Al G7 torna al centro l’Ucraina: Trump vede Zelensky e prepara nuove sanzioni a Mosca

di Eugenio Fatigante, inviato ad Evian
Dopo la parentesi iraniana, il vertice di Evian torna a concentrarsi sulla guerra in Europa. Faccia a faccia tra il presidente Usa e quello ucraino, mentre i leader confermano il sostegno a Kiev e valutano una nuova stretta sul petrolio russo
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June 16, 2026
Il presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump durante l'incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky
Il presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump durante l'incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky
Accantonata (solo per il momento, ma se n’è riparlato già al pranzo di lavoro “allargato”) la questione iraniana, al G7 di Evian-les-Bains si torna al nodo costante di questi ultimi 4 anni: la guerra russa all’Ucraina. E’ il tema che ha segnato la mattina, con Volodymyr Zelensky – arrivato a mezzanotte – protagonista della prima sessione e con la novità di ulteriori sanzioni in arrivo per Mosca che, attenuata la crisi a Hormuz, potrebbero tornare a colpire anche il petrolio russo, come conferma Donald Trump: «Presto saremo in grado di farlo perché il petrolio ora scorre». È il presidente ucraino a svelare, con tanto di foto sui social, del nuovo incontro avuto con Donald Trump (il primo da quasi 4 mesi a questa parte) e il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, poi allargato anche al francese Emmanuel Macron. Con tanto di scritta: «Sempre importante coordinare le posizioni». Al di là del faccia a faccia, le posizioni fra i contendenti sul campo bellico restano però immutate. Ci pensa l’inquilino della Casa Bianca, tornato alla classica cravatta rossa, a trarne le conseguenze: «Incontro molto proficuo e ci rivedremo nuovamente. Domenica ho anche parlato col presidente Putin. Diciamo sempre le stesse cose: loro stanno continuando a perdere soldati su soldati, come non succedeva dalla Seconda guerra mondiale. Purtroppo i due leader (Putin e Zelensky, ndr) non sono compatibili, non riescono a incontrarsi». Salvo aggiungere che «la Russia deve fare un accordo, farò tutto ciò che è in mio potere».
Un senso di scoramento, quello di Trump, a cui fa da contraltare la “carica” dell’ucraino, irrobustita dall’aver incassato la piena unità del G7 nel sostegno a Kiev (ribadita anche, per parte europea, da Ursula von der Leyen in un bilaterale). Zelensky ringrazia tutti i leader e passa al concreto: occorre «aumentare il numero di missili antiaerei» per «rafforzare la pressione sulla Russia» e, soprattutto, «la chiave è che tutto ciò che si discute venga attuato». A tal fine, secondo il Guardian, avrebbe insistito per ottenere dagli Usa una licenza per produrre Patriot in Ucraina e Trump avrebbe auspicato un assenso della sua amministrazione. Allo stesso tempo, Zelensky confida che l’Ue si costruisca un «sistema antimissile europeo», perché «altrimenti non ne avremo a sufficienza». Durante la mattinata, Trump ha anche modo di tornare sulla pre-intesa raggiunta con l’Iran sullo stretto di Hormuz. Nelle sue consuete capriole dialettiche, afferma stavolta di non essere «mai stato interessato a un cambio di regime, pur immaginando – aggiunge – di poter dire che c’è stato». Dev’essere conscio dei tanti dubbi che aleggiano sul memorandum d’intesa, per questo aggiunge che «probabilmente terrò una conferenza stampa e lo leggerò parola per parola». Precisa tuttavia che «ruota attorno a una sola cosa, che l’Iran non possederà mai un’arma nucleare»; e quanto all’uranio arricchito in possesso del regime iraniano, «lo vogliamo distruggere, non ottenerlo».

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