A Caserta un camionista è stato investito e ucciso durante la protesta dei tir. Che è stata sospesa
La colonna di mezzi pesanti era ferma sul margine destro della carreggiata autostradale, qualche chilometro prima di uno svincolo. L'uomo è stato investito da un'auto in transito. Bloccato immediatamente lo sciopero

Il blocco nazionale di tutte le attività di trasporto è iniziato a mezzanotte di domenica, ma è finito solo qualche ora più tardi. Ad annunciarne la sospensione è stata la stessa Unatras, il coordinamento unitario delle federazioni nazionali dell'autotrasporto merci che l’aveva proclamato venerdì 17 aprile. Dietro questa decisione, la morte di un camionista di 55 anni che aveva preso parte alle proteste nel Casertano, lungo l’Autostrada A1. L’uomo, infatti, mentre si trovava momentaneamente sulla corsia lasciata libera affianco alla colonna di mezzi pesanti, è stato travolto da una macchina. «Dall'alba abbiamo iniziato gradualmente a sospendere il fermo perché questa cosa ci ha sconvolto. Era una persona giovane con famiglia», ha dichiarato Maurizio Longo, segretario generale dell’organizzazione. Il blocco sarebbe dovuto durare sei giorni. Unatras l’aveva proclamato in quanto «unica ed inevitabile decisione possibile, attesa dalla categoria, di fronte al silenzio assordante del governo in questa fase drammatica a causa degli alti costi dei carburanti». Secondo l’organizzazione, infatti, i rincari stanno rendendo impossibile proseguire l'attività di trasporto merci per migliaia di imprese italiane. Il coordinamento denuncia che i provvedimenti assunti finora dall’esecutivo siano stati non solo insufficienti a coprire la portata del fenomeno ma anche dannosi per il settore.
«È inconcepibile che le organizzazioni di rappresentanza aderenti ad Unatras, le quali hanno sempre tenuto un profilo di responsabilità verso le Istituzioni ed il Paese nonostante le ripetute grida d'allarme, non siano neanche state convocate dal Governo per avviare un confronto di merito sulla gravissima situazione che vive il settore», si legge nella nota rilasciata dall’organizzazione. «L'autotrasporto italiano, che conta 100 mila imprese per 500 mila lavoratori, decide di fermarsi per evitare danni ben peggiori continuando a viaggiare in perdita». Le richieste di Unatras per il governo, in particolare riguardano: «L'emanazione del decreto attuativo del credito d'imposta già previsto e ristori compensativi del mancato rimborso delle accise pari a 200 euro ogni 1000 litri di gasolio acquistato; interventi a sostegno della liquidità delle imprese quali la sospensione dei versamenti contributivi e fiscali; l'attuazione dei provvedimenti normativi, il rafforzamento degli strumenti contrattuali e l'immediata compensazione dei rimborsi delle accise; l'adozione di un quadro di aiuti temporaneo a livello europeo».
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