Brindisi, assalto a portavalori e sparatoria con i carabinieri: due fermi

Agguato sulla statale 613, bloccata con un mezzo dato alle fiamme. Conflitto a fuoco con una pattuglia, non ci sono feriti
February 9, 2026
Brindisi, assalto a portavalori e sparatoria con i carabinieri: due fermi
Il portavalori assaltato all'altezza di Tuturano / ANSA
Una mattina di ordinario Far West in Puglia. Un furgone portavalori è stato assaltato sulla statale 613, la superstrada che collega Lecce a Brindisi, all'altezza di Tuturano. Il furgone preso di mira è dell'azienda Battistolli. I malviventi lo hanno superato a bordo di auto con lampeggianti, a simulare le "vetture civetta" delle forze dell'ordine, e lo hanno costretto a fermarsi sotto la minaccia di fucili mitragliatori, vestiti con tute bianche. Poi si sono avvicinati e lo hanno fatto esplodere. Nel frattempo alcuni complici incendiavano alcuni veicoli su entrambe le carreggiate, per ostacolare l'intervento delle forze dell'ordine. Un copione già visto troppe volte. Ma stavolta qualcosa è andato storto e la rapina non è riuscita. Anche perché i carabinieri hanno intercettato i fuggitivi: i banditi non hanno esitato a sparare ne è nato un violento conflitto a fuoco. Non ci sono stati feriti, ma si sono vissuti attimi di grande paura: la "gazzella" è stata raggiunta da alcuni colpi.
La strada è stata chiusa al traffico per consentire i rilievi e la rimozione dei veicoli coinvolti. Nel frattempo sono scattate le ricerche dei malviventi in tutta la zona: in tarda mattinata i carabinieri hanno fermato due persone ritenute coinvolte nella rapina fallita.
Si tratta del secondo assalto dell'anno in Puglia: il 5 gennaio tra Foggia e Cerignola era stato preso di mira un altro furgone, sempre della ditta Battistolli. Nel 2025 si erano contati ben sei blitz: stessa dinamica, stesso obiettivo. E ora l'inizio dell'anno fa temere un'ulteriore escalation. Un problema di sicurezza, ma anche economico: secondo uno studio del Sindacato autonomo vigilanza privata, tra il 2019 e il 2023 nella regione sono stati rapinati con queste modalità 4 milioni di euro.
Di fronte a questo scenario, il vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia e segretario regionale pugliese di Forza Italia, Mauro D'Attis, lancia l'allarme: "Da Foggia al Salento, in Puglia è emergenza sicurezza e serve una 'Operazione Primavera 2', un intervento massiccio da parte dello Stato: perciò, chiedo al ministro Piantedosi, che più volte ha dimostrato la sua competenza e sensibilità con atti concreti, di venire nella nostra Regione a strettissimo giro".
"Oggi - continua Attis - si è verificato l'ennesimo assalto di un portavalori, non si possono più attendere ulteriori misure. La Commissione Antimafia, come già deciso dall'ufficio di Presidenza, probabilmente a marzo, svolgerà una missione in Puglia proprio per affrontare il tema del contrasto alle mafie. C'è bisogno di un potenziamento serio di forze dell'ordine e di mezzi per contrastare l'allarme sicurezza ed è una richiesta specifica che formulo, a nome anche di altri colleghi e della comunità, al ministro dell'Interno".
Si fa sentire anche l'opposizione. "Un assalto a un portavalori in pieno giorno, sulla superstrada tra Brindisi e Lecce, una delle arterie più trafficate del Salento. Armi, esplosivo, conflitto a fuoco con i Carabinieri. Da ciò che si apprende, i responsabili potrebbero essere originari del foggiano. Un'eventualità che, se confermata, certificherebbe ciò che denunciamo da tempo: il Salento ha un problema di ordine pubblico e di controllo del territorio serio a tal punto da diventare attrattore di criminali da fuori provincia" afferma Claudio Stefanazzi, deputato salentino del Partito Democratico. 
ll segretario generale regionale Puglia di Unarma, Nicola Magno, esprime "preoccupazione per l'escalation di pericolosità delle azioni criminali e per i rischi affrontati quotidianamente dagli operatori dell'Arma". E sottolinea che "ancora una volta i carabinieri si sono trovati in prima linea di fronte a un'azione criminale estremamente violenta e organizzata. Il fatto che una pattuglia sia stata raggiunta dai colpi di arma da fuoco dimostra quanto elevato sia il livello di rischio a cui sono esposti quotidianamente i nostri militari". Secondo il sindacato, urge una risposta da parte dello Stato. "Chiediamo maggiori tutele, - aggiunge il sindacato - investimenti concreti in mezzi, formazione e dispositivi di sicurezza. È indispensabile adeguare gli strumenti operativi e normativi alla realtà criminale attuale, che si dimostra sempre più aggressiva e militarizzata. 

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