«Compra ora e paga dopo»: il fenomeno che coinvolge il 30% delle famiglie italiane
Ricerca di Banca d’Italia: gli acquisti a pagamento differito hanno toccato i 9,9 miliardi nel 2025. L’ultima frontiera è la spesa al supermarket. Ma c’è il rischio di sovraindebitarsi. In arrivo regole Ue

Compra oggi, paga domani. Il mantra contagia gli italiani, sempre più attratti dalla tentazione di rate e dintorni. Anche Airbnb si adegua, proponendo prenotazioni a saldo ritardato: da un paio di mesi è possibile riservare l’alloggio senza dover sborsare un centesimo fino al termine del periodo di cancellazione, sull’esempio di quanto praticato largamente da Booking. Un incentivo che può rivelarsi decisivo soprattutto per gli indecisi, che prima si fermavano sul più bello, quando si vedevano chiedere la caparra.
Ma se la vacanza è pur sempre un momento di eccezione, il “paga dopo” conquista ormai anche le abitudini più ordinarie e quotidiane. Alcune catene di supermercati offrono l’opportunità di rimandare persino il conto della spesa. Esselunga propone la possibilità di dividere in tre tranche (senza costi) la cifra sullo scontrino, Conad suggerisce di pagare tramite una fidelity card “premium” agganciata alla carta di credito, con tanto di promozioni supplementari annesse.
Una tendenza consolidata e certificata da Bankitalia, che ieri ha messo a fuoco con un apposito dossier il fenomeno del “Buy Now Pay Later” (Bnpl). Una comodità, senza dubbio, che però nasconde anche qualche insidia. Nel nostro Paese l’uso dello strumento è «notevolmente aumentato», rileva l’istituto di via Nazionale: dal 4 per cento dei nuclei familiari nel 2022 si è passati al 30 per cento nel 2025, anche se circa due terzi lo usa solo occasionalmente. Ma, «in linea con quanto si osserva in altri paesi , questa forma di finanziamento sta progressivamente coinvolgendo fasce di popolazione finanziariamente più fragili, con un reddito medio-basso, scarse risorse patrimoniali e già indebitate, soprattutto per scopi di consumo o per consolidare altri debiti; il ricorso è molto diffuso tra chi è in ritardo nel rimborso dei debiti». Insomma, si riempie una buca scavandone un’altra, in un circolo vizioso che può rivelarsi senza ritorno. Per tentare di arginare la situazione, a partire da novembre 2026, la nuova direttiva europea sul credito ai consumatori (Ccd2) disciplinerà la maggior parte delle operazioni di Bnpl, imponendo, tra l’altro, il rispetto di regole di trasparenza più stringenti relative all’informativa precontrattuale e contrattuale e valutazioni più rigorose del merito creditizio. Misure che, sottolinea ancora Basnkitalia, «mirano a ridurre rischi di sovraindebitamento e di difficoltà di rimborso». Insomma, va bene comprare a rate, purché si sappia a cosa si va incontro.
Secondo le stime dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano (2025) , le transazioni effettuate con Bnpl sono cresciute da 1 miliardo di euro nel 2021 a 9,9 miliardi nel 2025. Negli scorsi anni la crescita ha riguardato soprattutto gli acquisti online, che sono diventati preponderanti (oltre tre quarti) sul totale delle transazioni a pagamento ritardato. Le operazioni dilazionate sono tuttavia aumentate anche nei negozi, con un importo medio che supera di poco le 200 euro.
I vantaggi sono facilmente intuibili: niente interessi e accesso al credito rapido e semplificato. Ma il rovescio della medaglia è in agguato: questi procedimenti raccolgono informazioni sulle abitudini di pagamento del consumatore utili agli intermediari anche per l’eventuale erogazione di un altro prestito. In più, scatta un meccanismo psicologico pericoloso: il consumatore, «meno frenato da vincoli di liquidità e spesso neppure consapevole di contrarre un debito, potrebbe indulgere negli acquisti e accumulare un numero elevato di dilazioni di pagamento che risultano poi difficili da ripagare, determinando quindi una crescita dell’indebitamento e dei ritardi nel rimborso, anche di altri finanziamenti contratti dal consumatore».
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