Dieci anni di ASvis: "Insieme per lo sviluppo sostenibile"
di Elis Viettone
Sono oltre 300 le organizzazioni aderenti, con un gruppo di oltre mille esperti ed esperte che analizzano e commentano nel Rapporto annuale lo stato di avanzamento – o arretramento – dell’Agenda 2030

Era il 3 febbraio 2016 quando la presidente della Camera Laura Boldrini apriva il primo incontro pubblico di una nuova “Alleanza” formata da 40 organizzazioni della società civile, anch’essa degna di essere “rottamata”, come ripeteva l’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Associazioni imprenditoriali, ambientaliste, organizzazioni sindacali, enti no profit decidevano di dar vita all’ASviS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, sposando la visionaria intuizione dell’ex presidente dell’Istat ed ex ministro, Enrico Giovannini, per raggiungere un comune obiettivo…Anzi 17. Pochi mesi prima, infatti, i 193 Paesi delle Nazioni Unite avevano firmato un ambizioso piano per la creazione di un mondo più equo e sostenibile, dove prosperità economica e salute di persone e Pianeta convergevano nell’Agenda 2030, impegnandosi a raggiungere in 15 anni 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile e 169 target molto concreti.
2016-2026: sembrano passate ere geologiche. Sei governi, una pandemia, un piano di investimenti senza precedenti; un conflitto nel cuore dell’Europa, la polveriera mediorientale, la seconda presidenza Trump, che dichiara l’Agenda 2030 contraria agli interessi degli Stati Uniti. A guardare la foto sbiadita del 2016, l’unico punto di riferimento rimasto vivido e solido appare il presidente Mattarella.
Da allora l’ASviS è costantemente cresciuta, arrivando a coinvolgere oltre 300 organizzazioni aderenti, altrettante alleate, con un gruppo di oltre mille esperti ed esperte che analizzano e commentano nel Rapporto annuale lo stato di avanzamento – o arretramento – dell’Agenda 2030, formulando proposte per cambiare l’Italia e il mondo in meglio.
Anche grazie all’ASviS, un’esperienza unica al mondo secondo l’Onu e il Parlamento europeo, gli orientamenti delle politiche pubbliche, nazionali ed europee, e le strategie delle imprese non sono più quelli di dieci anni fa: il nostro Paese si è dotato di una Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e dispone di statistiche dettagliate sulle diverse dimensioni della sostenibilità; in tutte le scuole e università si insegna l’Agenda 2030; politiche specifiche sono state adottate in diversi ambiti (si pensi al Reddito di emergenza durante la pandemia). Da segnalare anche la storica riforma costituzionale del 2022, proposta dall’ASviS fin dalla sua nascita, con la modifica degli Articoli 9 e 41 della Costituzione e l’inserimento tra i compiti della Repubblica quello della tutela dell’ambiente “anche nell’interesse delle future generazioni”. Su proposta dell’ASviS nel 2025 è stata anche approvata la norma che obbliga il governo a valutare preventivamente ogni legge per l’impatto sociale e ambientale che essa avrà sui giovani e sulle future generazioni.
Oltre a operare sul piano politico-istituzionale è però fondamentale lavorare sulla sensibilizzazione e partecipazione della società civile. Per questo ogni anno a maggio, con il Festival dello sviluppo sostenibile, una rassegna diffusa su tutto il territorio e nelle ambasciate italiane, anch’essa un unicum a livello globale, per 17 giorni si svolgono oltre mille iniziative, mostre, dibattiti, laboratori.
Il 2030 è dietro l’angolo. Per una serie di congiunture nazionali e internazionali, molti degli Obiettivi stanno tutt'altro che progredendo. Aumentano nuovamente le persone a rischio povertà e fame, il divario tra ricchi e poveri cresce continuamente, l’ambiente continua a degradarsi: globalmente, solo il 18% dei Target dell’Agenda 2030 sarà raggiunto nei prossimi anni, mentre guerre e instabilità geopolitiche minano i progressi compiuti finora. Stiamo perdendo fiducia nelle nostre capacità di costruire un futuro migliore e ci chiudiamo nel nostro particolare: ecco perché nel 2025 l’ASviS ha lanciato “Ecosistema futuro”, un nuovo laboratorio di idee e progetti, per mettere a sistema tutte le menti e le energie che si impegnano ogni giorno per costruire un futuro migliore, come sottolinea il “Patto sul futuro” firmato dall’Italia all’ONU nel 2024.
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