Ecco come i giovani parlano di salute mentale ai loro coetanei
Fondazione Msd e Nuova accademia delle Belle Arti insieme in Caremotions, un progetto di produzione di cortometraggi per trasmettere i temi del “prendersi cura”

Un uomo incappucciato che segue Joe in ogni suo movimento compare all’improvviso togliendogli il respiro, soprattutto di notte. Un disagio silenzioso che - una volta levato via il cappuccio si comprende che in realtà è proprio Joe stesso, la sua parte interiore sofferente che il ragazzo ha deciso di non ignorare più. E di farsi aiutare. In The Strangers - uno dei tre cortometraggi realizzato dagli studenti del Naba (Nuova accademia delle Belle Arti) all’interno del progetto CAREmotions di Fondazione Msd con l’accademia romana - la salute mentale diventa “un mostro” che fa meno paura. Ma non c’è solo il disagio mentale a diventare un messaggio che i ragazzi inviano ai loro stessi coetanei. Un altro è proprio il prendersi cura di sé attraverso il cibo. Ne Lo scontrino, infatti, il conto a fine cena in un bistrot diventa una sorta di radiografia dei problemi alla salute che il cibo spazzatura può comportare. Analizza invece la dipendenza da stimoli eccessivi da videogiochi il terzo corto, Dope Game, dove Chris è intrappolato in una vita di uso compulsivo dei giochi e dei social. Quando, esausto, un giorno decide di chiedere aiuto la sua camera si riempie di luce e dalla finestra riesce a vedere per la prima volta il mondo che lo circonda.

«Se vogliamo raggiungere la mente e il cuore dei giovani occorre innovare nella comunicazione - premette la presidente della Fondazione Msd Marina Panfilo - soprattutto quando si tratta di trasmettere temi come la salute mentale, i corretti stili di vita e la prevenzione. Nessuno è più innovativo dei giovani, soprattutto quando si tratta di parlare ad altri giovani. E il video è uno strumento potente per renderli ambasciatori della prevenzione e protagonisti del proprio futuro in salute».
Un argomento che sembra interessargli sempre di più. Anche se i giovani si informano in maniera veloce, frammentata e prevalentemente digitale. Dunque video brevi e semplici con contenuti reali. A confermarlo anche un'indagine condotta da Fondazione Msd su un campione di oltre 2mila studenti del Naba, di età compresa tra i 19 e i 25 anni, per analizzare abitudini, canali e formati informativi delle nuove generazioni. Otto giovani su 10, infatti, dichiarano di informarsi su temi di salute almeno una volta a settimana, mentre oltre il 70% cerca attivamente informazioni legate alla prevenzione e al benessere. Tuttavia, l'attenzione dedicata all'aggiornamento privilegia informazioni rapide - meno di mezz’ora e facilmente fruibili. Insomma a portata di smartphone. I motori di ricerca, in particolare Google, rappresentano il principale punto di accesso alle informazioni, seguiti dai social media. Instagram, TikTok e YouTube concentrano complessivamente oltre il 50% delle occasioni di contatto con contenuti informativi, confermando il ruolo centrale dei social a forte componente visiva.

Da qui la scelta del Naba - in particolare del Triennio di Cinema ed Animazione - di aderire al progetto che ha permesso ai ragazzi - spiega Fabio Capalbo, course leader del Triennio - di confrontasi con tematiche molto importati come quello della salute mentale che loro conoscono bene. La forza del messaggio è stata amplificata dal linguaggio pear to pear e dalla messa in scena creativa. Inoltre, in questo modo, i ragazzi hanno potuto affinare le loro competenze tecniche».

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