Giovane accoltellato in pieno centro da un sedicenne: cos'è successo a Prato

di Giacomo Cocchi, Prato
La vittima è stata colpita attorno alle 1.15 in piazza Mercatale e ora si trova in condizioni gravissime al Careggi di Firenze. Arrestato anche il presunto complice
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May 12, 2026
Giovane accoltellato in pieno centro da un sedicenne: cos'è successo a Prato
Piazza Mercatale, nel centro di Prato, dove un 23enne, italiano, è stato accoltellato e ridotto in gravissime condizioni / ANSA
A un mese dall’omicidio del 47enne Giacomo Bongiorni, aggredito da alcuni ragazzi lo scorso 12 aprile a Massa, un’altra violenza ha insanguinato il centro cittadino di un capoluogo toscano. Un giovane di 23 anni, ora ricoverato in gravissime condizioni al Careggi di Firenze, è stato accoltellato al torace in pieno centro a Prato intorno alle 1.15 della notte tra lunedì e martedì. Il responsabile sarebbe, ancora una volta, giovanissimo: le forze dell’ordine hanno arrestato in flagranza di reato un sedicenne, ritenuto l’autore del delitto dalla Procura di Prato e dalla Procura per i minorenni di Firenze. Insieme al minore, è stato arrestato anche un ventiseienne honduregno, che secondo gli inquirenti avrebbe simulato di avere una pistola durante un tentativo di rapina ai danni della vittima.
Tutto è successo nell’arco di pochi minuti in uno dei luoghi simbolo del ritrovo giovanile in città, piazza Mercatale, in pieno centro storico. Era da poco passata l’una quando il ventitreenne è uscito dal ristorante Casa Targi nel quale lavora come cameriere assieme a una collega di 34 anni e a un amico ventinovenne. I tre sono stati avvicinati da due persone, un ventiseienne honduregno e un sedicenne italiano, che con l’intenzione di rapinarli hanno intimato di consegnare il denaro che avevano. La minaccia è stata compiuta con un coltellino e simulando il possesso di una pistola. Dalle telecamere di sorveglianza visionate dalla Procura, non è chiaro se i due volessero anche molestare la ragazza. Certa è la reazione dei tre aggrediti e la successiva colluttazione, durante la quale il minorenne ha inferto una coltellata al torace del ventitreenne. Sul posto sono interventi i sanitari del 118 che hanno rianimato il giovane, andato in arresto cardiaco e trasportato d’urgenza all’ospedale Careggi di Firenze. La prognosi è riservata e il giovane non sarebbe ancora fuori pericolo di vita.
Come detto, la scena è stata ripresa dalle telecamere installate nella piazza e i due aggressori – ha fatto sapere il procuratore Luca Tescaroli in una nota – sono stati arrestati in flagranza di reato e condotti in carcere e al centro per minori. Tescaroli ha evidenziato come la tempestività dell'intervento delle forze dell'ordine e l'uso delle telecamere di sorveglianza abbiano consentito di individuare e fermare rapidamente i responsabili. La Procura di Prato e quella per minorenni procedono ora per i reati di tentato omicidio, tentata rapina e resistenza a pubblico ufficiale. A seguito dell’episodio, che ha provocato grosso sconcerto in città, il prefetto Michele La Iacona ha convocato in via straordinaria il comitato per l’ordine e la sicurezza.
Il grave fatto di sangue è avvenuto in una città commissariata da un anno mezzo per le dimissioni della sindaca del Partito democratico Ilaria Bugetti e ha inevitabilmente acceso le polveri della campagna elettorale che sta animando Prato in vista delle comunali del 24 e 25 maggio. Il centrodestra denuncia la «sottovalutazione dell’illegalità diffusa, senza soluzioni» e chiede di dotare la polizia locale di taser. Il Partito democratico locale parla di «sciacallaggio politico» e rimanda al ministero dell’Interno la responsabilità nella gestione della sicurezza.
Proprio il giorno precedente al fatto il commissario straordinario Claudio Sammartino aveva annunciato la creazione di un osservatorio sulla povertà educativa e l’abbandono scolastico, una iniziativa nata dopo la diffusione di dati allarmanti per la tenuta sociale di Prato. Secondo una recente indagine Istat, la città toscana è maglia nera in Italia nella dispersione scolastica, con cinquecento giovanissimi che ogni anno lasciano lo studio senza conseguire il diploma. Non solo: sono stati tracciati trecento minorenni residenti mai iscritti a scuola, il 59% sono in età dell’obbligo e la maggior parte sono di nazionalità cinese.
Sull’aggressione è intervenuto anche il vescovo di Prato Giovanni Nerbini, che torna a raccomandare l’importanza del «sistema preventivo». «Questo grave episodio che coinvolge un minorenne ci spaventa e ci inquieta – ha osservato – e segnala ancora una volta il fallimento di molti approcci educativi. Mi pare che il mondo degli adulti sappia guardare alle conseguenze ma non alle cause di questi disagi». Monsignor Nerbini invita la comunità pratese a «un cambio di passo»: «Solo stando con i ragazzi, “sprecando” il tempo con loro potremo prenderci cura dei loro bisogni e dare risposte alle loro domande».

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