquario di Genova accoglie una riflessione sulla biodiversità nel Mediterraneo e sulle soluzioni basate sulla natura, con un messaggio che è anche economico: ripristinare gli ecosistemi conviene a salute, turismo e lavoro. La chiusura istituzionale è fissata per il 22 maggio nella Sala della Lupa della Camera dei Deputati, dove i risultati del Festival e le proposte emerse lungo il mese verranno restituiti alle istituzioni. Ma il calendario non si ferma: il 25 maggio, a Roma, un concerto celebra l'Africa Day in collaborazione con Rai Radio e Amref, e il 27 maggio un evento dedicato alla cultura come leva dello sviluppo sostenibile precede la premiazione del concorso scolastico "Facciamo 17 Goal".
Tra le novità di quest'anno spicca la collaborazione con la Rai, che si declina in due podcast: "Note di sostenibilità: saremo il futuro", già nella shortlist del Prix Italia 2025, che coinvolge bambini e artisti in un dialogo intergenerazionale, e "Teranga: il suono dello sviluppo", realizzato con Amref, in cui il racconto della sostenibilità passa attraverso voci e suoni raccolti in Senegal, con la partecipazione del comico Giobbe Covatta. Entrambi saranno disponibili su RaiPlay Sound.
Torna anche "Voci sul futuro", la serie di incontri prodotta con l'Ansa e il contributo di Cva, con sette puntate che vedranno Giovannini dialogare con ospiti d'eccezione: dal futuro dell'arte con Emanuela Bruni, all'euro digitale con Piero Cipollone, dall'intelligenza artificiale con padre Benanti alla robotica con Stefano Scarpetta, fino ai ghiacciai con Michele Freppaz e all'energia sostenibile con Giuseppe Argirò. A fare da filo conduttore dell'intera manifestazione è la campagna istituzionale "Diamo luce alla sostenibilità", diffusa negli spazi del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio: un invito collettivo a non disperdere il capitale di consapevolezza accumulato in questi anni, trasformandolo in scelte concrete. Con oltre 600 iniziative già in calendario e la finestra di iscrizione aperta fino al 30 aprile, il Festival si conferma la più grande piattaforma civica italiana su questi temi. L'urgenza, però, è reale: il tempo stringe, e la distanza tra gli impegni presi e i risultati conseguiti è ancora troppo ampia per consentirsi il lusso della retorica.

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