Con l'attentato di Trappes, la Francia ha scoperto i rischi del terrorismo islamofobo

Il Paese è sotto choc dopo il fatto di sangue avvenuto nella periferia parigina, dove un uomo ha sparato all'impazzata prendendo di mira in particolare migranti di origine nordafricana e musulmana: una persona è stata uccisa, cinque i feriti, tra cui una bambina. Il presidente Macron in visita alla comunità: colpa di un'ideologia razzista. Anche Le Pen condanna: atto barbaro
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October 24, 2026
Con l'attentato di Trappes, la Francia ha scoperto i rischi del terrorismo islamofobo
Il presidente Emmanuel Macron con il sindaco di Trappes, Ali Rabeh, e alcuni membri della comunità locale / Reuters
Voleva fare una carneficina, uccidere quante più persone, con un movente che appare ormai chiaramente razzista e islamofobo. La Francia, già in alta tensione per le violente proteste in tutto il Paese, è ora sotto choc per un gravissimo fatto di sangue che ha avuto luogo nella banlieue parigina, ad alta presenza di migranti per lo più di origine nordafricana e musulmana. Il bilancio è di un morto, un giovane di 26 anni, e cinque feriti tra cui una bambina di 12 anni.
Sono circa le dieci e mezzo del mattino quando Kevin T., 39 anni, con i capelli castani cortissimi, vestito con un maglione blu e jeans, mette in atto il suo folle piano terroristico. A bordo della sua Renault Clio grigia comincia a sparare all’impazzata con un fucile mitragliatore della seconda guerra mondiale, in vari punti della cittadina di Trappes, trenta chilometri a ovest del centro della capitale. I suoi spari si sentono nei pressi dell’ufficio postale, di una stazione di servizio Esso, davanti a una casa di cura.
È a Trappes che rimane ucciso il giovane ventiseienne, di origine africana. Poi Kevin T. si sposta di cinque chilometri, a La Verrière, e spara di nuovo, questa volta nei pressi di una farmacia e della stazione ferroviaria. È in questa località che rimane ferita la dodicenne, colpita da otto pallottole, ricoverata in ospedale in gravissime condizioni, anche se in serata apparivano stabilizzate. In totale, oltre alla bambina sul terreno rimangono altri quattro feriti, due sono addetti alle pulizie stando al sindaco di La Verrière Nicolas Dainville, di fattezze magrebine. Stavano pulendo una scuola quando Kevin T. è sceso dall’auto per sparare contro di loro. Tutti sono stati ricoverati con varie ferite da pallottole, due (oltre la dodicenne) sono molto gravi.
«L’attentatore – dichiara il sindaco di Trappes Ali Rabeh a Bfm Tv – sparava manifestamente a caso e puntava a fare una strage», che avrebbe potuto, dice, avere un bilancio «ancora più pesante». Tutto, riferisce il ministro dell’Interno Laurent Nuñez, precipitatosi sul posto, «è durato un quarto d’ora»: l’uomo viene bloccato dalla polizia lungo la statale 10 nei pressi di Coignières, una località adiacente ai luoghi dell’attacco. Gli agenti trovano con l’attentatore, pregiudicato, cocaina, bombe a mano e bombe e lacrimogeni, a casa addirittura una trappola esplosiva fatta con bombole di gas. «L’individuo – dichiara poi il premier Sébastien Lecornu, che parla di «fatti gravissimi» – è stato arrestato e si trova in stato di fermo. Tutti i mezzi delle forze di sicurezza e dell’autorità giudiziaria sono pienamente mobilitate». Secondo indiscrezioni, nel pomeriggio è stato arrestato anche un familiare dell’uomo. Titolare delle indagini è la procura nazionale antiterrorismo (Pnat).
La procura parla di inchiesta su «omicidio in relazione a un piano terroristico, con la circostanza che i fatti sono stati commessi in ragione dell’appartenenza, vera o presunta, a una razza, un’etnia, una nazione o una religione determinata». «Si tratta di un atto di terrorismo commesso sulla base di un’ideologia razzista» ha tuonato in serata il presidente Emmanuel Macron, che si è recato a Trappes per incontrare i cittadini, i sindaci e forze dell’ordine, «è il primo in Francia», dice. «Le persone – sottolinea ancora – sono state prese di mira per il colore della loro pelle o della religione presunta». Adesso, ha avvertito, «dobbiamo fare una cosa sola, restare uniti, ricordare chi siamo. Siamo tutti traumatizzati, la Francia intera è traumatizzata», adesso siamo di fronte a un momento cruciale nella nostra Repubblica», tutto questo «non ha posto in Francia. Non dobbiamo cedere a idee che prendono piede nella repubblica, e che giustificano questo genere di comportamenti. La repubblica è indivisibile».
Anche per il sindaco di Trappes Ali Rabeh (figlio di immigrati marocchini), ci sono pochi dubbi. «Si tratta – afferma – probabilmente di uno dei primi tentativi di omicidio di massa a connotazione islamofoba e razzista». Non senza una stilettata implicitamente rivolta soprattutto al Rassemblement National di Marine Le Pen, in corsa per le presidenziali del 2027, puntando il dito contro «i discorsi che consistono a dire che tutti i mali della nostra società sono responsabilità degli arabo-musulmani». Discorsi, avverte il sindaco, «che fanno dei morti». Con l’appello a tutti alla «concordia repubblicana» e per una de-escalation.
Nel pomeriggio arriva un comunicato del Consiglio francese del culto musulmano. «Se il carattere razzista e islamofobo sarà confermato – si legge – ciò costruirebbe un’illustrazione tragica dei pericolo che rappresentano le ideologie di odio e i discorso che cercano di opporre i cittadini gli uni contro gli altri».
In effetti quanto avvenuto assume subito anche un connotato politico in piena campagna elettorale. La stessa Le Pen, in testa nei sondaggi per la presidenza, ha voluto commentare l’attentato, parlando di «un atto barbaro, le cui motivazioni dovranno essere accertate e i responsabili severamente puniti».
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