Bollette e assicurazioni: l’indecisione costa agli italiani 1,3 miliardi l’anno

Tra paura di sbagliare, poco tempo e difficoltà di scelta, si aspettano fino a oltre due mesi prima di cambiare fornitore. E nel frattempo aumentano le spese
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May 19, 2026
Bollette e assicurazioni: quanto costa l’indecisione agli italiani (immagine di repertorio)
Bollette e assicurazioni: quanto costa l’indecisione agli italiani (immagine di repertorio)
Le bollette lasciate sul tavolo, il preventivo dell’assicurazione aperto sullo smartphone, il «poi ci penso» ripetuto per settimane. Nelle case degli italiani il rinvio è diventato un gesto quasi automatico. Ma quell’attesa, quando riguarda le spese domestiche, ha ormai un prezzo preciso: 1,3 miliardi di euro. La stima è contenuta in un’indagine commissionata da Facile.it all’istituto mUp Research e presentata a Roma insieme a Consumerismo No Profit. Denaro che gli italiani hanno perso nell’ultimo anno rimandando il cambio di fornitore tra Rc auto, Rc moto, luce e gas. Secondo la ricerca, tra il momento in cui matura l’idea di cambiare e quello in cui si firma davvero un nuovo contratto trascorrono in media dai 52 ai 74 giorni. Un tempo che si traduce in soldi lasciati per strada, proprio mentre il costo della vita continua a comprimere i bilanci familiari.

La fatica quotidiana delle famiglie

Dietro il dato economico c’è qualcosa che va oltre il semplice comportamento di consumo. È la fotografia di famiglie stanche, sommerse da incombenze quotidiane, che fanno fatica a orientarsi dentro mercati sempre più affollati e aggressivi. Le spese considerate più pesanti restano quelle essenziali: luce, gas e Rc auto. Non a caso sono proprio queste le voci su cui gli italiani dichiarano di voler risparmiare di più. Eppure il passaggio dall’intenzione all’azione continua a incepparsi. Il 42% degli intervistati dice di avere difficoltà a trovare l’offerta giusta, il 21% di non avere tempo da dedicare alla ricerca, il 15% teme di fare la scelta sbagliata. Solo una minoranza attribuisce il rinvio alla semplice pigrizia.
«La bolletta viene vissuta come qualcosa che si è costretti a pagare – spiega Andrea Polo, chief communication officer di Facile.it –. Ed è anche per questo che tanti continuano a rinviare la scelta di cambiare fornitore». In molti casi, il problema non è tanto la mancanza di strumenti, quanto il sovraccarico di informazioni: offerte che cambiano continuamente, centinaia di operatori, telefonate commerciali, timore di truffe o clausole poco chiare. Una pressione che finisce per bloccare soprattutto chi già vive una condizione di fragilità economica o di stanchezza quotidiana.

Il peso delle spese incomprimibili

Il fenomeno si inserisce dentro un contesto in cui le spese incomprimibili occupano una parte sempre più ampia del reddito familiare. «Oggi circa il 50% del bilancio delle famiglie è assorbito da costi da cui non si può scappare», osserva Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo No Profit. Energia, assicurazioni, carburanti, servizi essenziali: voci che negli ultimi anni sono diventate uno dei principali fattori di preoccupazione sociale.
La ricerca mostra che quasi 6,4 milioni di italiani hanno cambiato compagnia Rc auto nell’ultimo anno, ma lo hanno fatto dopo oltre due mesi di indecisione, perdendo in media 104 euro. Per l’Rc moto il danno medio sale, invece, a 148 euro, mentre sul fronte energetico il ritardo nella scelta costa 56 euro per la luce e 62 per il gas. Cifre che, sommate su scala nazionale, superano complessivamente il miliardo di euro e restituiscono l’immagine di un rapporto sempre più complicato tra consumatori e mercato, in una fase segnata dall’aumento dei prezzi, dall’incertezza energetica e dalle tensioni internazionali che continuano a riflettersi sulle tariffe.

La paura di cambiare

Secondo la psicologa Angelica Arbia, la procrastinazione non nasce tanto dall’inerzia quanto da un bisogno di protezione: «La mente privilegia la sicurezza e tende a evitare decisioni percepite come complesse o rischiose». Cambiare fornitore, anche quando conviene, viene vissuto da molti come un salto nell’incertezza: il timore di restare senza servizio, di firmare un contratto poco chiaro, di non capire davvero cosa si sta scegliendo. Così il rinvio produce un sollievo immediato, anche se nel lungo periodo pesa sul portafoglio.
Nel corso dell’incontro è emerso anche un altro elemento: la crescente fatica decisionale. Ogni giorno i consumatori sono chiamati a compiere migliaia di micro-scelte. E dentro questo rumore continuo di fondo diventa più difficile dedicare attenzione a decisioni che richiedono tempo, confronto e lucidità. Per questo, il tema non riguarda soltanto il risparmio, ma anche la fiducia e l’accompagnamento dei consumatori.

Il “poi ci penso” di un Paese affaticato

A cambiare è anche il modo in cui le diverse generazioni affrontano l’incertezza: i più giovani rimandano perché travolti dalla disorganizzazione e da priorità considerate più urgenti; gli adulti perché schiacciati dal sovraccarico quotidiano; gli anziani perché più esposti alla paura dell’incertezza. «Le persone hanno ancora bisogno di qualcuno che spieghi e rassicuri», dice l’amministratore delegato di Facile.it, Maurizio Pescarini. Ed è forse questo il punto che resta oltre i numeri e le statistiche: il “poi ci penso” non racconta soltanto un consumatore distratto, ma un Paese affaticato, dove anche scegliere una bolletta o un’assicurazione può trasformarsi in una fonte di ansia domestica.

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