Foggia rivuole la sua biblioteca, chiusa da 900 giorni: «Rischiamo il vuoto culturale»
di Antonella D'Avola, Foggia
Lo stop prolungato de «La Magna Capitana» priva studenti e famiglie di uno dei pochi spazi pubblici condivisi in una città già fragile dal punto di vista sociale. Domani il tavolo in Regione, che promette un cronoprogramma. Il pressing della gente per la riapertura

Quando in un territorio vengono meno i presìdi culturali, il problema non è mai solo logistico o amministrativo: riguarda il vuoto che si crea, e ciò che quel vuoto finisce per attrarre. È una questione che attraversa molte aree del Paese, ma che in una città difficile come Foggia – segnata da fragilità sociali e dalla presenza della criminalità, che nelle ultime settimane è tornata a sparare per le strade – diventa decisiva. Ed è proprio a Foggia che la Biblioteca provinciale “La Magna Capitana”, uno spazio frequentato prima della chiusura da famiglie, studenti e anziani, è chiusa da tre anni: più di 900 giorni senza uno dei principali luoghi pubblici di studio, incontro e socialità.
Tutto comincia nel 2023 con la comunicazione di lavori necessari alla messa in sicurezza degli impianti, disposta dalla Giunta Regionale. La biblioteca viene temporaneamente chiusa, mentre i dipendenti vengono trasferiti provvisoriamente presso il Museo di Storia Naturale, dove operano in spazi ridotti e con notevoli difficoltà logistiche. Ma col passare dei mesi le date si accavallano, i passaggi amministrativi si moltiplicano e la sospensione – scandita da annunci, promesse e rinvii – si prolunga a tempo indeterminato. In questo contesto si colloca la nascita del Comitato per la riapertura della Biblioteca, avvenuta nel marzo 2025, come strumento di cui associazioni e cittadini e cittadine hanno scelto di dotarsi per dare continuità e forza alla vertenza sulla riapertura, avviata dalla petizione lanciata dal movimento Comunità Politica per Foggia.

Il 30 settembre 2025, finalmente, una determina di Asset Puglia – l’Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio – fissa in 180 giorni la durata dei lavori. Il 2 febbraio 2026 (ben cinque mesi dopo) viene firmato il verbale di consegna del cantiere. Eppure, a distanza di giorni, ecco un nuovo intoppo: quel cantiere non è ancora visibile, nessun avvio concreto, nessun cartello. È su questo scarto tra atti e realtà che il Comitato torna a farsi sentire, con una lettera aperta indirizzata alla Regione Puglia e alla nuova assessora alle Politiche culturali, Silvia Miglietta, oltre agli altri enti coinvolti. La richiesta è semplice: chiarezza. Servono date, fasi, responsabilità definite. Serve capire «se e come sarà possibile una riapertura graduale», quali spazi potranno tornare accessibili per primi e con quali servizi. Perché riaprire, avverte Mario Nobile che del Comitato è il referente, non può significare limitarsi a restituire delle stanze: una biblioteca vive solo se funzionano pienamente i suoi servizi, se è davvero fruibile. Da qui anche la proposta di un Tavolo permanente di confronto e monitoraggio, «uno strumento di controllo pubblico sullo stato dei lavori, sulla sicurezza e sulla qualità degli interventi», oltre che sulle scelte organizzative. Dopo petizioni, presìdi, manifestazioni, conferenze stampa e incontri istituzionali è tempo di «un cambio di passo netto, basato su ascolto e responsabilità» conclude Nobile. E a proposito di ascolto e dibattito pubblico, colpisce e delude il silenzio del Comune di Foggia, che dall’inizio della vicenda si è trincerato dietro la formale competenza regionale, senza svolgere mai un ruolo di pressione istituzionale.
Dalla Regione, per fortuna, arriva una prima risposta. «La riapertura in sicurezza della Biblioteca “La Magna Capitana” è una priorità assoluta» assicura l’assessora Miglietta, spiegando di aver affrontato la questione fin dai primi giorni di mandato e di aver incontrato informalmente il Comitato, oltre ad aver effettuato un sopralluogo nella struttura. Una visita che le ha permesso di constatare il valore di una biblioteca «grande, bellissima e vissuta», molto frequentata prima della chiusura. Dopo la consegna formale del cantiere, la Regione chiede quindi agli uffici tecnici un cronoprogramma dettagliato dei lavori, che sarà condiviso nell’incontro con il Comitato previsto per domani. Miglietta richiama anche l’esperienza maturata a Lecce, dove durante il mandato comunale sono state aperte biblioteche di comunità: esempi, sottolinea, di quanto forte sia il bisogno – spesso silenzioso – di spazi culturali capaci di parlare a tutte le età. La riapertura, precisa, dovrà avvenire però garantendo la massima sicurezza «perché un luogo pubblico così frequentato deve essere prima di tutto un luogo sicuro». Ciò che sta a cuore anche alla città, insieme al recupero di un presidio civile e di uno spazio di legalità quotidiana senza cui è il futuro di Foggia ad essere sempre più a rischio.
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