A Palermo sedicenne uccide un uomo di 69 anni: "mi sono difeso dagli abusi"

Scenario della tragedia il Villaggio Santa Rosalia. Il parroco don Luigi: qui ci sono tante povertà dall'ignoranza alla mancanza di controllo
May 9, 2026
A Palermo sedicenne uccide un uomo di 69 anni: "mi sono difeso dagli abusi"
Questa storia palermitana di violenza è immersa in contorni incerti, mentre si indaga per ricostruire il quadro compiuto.
Un ragazzo di sedici anni ha confessato di aver ucciso un uomo di sessantanove anni, Pietro De Luca, un ex infermiere dell’ospedale Civico, nella zona del Villaggio Santa Rosalia, una delle periferie di Palermo. Il giovane si è costituito in questura, la scorsa notte.
Ma ci sono diversi elementi da verificare, come è emerso dalle prime ispezioni sul luogo del delitto, un casolare di campagna in mezzo al verde, vicino al fiume Oreto. L’arma, forse, è un grosso tubo di metallo che sarebbe stato usato al culmine di una lite come corpo contundente. Il racconto del ragazzo (che ha riferito di aver subito delle avances dall'uomo e di averlo colpito dopo una lite) non sembra coincidere perfettamente con i rilievi effettuati dalla polizia scientifica. Quale è il movente? Chi ha mandato gli sms dal cellulare della vittima? Qual è l’orario esatto dell’omicidio? Domande a cui bisognerà dare risposte.
Se la vicenda è ancora un ‘giallo’ dai contorni poco chiari, lo scenario, invece, è noto. Il Villaggio Santa Rosalia è un quartiere con grossi problemi sociali ed economici, nella zona Sud della città.
Le voci di chi opera laggiù, nelle parrocchie del territorio, raccontano la lotta quotidiana per la sopravvivenza. Una desolazione non direttamente legata alla cronaca, ma che tratteggia un contesto difficile.
Padre Luigi Caria, parroco di San Raffaele Arcangelo, è arrivato a Palermo, dalla sua Cagliari, cinque anni fa. “Mi hanno mandato l’articolo di giornale stamattina e sono sbigottito – dice padre Luigi -. Qui siamo nella periferia italiana. Rispetto al centro le opportunità per i giovani sono assai diradate. Poi, non posso entrare nello specifico, perché non lo conosco”.
Si ragiona sull’ambiente, allora. “Esistono tante povertà – continua il parroco -. C’è l’ignoranza, c’è la mancanza di formazione e poco controllo. Incontro ogni giorno, in parrocchia e non solo, persone dal cuore grande, generosissime. Ma la città dovrebbe investire di più in quartieri come questi che risultano abbandonati”.
“I giovani della nostra comunità sono tranquilli – riflette don Gioacchino D’Agostino, parroco della parrocchia ‘Annunciazione del Signore’ – il quartiere è quello che notoriamente è, con i suoi mille problemi. Facciamo l’impossibile, ma esistono sacche particolari dove non arriviamo”.
Il parroco di di Maria Santissima Immacolata, don Salvatore Lazzara, insiste sulla formazione diocesana dei giovani. “Abbiamo a cuore l’educazione delle ragazze e dei ragazzi. Le emergenze e i disagi sono evidenti. Per noi comunità dei discepoli di Cristo il senso della speranza è passare dalla religione alla fede, con convinzione”.
Una storia intinta di mistero, a Palermo, con un ragazzo di sedici anni che si è accusato di un omicidio. Ma tutto quello che c’è intorno si conosce da tempo.

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