Caporalato, blitz nel Bresciano: al lavoro anche bimbi di 8 anni

di Carlo Guerrini, Brescia
Tra i 23 lavoratori irregolari intercettati anche otto minorenni. Nel capannone, sede di una ditta intestata a una cittadina romena di 23 anni, si producevano materie plastiche e guarnizioni
February 13, 2026
Ventitré lavoratori irregolari, tra cui otto minori tra gli 8 e i 16 anni, sono stati trovati all'interno di un capannone industriale a Palazzolo sull'Oglio, in provincia di Brescia, al termine di un'operazione contro il caporalato e lo sfruttamento della manodopera clandestina condotta dai carabinieri. Le indagini sono state fatte dai carabinieri della Compagnia di Chiari, con i colleghi del Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) e con la Polizia Locale di Palazzolo. Il blitz è scattato nel capannone industriale in via Malogno, in precedenza sede di una ditta individuale, riconducibile a una cittadina romena di 23 anni residente a Crema, in provincia di Cremona. L’attività, teoricamente di produzione di guarnizioni e di lavorazione di materie plastiche, celava una realtà di grave degrado e illegalità. Nello stabile lavoravano 23 cittadini di nazionalità moldava, tutti risultati irregolari sul territorio nazionale. Tra loro, in mezzo ai macchinari c’erano otto minori, bambini e ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 16 anni, impiegati senza alcuna tutela, in un contesto privo delle più basilari condizioni di sicurezza e igiene. Un cittadino moldavo di 30 anni è stato arrestato per il reato di reintroduzione illegale nel territorio dello Stato, essendo già stato colpito da un precedente provvedimento di espulsione. La titolare della ditta, una romena di 23 anni, è stata denunciata per il reato di cui all’articolo 603-bis del Codice penale (intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro). Inoltre, sono state contestate violazioni relative alle norme del Testo unico della sicurezza ed elevate sanzioni per oltre 100.000 euro con sospensione immediata dell’attività imprenditoriale. L’intero capannone è stato sottoposto a sequestro preventivo a causa delle gravissime violazioni riscontrate in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e igiene.
Per quanto riguarda la gestione dei nuclei familiari, i minori e i rispettivi genitori sono stati immediatamente presi in carico dai servizi sociali del comune di Palazzolo sull’Oglio, al fine di garantire loro l’assistenza necessaria e l’inserimento in strutture protette. Per gli altri cittadini irregolari sono state avviate le procedure in questura per la regolarizzazione delle rispettive posizioni, oppure per procedere al loro allontanamento dal territorio. Il sindaco di Palazzolo, Gianmarco Cossandi, parla di «un risultato importante sul piano della legalità». Le indagini, ha rivendicato, sono partite da accertamenti del Comune sulla «gestione dei rifiuti che hanno consentito di ricostruire un quadro ben più ampio, fino all’intervento conclusivo delle autorità competenti». Una situazione «emersa grazie all’attività di verifica e monitoraggio avviata sul territorio dalla Polizia locale - ha aggiunto il primo cittadino -: ha avuto un ruolo attivo nel percorso che ha portato allo smantellamento dell’attività irregolare, in sinergia con i carabinieri e con l’Ispettorato nazionale del Lavoro. Questa operazione dimostra che la rete di vigilanza funziona, che le segnalazioni vengono approfondite e che quando emergono situazioni di illegalità si interviene con determinazione e con le opportune tempistiche».
Per il segretario generale della Cisl di Brescia, Alberto Pluda, «quando ci troviamo di fronte a situazione di sfruttamento della manodopera e del lavoro minorile, la situazione è veramente squallida. Nonostante gli sforzi notevoli di contrasto, che già sono messi in atto, è indispensabile che tutte le parti interessate intensifichino attività e controlli per smantellare il fenomeno». Il sindacato, sottolinea Pluda, «è fortemente impegnato a costruire tutele, oltre che a combattere tutte le attività irregolari che poi finiscono anche con il danneggiare le aziende che rispettano le norme». Di «episodio gravissimo», parlano anche i parlamentari bresciani della Lega, Stefano Borghesi, Simona Bordonali e Paolo Formentini. «Riporta alla luce il dramma del caporalato e dello sfruttamento lavorativo selvaggio, spesso legato all’immigrazione clandestina e incontrollata - aggiungono -: alimenta reti criminali che sfruttano le persone più vulnerabili, compresi i bambini, riducendoli a manodopera schiava nel cuore della nostra economia produttiva». Per l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Lara Magoni, serve «una linea di assoluta fermezza, con controlli stringenti e pene severe per chi sfrutta e rimpatri effettivi per chi viola le nostre leggi».

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