Un piano di ampliamento delle carceri minorili: in arrivo 120 posti in più

Il dipartimento della Giustizia ha deciso di intervenire in sette istituti di pena. Attualmente i posti disponibili sono 686 e non c'è il problema del sovraffollamento
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October 24, 2026
Un piano di ampliamento delle carceri minorili: in arrivo 120 posti in più
Alcuni detenuti si affacciano alle grate delle celle, visibili dall'esterno, nel carcere minorile Beccaria a Milano/ ANSA
Il piano c’è e ha numeri rilevanti. Nelle carceri minorili italiane sono già in corso o sono stati programmati interventi per ricavare 120 posti in più, un incremento equivalente al 17,5% della capienza odierna. Le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che giovedì ha parlato di un «sistema carcerario minorile in sofferenza» e della previsione di «ampliarne la capienza», anche a fronte degli «arresti massicci» recenti, trovano riscontro in un documento d’inizio mese dedicato a tracciare in maniera puntuale la mappa degli Ipm, gli istituti penali per minorenni. Lo scorso 9 ottobre il Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità ha inviato una nota ai sindacati di polizia penitenziaria per informarli del decreto che aggiorna le vecchie “piante” datate 2013, e che al contempo delinea le prospettive future.
Il testo muove dall’«opportunità di definire periodicamente la capienza» con «criterio oggettivo», attraverso un «contemperamento tra la necessità di provvedere alla custodia in carcere dei minori secondo le indicazioni dell’autorità giudiziaria e le situazioni ambientali dei singoli istituti, sulle quali hanno comunque inciso anche le sopravvenute operatività di nuovi istituti», come quelli di Lecce, L’Aquila e Rovigo da poco attivati.
A oggi la capienza regolamentare dei 19 Ipm italiani è fissata in 686 posti, di cui 643 maschili e 43 femminili. Ma all’orizzonte ce ne saranno 120 in più, tutti per le sezioni dedicate ai ragazzi, in sette sedi tra Torino (+21), Firenze (+12), Roma (+18), Quartucciu (+23, di cui 11 a “custodia attenuata”), Nisida (+18, ma si valuterà anche l’eventuale riapertura della sezione femminile), Airola (+14) e Lecce (+14).
Sulla carta, nessun legame diretto con i disordini del 17-18 ottobre e la stretta varata immediatamente dopo dal governo: la comunicazione del ministero è antecedente e rimanda a radici più lontane, perché le opere sono state autorizzate tempo addietro, seppur in un solco comune alle scelte legislative (il decreto Caivano, ad esempio) e di edilizia penitenziaria (l’apertura di nuovi minorili era stata illustrata nel 2024).
Al momento gli Ipm non apparirebbero sovraffollati: erano 557 i detenuti accolti al 30 settembre, stando all’ultimo report ministeriale, e dunque con una saturazione dell’81%. Le criticità s’innescano invece ciclicamente in alcuni istituti, dove i posti non bastano, tanto che Antigone segnala «un problema strutturale» di sovraffollamento «anche nel sistema minorile», con impatto «su condizioni di vita, attività educative e possibilità di costruire percorsi individualizzati». Incrociando infatti i documenti, in diverse strutture – peraltro oggetto di future espansioni – il tetto ufficiale verrebbe sforato: a fine settembre era il caso di Torino (48 presenti sui 46 posti previsti), Firenze (22 su 17) e Quartucciu (12 su 11), mentre Lecce era al limite (12 su 12).
L’impostazione securitaria avanzata da Nordio raccoglie l’opposizione di molte realtà della società civile. «Il disagio sociale crescente non si previene né si affronta con un approccio solo repressivo – interviene Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore –. La numerosità dei provvedimenti adottati dal governo, che insistono sul tema della sicurezza senza però tradursi in risultati tangibili, ne è già la prova». Il Coordinamento nazionale delle comunità accoglienti (Cnca) esprime «sgomento e preoccupazione», mentre per l’Alleanza per l’articolo 27 – che riunisce oltre 200 organizzazioni – «l’aumento dei posti va nella direzione opposta rispetto alla storia e alla ragionevolezza del sistema minorile italiano».
Quando si completerà la programmazione abbozzata, gli Ipm dovrebbero raggiungere un totale di 806 posti disponibili. Un’ampiezza teorica ben distante dallo scenario del presente, ma che potrebbe rispondere a un maggior impiego del carcere per i giovanissimi: se è vero che il trend dei reclusi è tornato a salire, passando dai 381 di fine 2022 agli attuali 557, mai in tempi recenti si è però reso necessario un “fabbisogno” così ampio di celle. Secondo la serie storica del ministero della Giustizia sugli ultimi trent’anni, le presenze medie giornaliere – di fatto, i reclusi stabilmente inseriti – sono oscillate tra un minimo di 320 nel biennio pandemico 2020-2021 e un picco di 588 proprio nel 2025.

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