Com'è che sprechiamo più cibo a casa che al ristorante

L'osservatorio Waste Watcher evidenzia una leggera flessione con 554 grammi di cibo a testa sprecato in una settimana. Al ristorante 8 su 10 consumano tutto o chiedono la doggy bag. Nuova funzionalità per l'app Donometro
February 3, 2026
Com'è che sprechiamo più cibo a casa che al ristorante
La locandina della campagna di Waste Watcher per la giornata di prevenzione dello spreco alimentare
La consapevolezza c’è ma la pratica va ancora affinata. Lo spreco alimentare continua ad essere un tasto dolente in Italia: in media ognuno di noi butta 29,7 kg di cibo nella spazzatura in un anno. Con danni non solo etici ed ambientali ma anche economici. Eppure le buone pratiche non mancano con strategie “salva-frigo” soprattutto da parte dei Boomers, un elevato livello di consapevolezza (94%) e un progetto di recupero alimenti nei pubblici esercizi per destinarli al Terzo Settore.
Sono questi alcuni degli elementi del “Caso Italia 2026”, il nuovo rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International che verrà diffuso questa mattina in vista della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare (5 febbraio), indetta dalla campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero. Waste Watcher ha monitorato il comportamento degli italiani nel mese di gennaio 2026, attraverso l’indagine condotta da Ipsos-Doxa su un campione di duemila residenti. I risultati mostrano un miglioramento rispetto all’anno scorso con 554 grammi (-63,9 grammi) di cibo gettato pro-capite ogni settimana. Si spreca meno al Nord (516 grammi) e più a Sud (591grammi), sprecano meno le famiglie con figli (-10%) e i Comuni fino a 30mila abitanti (-8%). Nella hit dei cibi sprecati frutta e verdura fresche e pane fresco. I Boomers sono i consumatori più attenti mentre la Generazione Z è forte sul piano digitale ma non altrettanto su quello organizzativo. 
La somma delle perdite e degli sprechi alimentari tocca cifre vertiginose: vale infatti oltre 13 miliardi e mezzo (la metà proprio nelle case), pari a oltre 5 milioni di tonnellate di cibo.“Lo spreco alimentare convive con una crescente insicurezza alimentare soprattutto tra i più giovani. Questo significa che il tema non è solo ambientale ma anche sociale ed economico – sottolinea Luca Falasconi coordinatore del rapporto “Il caso Italia“ – Sprecare meno non è una rinuncia è una forma di efficienza domestica che libera risorse, protegge il reddito familiare e valorizza il cibo acquistato”.
Il rapporto evidenza la cura che gli italiani mettono nella preparazione dei pasti: l’88% cucina ogni giorno, solo il solo il 4% non lo fa mai, perché non ama farlo. Il dato negativo riguarda l’indice di insicurezza alimentare che sale di mezzo punto dal 2025, toccando quota 14,36. A Sud aumenta del 28% e sale addirittura del 50% per la Generazione Z: i giovani privilegiano per questo l’acquisto del cibo in grandi formati, ma sono più disponibili a lavorare sull’organizzazione del loro frigorifero in chiave antispreco. Al ristorante gli italiani si dimostrano particolarmente virtuosi: 8 italiani su 10 non sprecano perché consumano tutto oppure portano a casa il cibo rimasto. E dal 5 febbraio per la prevenzione degli sprechi fuori casa arriva una nuova funzionalità per l’app Donometro, realizzata dalla Federazione pubblici esercizi (FIPE) che faciliterà le donazioni delle eccedenze di bar, pasticcerie e piccoli esercenti a favore delle organizzazioni del Terzo Settore.

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