L'agguato all'alba, il fantasma mafioso, la voce della Chiesa: cosa è accaduto in Calabria
Un morto e un ferito grave nell'aggressione a Cassano all'Jonio. Il padre della vittima era stato ucciso nel 2022. Il vescovo Savino alla comunità colpita: sono con voi, non abbassate lo sguardo. Il sindaco Iacobini: lo Stato non ci lasci soli

«Non abbiate paura. La paura è l’ombra che il male proietta, ma voi siete figli della luce. E a te, popolo di Lauropoli e di Cassano, a te che porti i segni di questa terra aspra e bellissima, dico: rialzate la fronte. Non abbassare lo sguardo». Il vescovo di Cassano all’Jonio e vice presidente della Cei, Francesco Savino, commenta con dolore e amarezza l’agguato in cui ieri mattina a Lauropoli è stato ucciso Giuseppe Scorza, 35 anni, mentre è rimasto gravemente ferito il collega Renato Elia.
Un racconto di morte e dolore scritto all’alba, una manciata di minuti prima delle 6, nel centro della popolosa frazione di Cassano. In base a una prima ricostruzione dei fatti, Scorza ed Elia sono stati raggiunti dai killer nell’ufficio dell’azienda per la quale lavoravano e che si occupa di verde pubblico. «Il vostro pastore è con voi. Non sono un osservatore distante, una voce che arriva da lontano. Condivido il vostro pianto, ma insieme a voi voglio condividere la speranza», ha aggiunto monsignor Savino che nei mesi passati, assieme allo storico vice presidente di Libera don Marcello Cozzi, ha creato un Osservatorio diocesano sui fenomeni mafiosi e la legalità proprio per tendere la mano al popolo, affiancandolo e aiutandolo a sottrarsi alla morsa letale della criminalità organizzata.
Pure attraverso la denuncia che è un primo passo, fondamentale ma non esclusivo, per una risposta dello Stato sollecitata con coraggio ieri dal sindaco di Cassano, Gianpaolo Iacobini. Il quale, manifestando «piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine», auspica «possano essere rapidamente individuati i responsabili dell’agguato e assicurati alla giustizia». Almeno due i killer entrati in azione dopo avere seguito i movimenti delle vittime designate, sino all’arrivo nell’ufficio della ditta. Scorza, raggiunto dai proiettili in varie parti del corpo, è morto sul colpo, mentre Elia, ferito a un fianco, è riuscito a sottrarsi al piombo e ad allontanarsi raggiungendo un bar vicino dove ha lanciato l’allarme. In mattinata è stato ricoverato nell’ospedale di Castrovillari e sottoposto a un intervento chirurgico per stabilizzare il quadro clinico: le sue condizioni di salute sono gravi, ma dovrebbe cavarsela. Il suo racconto potrebbe essere fondamentale per fare luce su questo ennesimo fatto di sangue che ferisce il Cassanese.
Per il quale il sindaco Iacobini rivolge un appello «affinché lo Stato, che so essere presente nella nostra terra e a queste latitudini, deve far avvertire ancora di più del solito la propria presenza, per restituire tranquillità a una comunità che non può essere lasciata sola». Le indagini sono coordinate dalla procura di Castrovillari, ma nelle prossime ore potrebbero passare sulle scrivanie della Dda di Catanzaro.
Nell’aprile del 2022 il padre di Giuseppe Scorza, Maurizio, 57 anni, venne ucciso insieme alla compagna Hanene Hedhli. Entrambi furono vittime d’un agguato mafioso nelle campagne al confine tra i territori comunali di Castrovillari e Cassano. Il cadavere dell’uomo fu trovato nel bagagliaio della sua Mercedes, accanto a un agnello sgozzato, mentre la donna sul sedile anteriore dell’auto. Pare, emerse dalle indagini, crivellata mentre provava a chiedere aiuto col cellulare.
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